Umbria Jazz 2018 – Il programma

Il programma di Umbria Jazz 2018 organizzato per data per una rapida consultazione. Perugia dal 13 al 22 luglio in diverse magnifiche sedi.

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UMBRIA JAZZ 2018
Perugia, 13 – 22 luglio

Quarantacinquesimo anno: un’edizione speciale per qualità e grandi eventi

Venerdì 13 luglio
ore 17 – teatro Morlacchi
CARAVAGGIANTI
Caraviaggianti è una produzione originale di Tadaam che sarà presentata in anteprima a Umbria Jazz. È stata ideata da Rita Marcotulli che ne ha scritto anche le musiche, eseguite dalla stessa pianista romana con una band di eccellenti musicisti di diverse nazionalità: la giapponese Mieko Miyazaki, il messicano Israel Varela, il norvegese Tore Brunborg, il franco-algerino Michel Benita, gli italiani Michele Rabbia, Marco Decimo. I testi e la voce narrante sono di Stefano Benni. Regia e Visual Designer di Karmachina. Si tratta dunque, più che di un concerto, di un lavoro multimediale in cui musica, parole, immagini concorrono a creare visioni e suggestioni attorno alla figura e ai capolavori del Caravaggio. Un’opera che, attraverso strumenti e arie, si muove in modo trasversale e liberamente attraverso il jazz, la musica classica e quella contemporanea, l’elettronica. Un omaggio all’arte di un genio e nello stesso tempo all’arte italiana.

Caravaggianti

ore 21 – Arena Santa Giuliana
Quincy Jones 85th Birthday Celebration
con Dee Dee Briidgewater, Ivan Lins, Take 6, Patti Austin, Alfredo Rodriguez, Pedrito Martinez e Paolo Fresu
Umbria Jazz Orchestra diretta da John Clayton e Quincy Jones
featuring: Harvey Mason e Nathan East
regia: Nanni Zedda
presenta: Nick The Nightfly
È Quincy Jones, al cui ottantacinquesimo compleanno Umbria Jazz dedica la serata inaugurale (13 luglio) all’arena Santa Giuliana. Sul palco dell’arena si alterneranno, presentati dallo stesso Jones, grandi artisti che in passato hanno lavorato con lui: la star della canzone americana Patti Austin, i virtuosi della vocalità jazz Take 6, la jazz singer Dee Dee Bridgewater, un grande della musica brasiliana, Ivan Lins, e, da Cuba, Alfredo Rodriguez e Pedrito Martinez. In più, ci sarà come ospite speciale Paolo Fresu. Dietro a loro, con gli arrangiamenti originali di Quincy Jones, la Umbria Jazz Orchestra diretta da John Clayton con Nathan East & Harvey Mason.

Quincy Jones

ore 01.00 – Da Cesarino
Piero Odorici – Daniele Scannapieco – Andrea Pozza – Aldo Zunino – Luca Santaniello & Guests (repliche fino al 22)
Le notti di Umbria Jazz finiscono da Cesarino, locale in piazza IV Novembre, con il rito delle jam session. La band residente, alla quale tutti i musicisti potranno unirsi, è un quintetto costituito da ​PIERO ODORICI e DANIELE SCANNAPIECO ai sassofoni, ANDREA POZZA al pianoforte, ALDO ZUNINO al contrabbasso e LUCA SANTANIELLO alla batteria. Una band di musicisti esperti, tra i migliori esponenti dei loro strumenti. Una band che dal vivo sa come restituire in modo perfetto il clima delle jam sessioni per nottambuli.

Sabato 14 luglio
ore 12 – galleria nazionale dell’Umbria, sala Podiani
Stefano Battaglia – Pelagos
Stefano Battaglia è artista affermato a livello internazionale anche grazie alla pluriennale collaborazione con la Ecm, di cui è uno dei musicisti di punta. Pianista e compositore raffinato, si caratterizza per la propensione alla costante ricerca di dimensioni musicali sempre originali e per un suono profondo e al tempo stesso leggero. “Pelagos”, ovvero il Mare, è il titolo del suo ultimo doppio cd e non è casuale. Con questa parola si intende una frontiera attraverso cui si passa o dalla quale si è respinti. Si intende un coacervo magmatico di sensazioni che vanno dalla speranza alla tragedia. Attuale dunque la tematica che Battaglia traduce in musica in un’empatica narrazione dell’odierno processo migratorio, mettendosi in viaggio con i migranti e portando con sé i loro canti e le loro musiche, raccontando il dolore dell’esilio, la forza della speranza, la volontà di conservazione della memoria.
ore 17 – Teatro Morlacchi
Paolo Fresu Devil 4tet
Il Devil Quartet è stato pensato da Fresu per sviluppare in modo diverso e dialettico, come suggerisce lo stesso nome, un’idea di quartetto che si era concretizzata nell’Angel Quartet, formazione molto celebrata a livello europeo. La line up del Devil, con Bebo Ferra alla chitarra, Paolino Della Porta al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria, mette insieme autentici specialisti dei loro strumenti ma il risultato finale, come avviene sempre nel jazz ben suonato, è superiore alla somma dei singoli. La regia sapiente di Fresu governa una musica che lui stesso definisce “melangé”, frutto di incroci di stili e linguaggi diversi, aperta e curiosa. L’ultimo disco del quartetto, Carpe Diem, è ricco di umori diversi, eterogeneo ma coerente nella sua calda atmosfera completamente acustica, magnificamente suonato. Un disco tutta sostanza musicale e zero effetti speciali. La  musica del Devil Quartet sembra ricettiva di stimoli e suggestioni, aperta e curiosa, continuamente in divenire nonostante l’olimpica serenità. Un gioco di equilibri e di reale sinergia cui tutti contribuiscono, tanto che sembra difficile immaginare una line up anche solo parzialmente diversa.
ore 21 – arena Santa Giuliana
Gilberto Gil Refavela 40
Protagonista di molte edizioni estive, due volte insieme a Caetano Veloso, Gilberto Gil torna a Umbria Jazz per rievocare e celebrare, a 40 anni di distanza, uno dei suoi progetti più belli ed emotivamente coinvolgenti. Il titolo è Refavela 40, dal disco che Gil incise nel 1977 dopo aver partecipato al festival di musica africana di Lagos, Nigeria. Un disco dedicato alle favelas, tipologia urbanistica e sociale, soprattutto metropolitana, che, come Gil ebbe modo di vedere, non cambiava molto da Lagos a Salvador de Bahia e nel resto del Brasile. Musicalmente, uno dei dischi più “africani” di Gil con forti venature funk. Anche per questo, è considerato un lavoro ponte tra l’Africa e la parte più Nera del Brasile.
In questa operazione di rivisitazione, 40 anni dopo, con Gil ci sono il figlio Bem, Chiara Civello, Mayra Andrade e Mestrinho. Gil non è soltanto una leggenda della Musica Popolare Brasiliana, che ha contribuito a portare a livelli artistici di assoluta eccellenza, ma una icona della musica del mondo per aver saputo incrociare le ricchissime tradizioni del suo paese, in particolare quelle di Bahia, con le radici africane da un lato e i nuovi suoni (rock, pop, reggae) dall’altro. Una operazione di “internazionalizzazione” della cultura Brasiliana che già negli anni 60, proprio grazie a Gil, Caetano Veloso ed altri, assunse i caratteri estetici e programmatici del Tropicalismo, e che continuo’ con il forzato esilio, in seguito alla dittatura militare, di Gil, Veloso e altri esponenti di quel movimento nei paesi europei. Una vicenda artistica straordinaria, quella dell’artista baiano (60 dischi, 9 Grammy) ma anche intellettuale e politica: Gil e’ stato ministro della cultura del Brasile, in Francia gli è stata assegnata la Legion d’Honneur, è stato nominato dall’Unesco Artist for peace e Ambasciatore della FAO. Un personaggio di raro carisma nella scena della musica mondiale. Aprirà la serata Margareth Menezes, una delle personalità più prorompenti della scena brasiliana.

