Umbria Jazz: dedicata a Prince la Funky Night di George Clinton e Cory Henry

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Umbria Jazz ha deciso di dedicare a Prince la funky night che andrà in scena all’arena Santa Giuliana venerdì prossimo 15 luglio. Sul palco dell’arena saliranno in due distinti set  il guru del movimento funky, George Clinton, con  la storica sigla Parliament Funkadelic,  e Cory Henry & the Funk Apostles, esponenti di una generazione più giovane che sta riversando nuova linfa nelle antiche radici della Black Music.

Il festival vuole ricordare così il geniale folletto di Minneapolis che il 15 luglio 2011 fu protagonista di uno dei più travolgenti concerti della lunga storia del festival. Una Purple Night indimenticabile per il pubblico di Umbria Jazz.

Prima del concerto sarà presentata (ore 18, libreria Feltrinelli) la autobiografia di Clinton, La mia vita funkadelica, che spiega bene il senso del funky non solo per Clinton ma anche per le comunità nere americane delle periferie metropolitane.

Una dedica particolare ci sarà anche per Berni Worrell, tastierista dei Parliament Funkadelic scomparso lo scorso giugno all’età di settantadue anni.

«Clive Powell diventò Georgie Fame a sedici anni, nel 1959, scappando a Londra dal Lancashire, dove il suo destino sarebbe stato quello del babbo, operaio tessile. Fu Larry Parnes, il più potente impresario dell’epoca a battezzarlo a quel modo; aveva già inventato i nomi d’arte di Mary Wilde e Billy Fury e si riteneva un piccolo re Mida. Anche questa volta ebbe ragione. Nel giro di pochi anni Clive-Georgie diventò davvero famous, con la sua bella presenza, la voce educata e la mutevole danza dei tasti del pianoforte, poi dell’Hammond – uno che sapeva spingere al ballo ed emozionare, che aveva dimestichezza con le lingue classiche ma assorbiva anche con curiosità i coloriti dialetti che si affacciavano sulla scena musicale di una Londra non ancora swingin’.  La Polydor ha appena pubblicato un ottimo cofanetto di cinque cd, «The Whole World’s Shaking», dove è raccolta la parte più buona della torta di Fame, il centinaio di brani che pubblicò agli inizi di carriera, tra il 1963 e il 1966. » (estratto dall’articolo a firma di Nicola Gaeta, pubblicato su Musica Jazz, dicembre 2015).

Cory Henry, geniale polistrumentista e producer, che privilegia l’organo: strumento che suona dall’età di due anni. Appena diciannovenne si affianca a Kenny Garrett, con il quale rimane a suonare per circa tre anni. Poi, in differenti vesti, ha collaborato con Aretha Franklin, Yolanda Adams, Sara Bareilles, Stanley Brown, Ray Chew And The Crew, P. Diddy, Kirk Franklin, Robert Glasper, Ron Grant, Lalah Hathway, Derrick Hodge, Israel Houghton, Joe, Shaun Kingston, Donald Lawrence, Mary Mary, Donnie McClurkin, Michael McDonald, Boyz 2 Men, NAS, Snarky Puppy, Tommy Sims, Bruce Springsteen, The Roots, Hezekiah Walker.

Alceste Ayroldi