Per i New Jazz Underground le parole sono importanti. A cominciare da «Hoodies», il titolo scelto per il loro album d’esordio, uscito il 29 maggio per Artwork Records. Hoodies, letteralmente «felpe col cappuccio», è un termine intraducibile in italiano. È un capo d’abbigliamento diventato un simbolo generazionale, ma contiene anche la parola ‘hood, quartiere, comunità, a rappresentare la fratellanza tra ragazzi cresciuti negli stessi luoghi. E porta con sé anche il peso di quel cappuccio, che addosso a un giovane di colore in America può costare la vita. Come è successo al diciassettenne Trayvon Martin, ucciso il 26 febbraio 2012 a Sanford da un vigilante del quartiere che lo riteneva sospetto, diventato un simbolo per la comunità afroamericana e per il movimento Black Lives Matter. Molti conoscono i New Jazz Underground, trio di giovani musicisti con base a New York, prima di questo esordio discografico. Hanno cominciato suonando per le […]
New Jazz Underground: la voce della nuova generazione
Al Newport Jazz Festival 2025 Christian McBride li ha presentati dal palco come «uno dei nuovi gruppi più interessanti di tutto il jazz di oggi». Tocca a noi, oggi, introdurre ai lettori italiani i New Jazz Underground