Gilberto Gil

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‘Round Midnight – teatro Morlacchi
Take 6 Tribute to Al Jarreau
Sei magnifiche voci rendono omaggio al geniale funambolo della vocalità che fu Al Jarreau, uno dei beniamini del pubblico di Umbria Jazz, scomparso nel febbraio 2017. I Take 6, dopo oltre trenta anni di carriera (il gruppo cominciò a prendere forma nel 1987 in Alabama) sono senza dubbio il più famoso, premiato, amato gruppo “a cappella” della storia del jazz con il loro sofisticato e coinvolgente mix di soul, gospel, swing. Hanno ridefinito i parametri del gruppo vocale e sono stati il modello, in realtà nemmeno avvicinato, di tanti altri artisti che hanno tentato di imitarli.

Take 6

Domenica 15 luglio
ore 12 – galleria nazionale dell’Umbria, sala Podiani
Gianluca Petrella & Pasquale Mirra
Gianluca Petrella (trombone)  e Pasquale Mirra (vibrafono, percussioni) con in più, da parte di entrambi, incursioni nell’eletttonica. Due strumenti acustici molto diversi per un duo atipico in un gioco di equilibri tra melodia, ritmo, armonia ed elettronica. La voglia e la curiosità di entrambi i musicisti di esplorare con leggerezza territori musicali diversi nei quali potersi soffermare e insieme riprendere un nuovo percorso da seguire lasciando che la musica possa determinarne il tragitto. La sintonia tra i due musicisti lo permette.
ore 21 – arena Santa Giuliana
Stefano Bollani Que Bom
Stefano Bollani torna alle sue passioni carioca portando in tour il materiale del suo ultimo disco, per l’appunto dedicato alla musica brasiliana. In “Que Bom” il pianoforte di Bollani si giova del complesso tappeto ritmico di Jorge Helder al contrabbasso, Jurim Moreira alla batteria e di due percussionisti, Armando Marçal e Thiago da Serrinha. Tutti artisti brasiliani molto amati dal pianista milanese e di fama internazionale. Il disco, che è stato interamente registrato a Rio e uscirà in maggio, è composto da brani inediti ed originali.
“Ho molta voglia – così Bollani spiega la formula che ha scelto – di farmi circondare dalle percussioni perché il pianoforte fa parte della loro stessa tribù”. A Umbria Jazz ha suonato, tra gli altri, con Caetano Veloso, con il virtuoso di bandolim Hamilton de Holanda e con Egberto Gismonti.

Stefano Bollani
Ph. Valentina Cenni

A seguire:
Caetano Veloso Ofertorio
Caetano Veloso con “Ofertorio” sale per la prima volta sul palco di Umbria Jazz con i suoi tre figli musicisti. Un Caetano più intimo nella sua dimensione familiare.

Caetano Veloso

‘Round Midnight – Teatro Morlacchi
Roy Hargrove 5tet
A cavallo degli anni 80-90 Roy Hargrove era annoverato tra i “giovani leoni”  del nuovo bebop. Texano, ottimi studi (anche un anno alla Berklee) Hargrove era considerato un autorevole epigono della grande filiera dei trombettisti che nell’era del bebop avevano rivoluzionato il jazz: Fats Navarro – Dizzy Gillespie  – Clifford Brown. Wynton Marsalis lo aveva scoperto in una  visita alla scuola di Dallas in cui il giovanissimo Roy studiava, e lo aveva aiutato ad inserirsi nel mondo del jazz più importante. Segui’ una lunga teoria di collaborazioni: Bobby Watson, Jackie McLean, Frank Morgan, Steve Coleman, Johnny Griffin, Jimmy Smith, Oscar Peterson, perfino Sonny Rollins. A 20 anni pubblico’ il primo di una lunga serie di dischi da leader e con due di questi ha vinto altrettanti Grammy: Habana, il suo tributo alla musica cubana (anche in questo erede di una importante tradizione di trombettisti bebop innamorati dei suoni caraibici), ed il live Directions in Music, insieme a Herbie Hancock e Michael Brecker. Roy Hargrove è un musicista eclettico e parallelamente alla militanza nella ortodossia del jazz straight ahead si  è interessato ai nuovi filoni della Black Music. Ha diretto la band RH Factor, in cui miscelava funk, soul e hip hop ed ha collaborato con artisti come D’Angelo, Erykah Badou, Macy Gray, Marcus Miller, Angelique Kidjo. Per il ritorno a Umbria Jazz, delle cui edizioni estive ed invernali è stato molto spesso ospite, Hargrove porta il suo più recente quintetto acustico, una formazione brillante e collaudata.

