Women in Jazz a Pula, teatro Romano di Nora dall’1 al 10 agosto

Ha avuto inizio ieri, con il concerto di Roberta Gambarini, l'edizione 2019 di Women in Jazz al teatro dell'area archeologica di Nora.

1706

Sul palcoscenico del teatro antico di Nora, dall’1 al 10 agosto, andranno in scena: Roberta GambarInI, una delle poche vocalist non americane per due volte candidata ai Grammy. CatherIne russell, una delle più importanti jazz singers della scena internazionale. Mayra Andrade, protagonista di uno stile che unisce afrobeat, jazz, folk, tradizione capoverdiana. CyrIlle AImée, tra le più apprezzate vocalist europee in terra d’America.
C’è una contagiosa gioia di vivere nelle voci di Roberta Gambarini, Catherine Russell, Mayra Andrade e Cyrille Aimée, le quattro artiste protagoniste del nuovo cartellone di concerti chiamate a festeggiare, dall’1 al 10 agosto, la decima edizione dell’International Nora Jazz Festival. Voci grintose, abbaglianti, dai forti vibrati, che fondono blues, pop, morna e afrobeat per poi sciogliersi ineluttabilmente nel jazz. Un’edizione come sempre organizzata dall’associazione enti locali per lo spettacolo e dal Comune di Pula, che si terrà nella straordinaria atmosfera del teatro antico di Nora. Palcoscenico tra i più potenti e suggestivi dell’Europa festivaliera, nato sotto il segno della ricerca e della qualità, nella prima decade di agosto Nora Jazz propone un calendario di artiste destinate ad arricchire il parterre di ospiti di fama mondiale che, anno dopo anno, sceglie il festival pulese come unica tappa esclusiva dei suoi tour in Sardegna. È il caso di Roberta Gambarini, cantante di origini torinesi affermatasi nello star system della musica afroamericana newyorchese; della jazz singer americana Catherine Russell; della star capoverdiana Mayra Andrade e di Cyrille Aimée, elettrizzante vocalist francese immersa nel mood del jazz americano. A parte Catherine Russell, vincitrice di ben due Grammy e ospite dell’European Jazz Expo nel 2008, le altre tre artiste sono al loro debutto sulla scena isolana e promettono notti di musica da brividi.
Caratterizzati da interpretazioni struggenti, talvolta aggressive, talvolta dolcissime e abbaglianti, gli stili delle quattro regine del jazz contribuiscono alla ricchezza della proposta degli organizzatori del festival, da anni impegnati in una nuova e originale narrazione culturale del territorio pulese. Un territorio immerso in un contesto storico di straordinarie bellezze artistiche e paesaggistiche e che, nei dieci giorni del festival, oltre ad intercettare le nuove tendenze della musica internazionale, propone originali appuntamenti letterari ed enogastronomici da godere prima dell’inizio di ogni concerto nella suggestiva terrazza affacciata sul mare. Il risultato di questi dieci anni di Nora Jazz Festival è stato quello di aver realizzato un evento culturale popolare e raf nato al tempo stesso, apprezzato sia dai tanti turisti che animano i resort sulla costa, sia dagli abitanti del territorio che, anno dopo anno, accorrono numerosi per godere di spettacoli di indiscussa qualità.

Il programma dei prossimi appuntamenti

sabato 3 Agosto ore 21,30
Catherine Russell
dal grande pop alla musica jazz. Nel curriculum di Catherine Russell, una delle più im- portanti jazz singers dei nostri giorni, collaborazioni importanti nel suo pedigree: da david bowie a Steely dan, Paul Simon e Jackson browne solo per citare alcuni dei più famosi. Forte di una robusta partecipazione a progetti discogra ci che la vedono presente in ol- tre duecento registrazioni (e due Grammy, uno nel 2012 e l’altro nel 2017), la cantante newyorchese è glia d’arte: il padre, luis, è un grande pianista, band leader e arrangiatore, a lungo collaboratore di louis Armstrong, mentre la madre, Carline Ray, multistrumentista e cantante di assoluto rispetto, fece parte delle International Sweethearts of Rhytm, prima band americana al femminile, per intenderci, con May lou Williams e Ruth Brown.
Di suo Catherine è una cantante che ha il dono di una grande versatilità e doti di classe singolare. Quella che unisce passione e conoscenza delle lezioni di un nobile passato (su tutte Ella Fitzgerald) al certosino lavoro di ricerca e sperimentazione. Caratteristiche che le hanno permesso di approdare pochi mesi fa alla pubblicazione per una etichetta di pre- stigio come dot time Records, del suo settimo album da solista “Alone Together” salutato dalla critica, al suo apparire, come una delle più interessanti opere di canto femminile jazz di questo periodo. Il disco è infatti uno scrigno di perle di assoluta bellezza e intensità interpretative. Catherine Russell canta brani composti da autentiche leggende come Nat King Cole, Irving berlin e Howard dietz, rese da Russell semplicemente strepitose per la freschezza della rilettura che unisce sapienza blues, humor e passione soul. A sostenerla dal vivo un ensemble adeguato dentro il quale splende la stella del virtuoso chitarrista Matt Munisteri e completato dal pianista Mark Shane, il bassista tal Ronen e il batterista Mark Mc lean. l’ensemble è lo stesso che accompagnerà Catherine Russell in questo tour e che avrà dal vivo, come ossatura principale dello show, proprio il repertorio di “Alone Together”.

