Questa è la storia del rapporto fra Thelonious Monk e il Black Hawk di San Francisco, il locale dell’italoamericano Guido Cacianti (Caccienti?/Caccianti?) dove Monk registrò un magnifico live il 29 aprile 1960, uno dei suoi più belli, quantunque non fra i più popolari. Come tutte le storie più interessanti, anche questa partì molto prima dello sbocciare del frutto: non solo sei mesi prima, quando – il 21 e 22 ottobre 1959 – Monk incise il suo terzo album in solo, alla Fugazi Hall, nell’omonimo club al 678 della Green Street di San Francisco, con un repertorio che conteneva un paio di blues di cui uno poi titolato Blue Hawk, ma addirittura l’anno prima ancora, nel luglio 1958, quando a casa sua, a San Juan Hill, venne a trovarlo uno strano personaggio proveniente dal Ghana, il percussionista Guy Warren, specialista del «tamburo parlante». Ma andiamo cauti, perché per Monk è proprio […]
Monk at the Blackhawk
Storia di una notte di piccoli capolavori nati controvoglia
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