Roy Hargrove

Lunedì 16 luglio
ore 12 – galleria nazionale dell’Umbria, sala Podiani
Gianni Coscia – omaggio a Umberto Eco
Con  “La misteriosa fisarmonica della Regina Loana”, spettacolo di musica e parole, Gianni Coscia rende omaggio a Umberto Eco, di cui è stato amico dai tempi del liceo fino alla morte del grande semiologo. Lo stesso Eco scrisse le note di copertina del disco “In cerca di cibo” inciso  da Coscia in duo con Gianluigi Trovesi per la ECM. Il titolo dello spettacolo di Coscia riprende quello di un libro di Eco, “La misteriosa fiamma della Regina Loana”, il suo quinto romanzo pubblicato da Bompiani nel 2004. Si crea sul palco un suggestivo affresco italiano fatto di musica,  poesia, storia, ricordi, echi popolari. Un mondo di cui il fisarmonicista alessandrino si è reso interprete e custode lungo tutta una carriera in cui ha incrociato Milva ed Enrico Rava, il cabaret di Bertolt Brecht e Celentano, Renato Sellani e Francesco Guccini, Luciano Berio ed il giovane cinema italiano, l’Accademia di Santa Cecilia e i gruppi folk piemontesi.
ore 17- teatro Morlacchi
Lumina – trivuto alla luce con Carla Casarano – Leila Shirvani – Marco Bardoscia – William Greco – Emanuele Maniscalco
Con il sostegno di MIBACT e S.I.A.E., nell’ambito dell’iniziativa S’ILLUMINA – “Copia privata per i giovani, per la cultura”
”Lumina è un tributo alla luce”. Così Paolo Fresu racconta Lumina, produzione in cui si sommano eleganza e poesia che ora va in scena dal vivo dopo essere già uscita su disco l’anno scorso per Tuk Music, la raffinata etichetta dello stesso Fresu. Ed è proprio il trombettista sardo che ha ideato, diretto e prodotto l’opera, basata su composizioni originali che sono bozzetti sonori sul tema della luce. Per questo lavoro delicato e suggestivo Fresu ha scelto i musicisti e tutte le altre componenti che hanno contribuito alla sua realizzazione. La giovane quanto inedita formazione comprende Carla Casarano alla voce, Leila Shirvani al violoncello, William Greco al pianoforte, Marco Bardoscia al contrabbasso e Emanuele Maniscalco alla batteria e all’harmonium. Un omaggio alla luce, che – dice Fresu – “è suono ancor prima che sguardo e colore.” Lumină è risultato progetto vincitore del Bando Sillumina – SIAE Il concerto è organizzato con il sostegno di MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”.
ore 19 – Umbrò
Anat Cohen & Marcello Gonçalves
Anat Cohen, molto nota al pubblico di Umbria Jazz che ha potuto ascoltarla in numerose edizioni e in varie formule, è una clarinettista versatile e di grande talento. Marcello Gonçalves è un virtuoso della chitarra a 7 corde. Insieme formano un duo che, per la maestria di entrambi, rende qualsiasi altro strumento superfluo, come ha scritto Downbeat.
ore 21 – arena Santa Giuliana
The Young Fathers
Ad aprire per i Massive Attack sul palco dell’arena Santa Giuliana sarà il trio scozzese The Young Fathers, una delle band più originali – perché fuori dai consueti generi – della scena britannica. L’abbinamento non è casuale. The Young Fathers hanno già collaborato con i Massive Attack per il loro singolo Woodoo in My Blood, uscito nel gennaio 2016. I tre ragazzi di Edimburgo furono allora invitati a partecipare al tour europeo dei MA.
La band si era formata nel 2008. Nel 2012, le prime registrazioni ed i primi successi tra cui lo Scottish Album of the Year Award. Due anni dopo, l’ album di esordio, Dead, con cui vinsero il prestigioso Mercury Prize. Seguirono un tour mondiale ed il secondo album, uscito nell’aprile 2015. The Young Fathers hanno anche partecipato, con un ruolo importante, alla colonna  sonora  di T2: Trainspotting. Nel prossimo mese di marzo esce il terzo album, Cocoa Sugar, di cui sono in circolazione i primi video, Lord e In My View.
A seguire:
Massive Attack
I Massive Attack, storica band britannica fondatrice del “trip hop” e protagonista di alcune delle più importanti innovazioni degli ultimi anni. Con 11 milioni di dischi venduti in carriera ed una miriade di riconoscimenti Massive Attack sono tra le sigle più popolari della scena contemporanea.
ore 22 – teatro Morlacchi
Kurt Elling 5tet con Marquis Hill
Da Chicago, una delle città che hanno più contribuito allo sviluppo del blues e del jazz, sia agli albori che negli ultimi decenni, arrivano uno dei più grandi cantanti sulla scena, Kurt Elling, ed una “rising star” della tromba, Marquis Hill. Kurt Elling il pubblico di Umbria Jazz lo conosce molto bene avendolo ascoltato in parecchie delle ultime edizioni estive ed invernali. Di lui basta dire che è una delle voci maschili di riferimento del jazz contemporaneo. Vincitore di un Grammy, più volte al primo posto delle classifiche annuali delle grandi riviste specializzate, Elling, con la sua bella voce baritonale è un interprete ed un continuatore della tradizione della vocalità jazz, a suo completo agio sia con le big band (l’omaggio a Frank Sinatra) sia con formazioni più piccole. Questa volta Elling arriva con un quintetto di cui fa parte uno dei trombettisti giovani ma già affermati della scena di Chicago. Per Hill, non ancora trentenne, il punto di svolta della carriera avvenne nel 2014 con la vittoria alla prestigiosa Thelonious Monk International Jazz Trumpet Competition ma due anni prima il giovanissimo chicagoano si era imposto anche nella  International Trumpet Guild Jazz Competition. Già da studente di musica Hill era un nome ricorrente negli ambienti del jazz della sua città e dintorni, sia come sideman sia alla guida delle proprie band. Come leader ha pubblicato quattro dischi per la Skiptone, ed uno, l’ultimo, per la Concord. Nella sua musica si ritrovano gli umori, i suoni, le tradizioni del South Side di Chicago in cui è cresciuto, assieme alle nuove tendenze che un giovane musicista recepisce quotidianamente.

Kurt Elling


ore 22 – Umbrò
Yamandu Costa & Guto Wirtti
Il primo suona la chitarra a sette corde, il secondo è uno specialista del “baixolão” (chitarra-basso). Sono entrambi originari dal sud del Brasile, si conoscono da ragazzi e nelle loro composizioni denunciano una forte influenza della musica e in particolare dei balli sudamericani.

