Abdullah Ibrahim: Continuo a sognare la nota perfetta

Intervista esclusiva a uno dei grandi maestri del pianoforte ancora in attività, e che a breve tornerà in Italia a esibirsi in un paio di rari concerti in solitudine

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Descrivere la statura artistica e musicale di Abdullah Ibrahim è impresa ardua. Ci vorrebbe un intero libro, ma di quelli voluminosi. Il pianista appartiene di diritto a quei pochi giganti del jazz ancora in vita. Nato il 9 ottobre del 1934 a Città del Capo, Adolphus Johannes Brand iniziò a suonare il pianoforte all’età di sette anni e a quindici era già diventato professionista, trovando definitivamente la sua strada musicale dopo aver conosciuto il sassofonista Kippie Moeketsi, che lo convinse a dedicarsi al pianoforte a tempo pieno e con il quale formò i Jazz Epistles, un quintetto che si ispirava ai Jazz Messengers di Art Blakey e in cui suonava la tromba un giovane Hugh Masekela. Insieme a sua moglie, la cantante Sathima Bea Benjamin, nella prima metà degli anni Sessanta si trasferì, a causa dell’apartheid, prima in Svizzera e poi a New York, dove nacque nel 1976 sua figlia […]

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