giovedì 8 agosto ore 21,30
Mayra Andrade
È l’arcipelago di Capo Verde il nuovo centro della musica che unisce, abbattendo differenze di lingue e tradizioni, Nord e Sud del mondo, straordinario incubatore di tendenze e terra naturalmente aperta al confronto e agli scambi. la patria della amatissima e indimenticata regina della morna, Cesaria Evora. È stata lei a far conoscere al mondo il complesso pa- trimonio di canti e tradizione di ritmi e suoni di questo arcipelago di origine vulcanica. Un formidabile campionario di intrecci tra Caraibi, tradizioni europee e grande madre Africa, brodo di coltura dove è cresciuta un’altra straordinaria glia di questi luoghi: la bella e talentuosa Mayra Andrade, tra i migliori eredi di Evora. C’è la registrazione di un concerto tenutosi nell’ottobre del 2010, un anno prima della sua scomparsa, in cui la Regina del- la morna chiama sul palco proprio la giovanissima Andrade. Fu un duetto emozionante, ideale passaggio di consegne tra due fantastiche interpreti. ora Andrade è diventata una star popolare e amata, protagonista di uno stile inedito che unisce afrobeat e tradizione capoverdiana, jazz e folk portoghese. Questa glia di diplomatici, nata a Cuba e sino all’età di 14 anni in giro per il mondo al seguito dei genitori, tra Senegal, Germania e Angola, ha dentro il sangue una forte passione nomade.
Canta in creolo, portoghese e inglese, spaziando dal reggae di derivazione giamaicano al beat di origine centro africano, nigeriano e ghanese, e ovviamente i canti ricchi di sau- dade capoverdina. Un bagaglio impressionante che ha trovato sintesi felice nelle opere discogra che: da quella del debutto “Navega” del 2006 alle successive prove di “Lovely Dif cult” del 2013 e l’ultima fatica, “Manga”, pubblicata a febbraio di questo anno. Un disco registrato tra Parigi, nello studio dell’anziano produttore di Evora, lusafrica, e Abi- jan, e per il quale Andrade ha voluto la presenza di uno straordinario musicista come Kim Alves, multistrumentista di razza. Il risultato è stato quello di dare vita a un disco costruito in laboratorio ma attento a captare le attuali tendenze della nuova musica africana. tredici tracce coinvolgenti tra cui spicca, uno dei momenti più forti, il brano “Vapor di Imigrason”, dedicato al problema dell’immigrazione dei giovani africani in terra europea. Una presa di coscienza forte che contiene l’esortazione a lottare per il riscatto economico e sociale di un grande continente come quello africano, tuttora umiliato e ancora territorio di caccia per le superpotenze che, con le complicità dei diversi ras locali, hanno lucrato per decenni impadronendosi delle ricchezze di quella terra.

sabato 10 Agosto ore 21,30
Cyrille Aimée
Nientemeno che misurarsi con il songbook di uno dei più famosi e controversi compositori e autori d’America: Stephen Sondheim. Cioè un pezzo di storia e per certi versi di leggenda del musical americano, genere che ha am- piamente contribuito a rinnovare, e da sempre per i jazzisti, miniera di standards. da una parte il mito, dall’altra una giovane emergente cantante jazz con il dono di una eclettica versatilità: Cyrille Aimée. Padre francese e madre domenicana, adolescenza nel villaggio di Samois Sur Seine che ospita uno dei migliori festival dedicati alla memoria del chitarrista django Reinhardt, il geniale virtuoso che disse no a Ellington per scegliere la libertà del suo popolo rom. Passione per la libertà che di sicuro ha contaminato la precoce Cyrille, la quale ha assorbito come una spugna il mondo musicale del jazz manouche, componente importante nella sua colorata formazione accanto alla canzone francese, i suoni etnici e il soul. A tutto questo si unisca una elettrizzante capacità della cantante di dominare tea- tralmente la scena. Nasce così una delle più apprezzate vocalist europee in terra d’America, dove Cyrill vive da oltre dieci anni, immersa nel mood del jazz newyorchese dove spicca per l’originalità del suo stile. dopo una serie di riconoscimenti internazionali (ha vinto tra l’altro il concorso internazionale intitolato a Sarah Vaughan), due apprezzati dischi in duo con il chitarrista brasiliano diego Figueiredo, il primo album “It’s a Good Day” (2014) inciso per la Mac Avenue Records, opera percorsa dai richiami manouche del chitarrista Adriane Moignard e gli sperimentalismi dell’altro chitarrista, l’italo-francese Michael Valeanu, la impone au- torevolmente a livello internazionale. la conferma arriva con il successivo “Let’s Get Lost” del 2016 e ora, appunto, la s da di “Move on: A Sondheim Adventure” pubblicato alla ne dello scorso febbraio e dedicato a Sondheim. Cioè Stephen Joshua Sondheim, autore di musical celebri come “A Little Night Music”, “Sweeney Todd” o “Into the Woods”, famoso anche per essere stato il paroliere di “Gypsy: A musical fable” e soprattutto “West Side Story”. Per il cinema, ha scritto tra l’altro le musiche di “Reds”, “Dick Tracy” per il quale compose “Sooner or Later”, premiata nel 1991 con l’oscar di migliore canzone. Un prota- gonista assoluto quindi, e il cui repertorio Cyrill ha affrontato in modo rispettoso ma senza complessi, rivestendolo di inedite soluzioni grazie a una grande voce, in grado di adattarsi alle diverse situazioni e una formidabile energia capace di passare in modo eccellente dal canto a cappella allo scat, abbandonandosi al blues. Un album di spessore e prova matura di una notevole cantante jazz.
https://norajazz.it/