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Martedì 17 luglio
ore 12 – galleria nazionale dell’Umbria, sala Podiani
Ethan Iverson
Ethan Iverson, pianista, compositore e scrittore, è diventato molto noto nel mondo del jazz per aver fatto parte dal 2001 fino all’anno scorso dei Bad Plus, trio che ha avuto il merito di rinnovare – il contributo di Iverson in questo senso è stato fondamentale – il linguaggio della classica formula pianoforte-contrabbasso-batteria con massicce dosi di pop e avanguardia. Una band capace di superare con slancio i paletti dei generi codificati e di muoversi con disinvoltura tra Ornette Coleman e Prince. Una delle ultime produzioni di Iverson con The Bad Plus è stata la collaborazione del trio con Joshua Redman, documentata  da un bel disco ed ascoltata dal vivo a Umbria Jazz. Nel 2003 Iverson è entrato a far parte del quartetto di Billy Hart con Mark Turner e Ben Street.
Notevoli anche le recenti collaborazioni con Ron Carter, Al Heath, Bill Frisell, Charlie Hafen, Lee Konitz. Lo scorso anno Iverson ha deciso di uscire dal trio per esplorare percorsi musicali diversi. Quest’anno Umbria Jazz, oltre alla performance di solo piano in Galleria, lo ospita anche con il quartetto di Billy Hart, dove ritrova Redman. 
ore 17 – teatro Morlacchi
No Eyes – Meditations Around Prez
Emanuele Cisi – Dino Rubino – Rosario Bonaccorso – Adam Pache
“No Eyes-Meditations around Prez” è il titolo dell’ omaggio che Emanuele Cisi vuole rendere ad uno dei più grandi protagonisti della storia del jazz, Lester Young. Fu Billie Holiday, che con Young ebbe un profondo legame umano ed artistico, a dargli il soprannome di Prez, cioè il presidente dei sassofonisti tenori. Per dire che Prez era il  più geniale, originale, innovativo di tutti. Con Lester Young infatti tramonta la Swing Era e si affacciano sulla scena del jazz le prime avvisaglie di Bebop e Cool: nasce il jazz moderno.
Cisi ha realizzato questo omaggio con la sua band che comprende Dino Rubino, Rosario Bonaccorso e Adam Pache, un quartetto in cui eleganza e sensibilità trovano una felice quanto rara sintesi. Il sassofonista torinese è ormai da molti anni uno dei più autorevoli specialisti dello strumento, a partire cioè dal 1995 quando fu eletto miglior nuovo talento nel referendum di Musica Jazz. Da allora ha inciso una dozzina di dischi da leader e una cinquantina come side man, per etichette italiane ed europee ma anche americane e giapponesi. Ultimamente ha lavorato molto sul repertorio Barocco, in particolare la musica di Monteverdi, con l’ensemble  specializzato “La Venexiana”.
ore 21 – arena Santa Giuliana
The Chainsmokers
The Chainsmokers: il duo dei record che ha dominato tutte le classifiche internazionali nel 2017, vincitore all’ultima edizione dei Grammycome Best New Artist, a Umbria Jazz il 17 luglio per un’unica data estiva. Sulla scia dell’ultimo singolo “Sick Boy”, uscito il 17 gennaio scorso, che conta già più di 17 milioni di views su Youtube e più di 7 milioni di streaming su Spotify, e dopo aver fatto impazzire milioni di fan con ‘Closer’, ‘Don’t Let Me Down’ e ‘Something Just Like This’ (tutte certificate multiplatino nel mondo) estratte dal loro album di debutto ‘Memories… Do Not Open’ (anche questo multiplatino worldwide e subito alla #1 della Billboard 200 chart), i The Chainsmokers ritornano per un imperdibile show estivo in Italia. Con un suono personale che con grande abilità attraversa i mondi musicali di indie, progressive e pop, i loro brani e remix originali hanno raggiunto il top delle classifiche in tutto il mondo. La loro evoluzione come produttori e autori li ha visti creare alcune fra le canzoni  più gettonate di oggi.

Chainsmokers

ore 22 – teatro Morlacchi
Billy Hart 4tet con Joshua Redman
Billy Hart va per gli ottanta e ripercorrere la sua carriera significa riavvolgere il nastro di più di mezzo secolo di storia del jazz. Il batterista di Washington, D.C. classe 1940, a partire dai primi anni 60, dopo un inizio passato a suonare R&B con Otis Redding e Sam & Dave, ha incrociato, dal vivo o in studio,  praticamente tutti o quasi i grandi del jazz. Ecco un elenco parziale: Wes Montgomery, Jimmy Smith, McCoy Tyner, Wayne Shorter, Joe Zawinul, Herbie Hancock, Stan Getz, Miles Davis, Oscar Peterson, John Scofield, Bobby Hutcherson, Kenny Barron, Paul Bley, Dave Douglas, Chico Freeman, Shirley Horn, Lee Konitz, Charles Lloyd, Joe Lovano, Mingus Dynasty, Chick Corea e infiniti altri. Quando c’era da trovare un batterista, Billy Hart era, ed è, sempre una prima scelta per tutti. Oltre alla sua attività di performer, Hart è molto attivo nella didattica, tra università e conservatori di musica.
Da qualche tempo guida un ottimo quartetto, che arriva a Umbria Jazz 18 con un ospite molto speciale, Joshua Redman, figura di spicco del jazz contemporaneo. Il pianista è Ethan Iverson, fino allo scorso anno membro del trio Bad Plus (si ricorderà che Bad Plus e Redman sono stati ascoltati insieme in un riuscito disco ed in una serie di concerti, uno anche a Umbria Jazz). Completa il quartetto il contrabbassista Ben Street, un allievo di Buster Williams e Miroslav Vitous.

Mercoledì 18 luglio
ore 12 – galleria nazionale dell’Umbria, sala Podiani
Daniele Di Bonaventura Band’Union
La Band’Uniòn di Daniele di Bonaventura, pianista, bandoneonista e compositore, è nata per dare risposta all’ esigenza di rileggere una letteratura musicale più legata alle proprie origini. E’ attorno al bisogno di musica, alla necessità dell’espressione, che ruota il lavoro del quartetto, sia esso jazz, tango, musica contemporanea o libera improvvisazione. La Band’Uniòn, originale nel suono per l’accostamento degli strumenti, cattura fin dal primo ascolto con l’intensità del suo lirismo limpido ed essenziale, con le soffuse e struggenti melodie latine ed i tappeti sonori di semplice purezza. Un quartetto, che, pur nel suo essere una proposta di confine, all’incrocio tra etno e jazz, tra tango e improvvisazione, “arriva” all’ascoltatore e comunica emozione, lontano da ogni arido manierismo e intellettualistico sperimentalismo. Riusciti documenti di questa suggestiva esperienza musicale sono i cd Canto della Terra e Nadir, quest’ultimo pubblicato dalla Tuk Music di Paolo Fresu, con cui di Bonaventura ha una assidua partnership artistica. Da poco è uscito l’ultimo disco di Band’Union, Garofani rossi, “musiche della Resistenza e delle rivoluzioni”.

