La California del Sud è un posto strano. Sole immobile, palme alte come antenne, spiagge che sembrano cartoline e strade che, al tramonto, si tingono di un arancione così perfetto da sembrare irreale. Ma basta spostarsi di qualche isolato nell’entroterra – lontano dai surfisti e dai turisti che scattano foto alle onde – per accorgersi che questa terra luminosa porta con sé un’ombra lunga, fatta di divisioni, linee invisibili, confini di quartiere che possono diventare trappole. Qui, nel cuore della California latina, la bellezza convive con una violenza che nessun dépliant turistico menzionerà mai. Quartieri dove i bambini giocano a baseball a due strade di distanza da dove, la notte prima, qualcuno ha lasciato una candela accesa vicino ad un marciapiede macchiato di sangue. Luoghi dove le facciate colorate delle case, i cortili pieni di famiglia e tortillas, coabitano con le iniziali delle gang dipinte sui muri: MS-13, Southside, Florencia […]