Eddie Condon: L’Indistruttibile

Lo chiamavano «L’indistruttibile» e tale rimarrà nella nostra memoria, con quel suo caratteristico sorriso beffardo, la voce chioccia, la fedele chitarra a tracolla, la non meno fedele bottiglia di gin nei paraggi, la gershwiniana Liza in sottofondo

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Eddie Condon è diventato un personaggio di primo piano nella storia del jazz, non tanto per la sua abilità strumentale (si considerava – e tale in effetti era – solo un buon chitarrista ritmico e si guardava bene dal cimentarsi in sortite solistiche), quanto per le sue straordinarie capacità di leader (nel corso degli anni diresse prestigiose formazioni avvalendosi dei migliori Dixielanders via via disponibili); di scaltro oltre che potente uomo d’affari (un vero e proprio boss); di abile manager-impresario (l’omonimo jazz club ha per molti lustri rappresentato la mecca newyorkese del jazz tradizionale); di instancabile organizzatore di concerti, festival, jam session (dalla Carnegie Hall alla Town Hall), radio e tele-trasmissioni (si pensi ai cicli Network Broadcasts e Armed Forces Radio Services del 1944, nonché al Condon’s Floor Show del 1949), sedute di incisione (nella sua nutritissima discografia figurano alcuni dei documenti più significativi della scuola Chicago-Dixieland: definizione che Condon, […]

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