Daniele Di Bonaventura

ore 17 – teatro Morlacchi
Igor Butman & The Moscow Jazz Orchestra
Igor Butman è oggi la personalità più influente della scena del jazz in Russia. Sassofonista, band leader sia di piccole formazioni che di orchestre, direttore artistico, editore musicale ma, forse soprattutto, attivissimo ambasciatore del jazz nel suo paese. Butman e’ nato nel 1961 a San Pietroburgo (ma allora si chiamava Leningrado) ed ha studiato in istituzioni musicali prestigiose (il College intitolato a Rimsky-Korsakov) il clarinetto classico, per poi passare al sassofono jazz. Suoi ammiratori, fin dalla prima fase della carriera, sono state parecchie star del jazz americano, tra cui Grover Washington e Wynton Marsalis, che lo sponsorizzarono per facilitarne l’affermazione nella scena del jazz che conta. La stagione 2003 del Lincoln Center fu aperta dalle big band dirette dal sassofonista russo e dal trombettista di New Orleans. “Amo il modo di suonare di Butman  – disse allora Wynton – e mi piace lui come persona. Ha un grande feeling per la musica e per la gente. È un musicista fenomenale”. Al 1999 risale la Fondazione della sua big band, che dopo alcuni anni (2012) divento’ la Moscow State Jazz Orchestra condotta da Igor Butman. Nel 2000 Igor suono’ con il suo quartetto al Cremlino davanti a Bill Clinton e Vladimir Putin. Con la big band c’è un’altra star del jazz russo, Oleg Akkuratov, straordinario pianista e vocalista che a soli sei anni fu ammesso per il suo talento a frequentare il Moscow Jazz College. Oleg ha vinto numerosi premi in concorsi internazionali, sia come pianista classico che Jazz. Fa anche parte dell’International Choir dell’Unesco.
ore 21 – arena Santa Giuliana
Somi
New African Jazz, potrebbe definirsi così la musica di Somi, che getta un ponte tra le radici africane e la scena jazz e soul americana. Nata nell’illinois da genitori originari di Uganda e Rwanda, vissuta tra New York, Lagos e lo Zambia, studi in antropologia ed un master alla Tisch School of the Arts presso la New York University, Somi è stata vista come una Miriam Makeba dei nostri giorni (non a caso: Somi sta lavorando ad una jazz opera dedicata alla grande cantante e attivista sudafricana) e artisticamente è stata accostata anche a Dianne Reeves, Nina Simone e Dee Dee Bridgewater.  Il debutto discografico di Somi fu nel 2003 con Eternal Motive, e l’anno scorso è uscito il quinto album in studio, Petite Afrique, il cui tema è l’esperienza dell’immigrazione negli Stati Uniti. Il disco ha vinto il 2018 NAACP Image Award come “Outstanding Jazz Album”. Nel songbook di questa giovane cantante e songwriter si trovano le molteplici ispirazioni che provengono da mondi tanto diversi come Africa e America, legate tra loro da intensità espressiva e da una vocalità duttile ed estremamente naturale. Somi ha anche fondato New Africa Live, una organizzazione non-profit dedicata a celebrare i migliori artisti africani contemporanei attivi nei campi della performance, arti visuali, letteratura. Per il suo impegno sul tema dei diritti civili è stata invitata a esibirsi all’assemblea Generale delle Nazioni Unite in occasione della Giornata mondiale del ricordo delle vittime della schiavitù, e poi alla Carnegie Hall per la celebrazione del ventesimo anniversario della democrazia del Sud Africa.
A seguire:
Benjamin Clementine
Benjamin Clementine, londinese, è tra i protagonisti di primo piano della nuova scena musicale. Certamente, uno degli artisti più imprevedibili e carismatici della sua generazione. Cantante dalla voce tenorile di grande espressività, pianista e multistrumentista, songwriter e poeta, Clementine (30 anni) con due soli album in studio ed una manciata di EP e singoli si è ritagliato un posto importante nella attuale musica d’autore.
‘Round Midnight – teatro Morlacchi
Brad Mehldau Trio
Per Umbria Jazz il ritorno di Brad Mehldau (nella più raccolta, ideale, dimensione del teatro) è sempre un avvenimento perché il pubblico del festival fin dal suo esordio nel 1997, con un leggendario ciclo di concerti in una piccola sala, ha dimostrato di avere un debole per questo pianista dalla straordinaria vena poetica. Uno dei non moltissimi musicisti, Mehldau, che riportano all’essenza ed al senso stesso della musica, cioè produrre emozioni. Nessuna maestria strumentale, nessun virtuosismo possono sostituire quella capacità di muovere i sentimenti che è propria della grande musica. Molto più che suonare note. Il classico trio resta la formula identitaria di Brad Mehldau, quella che, anche secondo i suoi fans, ne descrive in modo ideale la mission artistica. Non che nel tempo Brad non abbia manifestato, e coltivato, interessi diversi. Ha esplorato forme di ispirazione accademica collaborando con  orchestre sinfoniche e cantanti liriche e, sul versante opposto, suoni più moderni con l’adozione di tastiere e altri strumenti elettronici. Ma il trio occupa un posto a parte nel suo percorso artistico. Una piccola grande band che riporta ai grandi modelli del passato (da Bill Evans a Paul Bley fino a Keith Jarrett) ma con una fortissima identità artistica. Tutto passa, nella concezione moderna del trio pianistico,  attraverso un miracoloso equilibrio tra le parti che si basa su un interplay democraticamente alla pari. Il trio di  Brad Mehldau ne è un perfetto esempio, e la reciproca “comprensione” tra il pianista, il contrabbassista Larry Grenadier ed il batterista Jeff Ballard è assoluta. Fuori dalla mistica spesso rituale della jam session, il grande jazz si è sempre poggiato su band stabili che costruiscono sera dopo sera, disco dopo disco, la loro architettura creativa.

Brad Mehldau Trio

Giovedì 19 luglio
ore 12 – galleria nazionale dell’Umbria, sala Podiani
Dan Kinzelman’s Ghost
Dan Kinzelman è un sassofonista americano che ormai da alcuni anni risiede stabilmente in Italia, dove svolge una intensa attività concertistica.  Ha lavorato, tra gli altri, con Enrico Rava, Stefano Battaglia, Mauro Ottolini, Giovanni Guidi. Uno dei suoi progetti più interessanti e meno convenzionali  è Ghost, che consiste in un ensemble cameristico di quattro fiati: una tromba (Mirco Rubegni) e tre sassofoni e clarinetti (lo stesso Kinzelman, Manuele Morbidini e Rossano Emili) più percussioni. Ghost è attivo da sei anni, ha già inciso un disco e ne sta progettando un altro. Il repertorio è in gran parte originale (per lo più di Kinzelman) o deriva da generi spesso lontani del jazz, almeno come si intende il jazz nella sua accezione più purista. È una musica, quella di Ghost, scritta ma aperta all’ improvvisazione. Il quartetto di fiati e percussioni, già a partire dal suo organico, si sottrae ai generi e mescola spregiudicatamente avanguardia, echi di free Jazz, camerismo, minimalismo, musiche etniche di varia provenienza, musica da banda.
ore 17 – teatro Morlacchi
Fabrizio Sotti Trio
Fabrizio Sotti l’America l’ha trovata in America. Nel Paese delle opportunità per definizione si è trasferito da Abano Terme, la sua città, quando era un  ragazzo di 16 anni. Voleva giocare la sua scommessa della vita: diventare qualcuno nel mondo della musica. Oggi Sotti è uno dei musicisti e produttori più famosi, ricercati, influenti della Grande Mela, quindi del mondo. Dopo i primi dischi  come chitarrista, accolti con crescente interesse, ha deciso di esplorare l’altra faccia della musica, quella che si vive dietro alla console. È diventato produttore di enorme successo, lavorando per star come Cassandra Wilson, Jennifer Lopez, Shaggy, Whitney Houston, Zucchero. Due aspetti, musicista e produttore, che in un primo momento Sotti ha tenuto separati e che si sono incontrati soltanto in questi ultimi anni e con i suoi dischi più recenti. “Forty”, il suo quinto    album, è in un certo senso il punto di arrivo di quanto fatto finora ed il primo passo verso la  prossima fase della carriera, o, come dice Sotti, “to a new place”. In Forty fa uso della sua nuova chitarra D’Angelico EX-SS Fabrizio Sotti Signature Model.
ore 21 – arena Santa Giuliana
Kyle Eastwood 5tet
Più figlio d’arte di così non si può. Kyle Eastwood, che esordisce a Umbria Jazz (Perugia – Arena Santa Giuliana, 19 luglio) con il suo quintetto, e’ figlio di Clint Eastwood e dal padre, ma anche dalla madre, ha imparato ad amare la musica ed il jazz in particolare. Il grande regista americano è notoriamente un jazz fan, al jazz ha dedicato un grande film,  Bird, sulla vita di Charlie Parker  (oltre ad aver firmato uno dei sette documentari curati da Martin Scorsese sul blues) ed ha usato molto spesso il jazz come colonna sonora dei suoi lavori. Nessun dubbio quindi sul fatto che abbia fortemente incoraggiato Kyle a prendere la strada del jazzman professionista e sviluppare il suo talento. Dopo un inizio come bassista elettrico nelle band giovanili di r&b, ascoltando in casa molti dischi jazz e frequentando con il padre i grandi festival come Monterey (con il privilegio di poter passare con lui nel backstage e conoscere personalmente i musicisti) il giovane Kyle si è affermato come contrabbassista, bandleader e compositore. Tra l’altro ha scritto e lavorato a soundtrack di pellicole importanti come Million Dollar Baby, Gran Torino, Mystic River, Invictus, Letters from Iwo Jima. Dal disco di esordio come leader, uscito nel  1998 per la Sony, fino all’ultimo, In Transit, di quest’ anno, Kyle Eastwood si è ritagliato un posto di rilievo nel mondo del jazz con la sua musica fresca e moderna, memore della tradizione e dei grandi jazzmen degli anni 50 e 60, ma perfettamente calata nel suo tempo.
A seguire:
An evening with Pat Metheny
Il 19 luglio torna uno degli artisti più amati dal pubblico di Umbria Jazz e per questo uno dei più assidui frequentatori del festival, Pat Metheny. Il grande chitarrista suonerà con il suo più recente quartetto.

Pat Metheny

‘Round Midnight – teatro Morlacchi
Sergio Cammeriere 5tet
con Amedeo Ariano, Daniele Tittarelli, Luca Bulgarelli, Bruno Marcozzi
Nella scena musicale italiana Sergio Cammariere è una figura decisamente atipica per il sommarsi, nel suo profilo artistico, di molti talenti: raffinato songwriter, interprete di rara intensità espressiva, pianista dal tocco elegante, compositore di colonne sonore per cinema e teatro. Cammariere è perfettamente a suo agio tra canzone d’autore e jazz, ma pure tra ritmi brasiliani e musica classica. E soprattutto, dimostra una innata predisposizione sia per la scrittura che per l’improvvisazione. Una figura di artista troppo complessa per “costringerla” tra i paletti dei generi codificati.

Venerdì 20 luglio
ore 12 – galleria nazionale dell’Umbria, sala Podiani
Antonello Salis e Simone Zanchini
Antonello Salis, fisarmonica e pianoforte; Simone Zanchini, fisarmonica e live electronics. Due musicisti molto diversi per formazione e percorsi artistici: autodidatta il primo, diplomato al conservatorio Rossini di Pesaro il secondo. Salis è stabilmente, non da oggi, tra i protagonisti più originali della scena europea del jazz. Zanchini è un artista dai multiformi interessi, spaziando dalla collaborazione con i Solisti dell’Orchestra della Scala ai progetti più sperimentali. Salis e Zanchini sono accomunati da una disinibita vena creativa e da una idea di musica che mal si concilia con i paletti dei generi codificati. Nelle live performance del duo si incrociano, si sovrappongono, si scambiano stimoli e suggestioni le correnti musicali contemporanee oltre ogni limitante classificazione. Salis e Zanchini hanno già collaborato alcuni anni fa e solo da poco hanno ripreso a calcare insieme i palcoscenici con assiduità. (Ri)formano un duo  assolutamente atipico, per non dire unico.
ore 17 – teatro Morlacchi
Giovanni Guidi – Fabrizio Bosso – Aaron Burnett – Dezron Douglas – Joe Dyson
Giovanni Guidi e Fabrizio Bosso hanno percorso strade molto diverse. Guidi, pianista per anni alla corte di Enrico Rava, dopo alcune incisioni per CAM Jazz è approdato alla ECM, con cui ha già registrato tre album da leader. Bosso, arrivato ai massimi vertici a livello mondiale del suo strumento,  ha inciso da leader per Blue Note, Verve ed ora Warner.
I due, incontratisi la scorsa estate ad Umbria Jazz , dove hanno diviso il palco, l’uno con il Quintetto di Enrico Rava e Tomasz Stanko, l’altro con il proprio progetto dedicato a Gillespie “The Champ”, hanno pensato di unire le loro forze in una idea che li potesse spingere a oltrepassare i confini della loro personale ricerca musicale.  Per far ciò hanno voluto che il gruppo fosse completato da tre giovani talenti indiscussi del jazz newyorchese: Aaron Burnett, sax tenore; Dezron Douglas, contrabbassista, e Joe Dyson, batterista.
Il nome del gruppo prende spunto da una frase di Bill Evans: “jazz is not a what, it is a how”, come dire: nel Jazz non conta cosa suoni ma come.
ore 21 – arena Santa Giuliana
Os mutantes
Os Mutantes furono la scheggia impazzita del movimento Tropicalia che cambiò per sempre le sorti della musica popolare brasiliana. Di quella corrente di pensiero, di cultura, di arte di cui Caetano Veloso, Gilberto Gil, Gal Costa furono, a partire dalla seconda metà degli anni 60, i testimonial più illustri, questa band di eccentrici creativi fu l’anima più radicale con il suo esplosivo mix di psichedelica, rock, dissonanze. Il tutto naturalmente strettamente intrecciato con le tradizioni e l’enorme patrimonio ritmico della musica del Brasile.  Una musica “mutante” rispetto al conformismo dei tempi, irrequieta e sperimentale per vocazione. Os Mutantes sono così diventati una sigla di culto nel microcosmo delle tendenze più progressive. Hanno avuto una influenza enorme anche fuori dal Brasile, e la loro fama è rimasta immutata nel tempo. Tra gli estimatori della band si sono iscritti personaggi come Kurt Cobain, Flea, Beck e David Byrne che ha pubblicato per la sua etichetta Luaka Bop una antologia delle migliori cose incise nella prima e breve vita. Os Mutantes si formarono come trio nel 1966 a San Paolo e si sciolsero dopo poco più di un decennio. Una breve vita ma sufficiente a produrre alcuni lp seminali, tra cui veri e propri manifesti dei Tropicalisti, da soli o con Gil e Veloso. Dopo un lunghissimo silenzio sono riapparsi con il nuovo millennio su iniziativa di uno dei fondatori, Sergio Dias, con un look musicale diverso ma fedele al dna originale che si può riassumere nel titolo della antologia curata da Byrne: “Everything is possible”. L’anno scorso la nuova formazione ha pubblicato il singolo Black and Gray, e ora sta lavorando ad un nuovo album in studio.
A seguire:
David Byrne
Fondatore e frontman dei Talking Heads, creatore della Luaka Bop, produttore discografico, fotografo, regista, autore, musicista (iscritto nel 2002 nella Rock & roll Hall of Fame) ed infine artista, David Byrne è un talento multiforme. Ha vinto anche un Oscar, un Golden Globe e due David di Donatello.

David Byrne

‘Round Midnight – teatro Morlacchi
Mingus Big Band
Quando Charles Mingus morì, il 5 gennaio 1979, lasciò al jazz un patrimonio enorme di composizioni. Ancor più che un contrabbassista rivoluzionario ed un leader geniale, Mingus fu, ed egli stesso si considero’, un grande compositore, anzi uno dei più importanti della musica afroamericana. La sua vedova, Susan Graham Mingus, si incaricò di mantenere viva l’eredità  musicale del marito anche facendo si’ che si continuasse a suonare dal vivo quella musica. Per attuare il suo progetto fondo’ e poi gesti’, fungendo anche da direttore artistico, band con diverse  formazioni, dalla più piccola Mingus Dynasty  alla Mingus Big Band, il cui organico è generalmente di 14 musicisti, fino alla più grande Charles Mingus Orchestra. La Mingus Big Band ha cominciato il suo percorso artistico nel 1991 ed ha pubblicato undici dischi, ottenendo una vittoria ai Grammy e sette nominations. L’organico si basa su un nucleo piuttosto vasto di musicisti di diverse generazioni che ne fanno parte a rotazione, senza però che l’unità stilistica ed il suono della band ne siano minimamente alterati. “Una meraviglia ed una anomalia”, è stata definita la band, che ha ripreso l’eredità musicale del genio di Nogales e la ha tradotta in forza e creatività.

Sabato 21 luglio
ore 12 – galleria nazionale dell’Umbria, sala Podiani
Francesco Ponticelli – Francesco Diodati – Filippo Vignato
Francesco Ponticelli è uno dei contrabbassisti jazz più attivi in Italia, anche per la sua abilità nell’ inserirsi in contesti diversi. La sua carriera è cominciata in pratica nel progetto New Generations di Enrico Rava. Con il chitarrista Francesco Diodati ha formato un duo che rappresenta una delle proposte musicali più originali  ed innovative in circolazione.
Ponticelli e Diodati dimostrano con questa formula di essere musicisti versatili e di grande talento, che amano sperimentare e fondere il linguaggio della tradizione con le nuove tendenze contemporanee. A Umbria Jazz si presentano in trio, con l’aggiunta del trombonista e compositore Filippo Vignato, che ha vinto  il premio ” Miglior nuovo talento” del Top Jazz 2016, il referendum della critica indetto da Musica Jazz. Vignato  svolge una intensa attività concertistica in Italia e in Europa come sideman e come leader di propri progetti artistici ed è considerato uno dei più interessanti musicisti italiani della sua generazione.
ore 17 – teatro Morlacchi
Dado Moroni – Rosario Bonaccorso – Roberto Gatto
Splendido esempio di trio pianistico italiano, somma di tre dei più importanti esponenti del jazz tricolore. Dado Moroni è uno dei pianisti italiani più apprezzati e richiesti in America. Rosario Bonaccorso, è “strumentista di grande esperienza e sensibilità”, come lo definì Franco Fayenz. Roberto Gatto da sideman di lusso, ricercatissimo dai più importanti musicisti italiani e americani, con gli anni ha accentuato il suo ruolo di leader.
ore 21 – arena Santa Giuliana
Hypnotic Brass Ensemble
E’ una band di ottoni che si è formata nel South Side di Chicago. È una band a conduzione familiare, visto che i suoi membri sono sette dei figli di una leggenda del jazz della Windy City, Phil Cochran.
A seguire:
Nik West
Nik West, esplosiva performer (vocalista e bassista) e songwriter di talento, affonda le sue radici musicali e le solide basi tecniche nel funky e nel soul.
A seguire:
Bokanté
Nato dall’incontro fortuito di Michael League, fondatore e leader di Snarky Puppy, una delle band più popolari degli ultimi anni, con la cantante Malika Tirolien, una ragazza cresciuta a Guadalupe e naturalizzata canadese. Attorno a loro ha preso forma la band, di cui fanno parte altri due ex Snarky Puppy, che suona una world music molto calata nei temi della contemporaneità.

Bokanté

ore 22 – teatro Morlacchi
Vijay Iyer 6tet
Se volete conoscere la forma del jazz che verrà (il riferimento, esplicito, è a “The Shape of Jazz to Came”, un capolavoro di Ornette Coleman), eccola. Così si è espresso Rolling Stone a proposito del Sestetto di Vijay Iyer e del suo ultimo disco, Far From Over, il quinto per l’etichetta di Manfred Eicher dal 2014 (complessivamente i dischi a nome di Iyer sono una ventina).Anche grazie a questa eccellente sequenza di cd la stampa specializzata, da Londra a Los Angeles, lo ha riconosciuto come uno dei più inventivi e originali pianisti e compositori dell’ultima generazione del jazz. Non per nulla Downbeat lo ha nominato Artista dell’anno nel 2012, 2015, 2016, ma questi sono soltanto alcuni dei numerosi riconoscimenti che Iyer ha ottenuto per la sua attività di performer e per i suoi dischi.
La sua musica, secondo il britannico The Guardian, è “jazz stimolante per cuore, testa e piedi”. In realtà Iyer ed il Sestetto dimostrano di saper cogliere pienamente la ricchezza della storia del jazz ma nello stesso tempo provano a spostarne più in avanti i paletti.
Nel corso della sua ancor breve ma intensissima carriera Iyer ha lavorato con molti dei musicisti più creativi della scena contemporanea: Steve Coleman, Wadada Leo Smith, Roscoe Mitchell, Butch Morris, George Lewis, Amina Claudine Myers, William Parker, John Zorn, Craig Taborn, Ambrose Akinmusire, con filmmakers come Haile Gerima, Prashant Bhargava e Bill Morrison, con la coreografa Karole Armitage e poeti come Mike Ladd e Amiri Baraka.

Vijay Iyer 6tet

 

Domenica 22 luglio
ore 12 – galleria nazionale dell’Umbria, sala Podiani
Danilo Rea
Per Danilo Rea il concerto nella Galleria Nazionale dell’Umbria è un ritorno.  Nel 2003 – era il periodo di “Lirico”, il disco in cui Rea aveva riletto con il linguaggio del jazz le arie d’opera – Danilo fu protagonista di un bellissimo recital nella Sala Podiani.   Rea è uno dei musicisti, non solo italiani, che hanno frequentato più assiduamente i programmi di Umbria Jazz, anche per via di un eclettismo che lo ha portato a proporsi in progetti musicali molto diversi tra loro.
ore 17 – teatro Morlacchi
New Talents Jazz Orchestra di Mario Corvini
Fondazione Musica per Roma presenta:
NEW TALENTS JAZZ ORCHESTRA di MARIO CORVINI
“OUR MONK – EXTEMPORA” con DANIELE TITTARELLI e ROBERTO GATTO
Con il sostegno del MIBACT e di S.I.A.E., nell’ambito dell’iniziativa “S’ILLUMINA – Copia privata per i giovani, per la cultura”.
La New Talents Jazz Orchestra è nata a Roma sotto la guida del trombonista e arrangiatore Mario Corvini, figlio d’arte suo padre, Alberto (Al Korvin) è una figura importante del jazz italiano. L’orchestra, nata nell’ottobre 2012, è costituita da giovani  musicisti di talento provenienti da varie regioni italiane.  Dal 2016 collabora con la Fondazione Musica per Roma – Auditorium Parco della Musica. Nel febbraio del 2013 inizia la collaborazione con la Casa del Jazz di Roma con una serie di lezioni-concerto che riscuotono un grande successo. Iniziano anche collaborazioni con solisti come Maurizio Giammarco, Javier Girotto, Stefano di Battista, Daniele Tittarelli. Nel 2015 l’orchestra registra “Omaggio a Duke Ellington”, distribuito dalla rivista Jazzit. Altre importanti collaborazioni nel 2016: Marcello Rosa, Stefano Di Battista, il cantante Frankie Lo Vecchio, Susanna Stivali. L’Orchestra inoltre partecipa a L’Aquila all’evento di solidarietà “Il jazz italiano per Amatrice”, a favore delle popolazioni terremotate. Nel 2018 viene lanciata la rassegna Our Monk, che si articola in una serie di appuntamenti e progetti che prendono spunto da Thelonious Monk scelto come modello e riferimento per il suo approccio esecutivo fuori dagli schemi, eclettico e originale. In quest’ambito si inserisce “Extempora”, che è diventato un disco pubblicato dalla Parco della Musica Records, l’etichetta della Fondazione Musica per Roma, ospite speciale Daniele Tittarelli. Gli arrangiamenti di “Extempora” sono a cura di Mario Corvini e Gianluigi Giannatempo; ospiti speciali Roberto Gatto e Daniele Tittarelli.
ore 21 – arena Santa Giuliana
Melody Gardot
A seguire:
Gregory Porter – omaggio a Nat King Cole
accompagnato dalla Umbria Jazz Orchestra diretta da Vince Mendoza
Gregory Porter presenta dal vivo il suo omaggio a Nat King Cole, oggetto del suo più recente  disco (il quinto in studio) uscito qualche mese fa per Blue Note. Un tributo sentito e fortemente voluto, perché il grande crooner è stato uno dei primi ispiratori di Porter, complici i dischi che la madre gli faceva ascoltare da piccolo. Per Porter, però, Nat King Cole è stato non soltanto una influenza musicale ma anche una specie di figura paterna. Il concerto perugino ripete la formula del disco e quindi si giova – unica data italiana – di una  orchestra arrangiata e diretta da Vince Mendoza, vero specialista della materia (ha vinto cinque Grammy Award). 


CONCERTI GRATUITI
Street Parade
FUNK OFF
Inutile presentare i Funk Off a chi frequenta Umbria Jazz. La street band toscana è diventata popolarissima con una formula originale  e riconoscibile: superare il concetto di marching band della tradizione di New Orleans proponendo una musica trascinante e spettacolare, moderna e coinvolgente.
HUNTERTONES
Huntertones è una formazione all’esordio a Umbria Jazz. I suoi fondatori si conobbero all’ Università di Columbus, Ohio, ma oggi è Brooklyn la base della band. Il marchio di fabbrica di Huntertones coniuga improvvisazione e composizioni non banali nelle quali confluiscono elementi di jazz, funk, soul, hip hop, rock, R&B.
ROCKIN’ DOPSIE JR.
con i suoi Zydeco Twisters, in assoluto, uno dei musicisti più amati dal pubblico di Umbria Jazz. Spettacolare showman sul palco (lo chiamano “the James Brown of Zydeco”) questo popolarissimo figlio di New Orleans ha ereditato il nome, la band ed il marchio da suo padre, Rockin’ Dopsie, una vera leggenda della musica della Louisiana e del sud degli Stati Uniti.
MATTEO MANCUSO
giovanissimo chitarrista siciliano, figlio d’arte. Matteo è dotato di una tecnica prodigiosa che gli permette di cimentarsi con un repertorio eterogeneo, dai Beatles ai classici del jazz.
THE NEW ORLEANS MYSTICS
Si definiscono un versatile gruppo vocale che ha in repertorio una varietà di classici R&B, soul, disco, jazz, Motown, coprendo un periodo che va dagli anni ‘40 a oggi. L’intrattenimento è la principale vocazione dei Mystics, assieme alla duttilità e al mestiere che permette loro di padroneggiare ogni tipo di spettacolo.
TOM IBARRA
E’ un giovanissimo (classe 1999) chitarrista e compositore francese di jazz, funk, fusion che può vantarsi di una prerogativa non comune: è il più giovane testimonial delle chitarre Ibanez, storica azienda tra le prime al mondo per storia e qualità di prodotto.
CLAUDIO JR DE ROSA
Rappresenta a pieno titolo le nuove leve del jazz italiano, anche se sarebbe riduttivo definirlo un emergente. Il giovane (classe 1992) sassofonista e polistrumentista, presentato a Umbria Jazz Spring con il suo quartetto, ha già una forte connotazione europea.
BOB MALONE
Per la prima volta a Umbria Jazz, è un cantante, tastierista e songwriter tra i più popolari in America. Attualmente fa parte del gruppo di John Fogerty, eroe del rock a stelle e strisce per essere stato il leader dei Creedence Clearwater Revival. Ed è il rock, anche nella variante rock-blues, il genere che suona Bob Malone, nella declinazione più autentica e viscerale: musica delle radici americane che soprattutto dal vivo trova la sua vera identità.
CON BRIO
“Non vogliamo camminare, vogliamo volare”. Parola di Ziek McCarter, frontman di Con Brio, la band di San Francisco che esordisce a Umbria Jazz dopo che è diventata, soprattutto con i suoi eventi live, una specie di istituzione musicale della Bay Area. Formatasi cinque anni fa, la band è costituita da sette musicisti di diversa estrazione ma con il comune denominatore della passione per il funk e il soul psichedelico. Sly & the Family Stone sono il loro principale punto di riferimento musicale.
Infine, come da tradizione consolidata da anni sul palco di Umbria Jazz salgono big band di istituzioni scolastiche americane di vario grado, dai college universitari agli istituti superiori.
Uno spazio c’è anche per i finalisti ed i vincitori del Conad Jazz Contest e dei migliori allievi della Berklee Summer School at Umbria Jazz Clinics.
http://www.umbriajazz.com