Torino Jazz Festival 2018 – Il programma dal 23 al 30 aprile

Il programma completo giornaliero dell'anteprima del 21 e 22 aprile e degli otto giorni di festival con tutte le informazioni utili.

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Torino Jazz Festival 2018

TORINO JAZZ FESTIVAL
ANTEPRIMA
2
1 aprile
dalle ore 10.00 alle ore 15.30
ore 10.00 mercato di corso Spezia
ore 10.50 mercato di via Di Nanni
ore 11.45 mercato di piazza della Vittoria
ore 12.40 mercato di piazza Foroni
ore 14.30 mercato di Porta Palazzo (piazza della Repubblica)
Bandakadabra + Lindy Bros. & Dusty Jazz
Marching band e balli lindy hop per i mercati Bandakadabra
Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, l’ha definita una “fanfara urbana”; calzante descrizione per un gruppo che fa della città il suo sfondo ideale e della strada non solo lo scenario in cui esibirsi, ma anche il luogo da cui trarre ispirazione rielaborando rocksteady, balkan, swing. Nata a Torino, la Bandakadabra, che unisce l’energia delle formazioni street al sound delle big band anni Trenta, si è guadagnata una crescente attenzione da parte degli appassionati, grazie a un mix di musica e cabaret e a uno spettacolo capace di conquistare qualsiasi tipo di pubblico. Nel 2016 alla Banda vengono affidati gli interventi comico-musicali della Quarantesima edizione del Premio Tenco. Negli anni Bandakadabra ha dialogato in veste di backing band con Vinicio Capossela, il poeta Guido Catalano e Samuel.

 22 aprile
dalle ore 16.00 alle ore 19.00
Partenza da Piazza San Carlo
Bandakadabra + Lindy Bros. & Dusty Jazz
Marching band e balli lindy hop per le vie del centro Un lungo tragitto a suon di musica che parte da piazza San Carlo, percorre i portici di via Roma, piazza Castello e via Po per chiudersi alle ore 19.00 in piazza Vittorio, dopo aver animato le vie del centro. Torna la Bandakadabra, già protagonista delle “incursioni” nei mercati, accompagnata dalle danze scatenate dei ballerini delle associazioni Lindy Bros e Dusty Jazz che tutto l’anno portano avanti la cultura del ballo swing a Torino.
ore 20.00
Cinema Massimo 1 – via Verdi, 18
Lover Words Session
Una serata letteraria, all’interno in un festival cinematografico internazionale a tematica LGBT: Il Lovers Film Festival. 3 libri, per 3 autori LGBTQI scelti dal Salone del Libro e dal Festival raccontati attraverso le voci degli allievi della Scuola del Teatro Stabile di Torino e le musiche dal vivo di alcuni dei protagonisti del Torino Jazz Festival. Una Words Session all’insegna dell’armonia delle arti.
A cura di:  Salone Internazionale del Libro di Torino,  TJF  Lovers Film Festival  in collaborazione con  scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino,  Arcigay Torino, Carie
Ingresso: € 7,00 – Ridotto: € 5,00  biglietti in vendita presso la biglietteria del Cinema Massimo
Info: www.loversff.com

TORINO JAZZ FESTIVAL PROGRAMMA
23 aprile
ore 19.00
Jazz clHub
Laboratori di Barriera, via Baltea, 3
Marsico-Oggero Duo “Always Dare!”
Sabrina Oggero Viale, voce
Alberto Marsico, organo Hammond
Always dare!, un monito per ricordarsi di avere il coraggio di osare sempre, ascoltandosi l’un l’altro, correndo il rischio di incontrarsi o scontrarsi. E’ questo che Sabrina Oggero Viale e Alberto Marsico (considerato uno dei massimi specialisti europei dell’Hammond), tentano di fare ogni volta che salgono sul palco. La loro collaborazione ha portato al disco “The wedding” (2017), che rappresenta al meglio il feeling totale tra i due artisti. La loro performance è stata definita «un caleidoscopio di suoni e di emozioni, che si muovono tra jazz e soul con eleganza e un tocco di ironia».
Info: tel. 011.2074514; facebook: @viabaltea3
Ingresso gratuito
ore 20.30
Museo del Cinema, Mole Antonelliana, via Montebello 20
Radian
Martin Brandlmayr, batteria, elettronica
John Norman, basso elettrico
Martin Siewert, chitarre, lapsteel, elettronica
Formatisi a Vienna nella metà degli anni Novanta, i Radian hanno assorbito il fervente clima di ricerca della città nel campo della musica elettronica, prima di divenire a loro volta un gruppo influente di quella variegata scena underground. Dopo aver agito nei campi del post-rock e dell’elettronica si sono gradualmente aperti a influenze più ampie, costruendosi una solida reputazione in Europa come eccellente live band e, dal duemila, allargando il proprio raggio d’azione all’America. Proprio negli Stati Uniti trovano nell’etichetta Thrill Jockey di Chicago il giusto partner per veicolare i propri lavori, che impongono la band all’attenzione del pubblico indie. A questa fase appartiene Juxtaposition (2004). Negli ultimi anni le radicali escursioni nell’elettronica lasciano sempre più spazio a composizioni calibrate, dalla tessitura articolata. Le affinità stilistiche dei Radian si possono trovare in gruppi come Tortoise, This Heat, Matmos, o in artisti del calibro di David Sylvian. Il direttore artistico del festival, Giorgio Li Calzi li descrive come: «alieni austriaci in grado di folgorare il pubblico». Il loro ultimo lavoro “On Dark Silent Off” (2016) si caratterizza per un: «certo rigore nell’elaborazione della palette timbrica e nella disposizione geometrica dei suoni» (Aldo De Sanctis, Distorsioni). Il loro live si muove tra tensioni e dinamiche che coprono uno spettro amplissimo: l’estetica radicale continua a evolvere.
Ingresso € 11 + €1,50 (diritto di prevendita)
Ingresso con acquisto on line di biglietto al Museo del Cinema www.museodelcinema.it
I biglietti eventualmente ancora disponibili saranno messi in vendita la sera del concerto presso la biglietteria del museo.
ore 21.30
JAZZ clHUBBagni Pubblici di via Agliè
Cletus feat. Gianni Denitto
Gianni Denitto, sax, elettronica
Stefano Danusso, chitarra, elettronica
Fabrizio Sanna, batteria, percussioni
Gianluca Cato Senatore, basso
Enrico Allavena, trombone
La musica di Cletus, collettivo nato ai Docks Dora a Torino nel 1999, ruota attorno alle armonie del chitarrista Stefano Danusso accompagnato da un incedere ritmico che guarda all’elettronica minimale europea e alla musica afroamericana. In occasione del TJF 2018 la sezione fiati sarà arricchita dalla presenza di Gianni Denitto, sassofonista eclettico nato con la musica classica, fiorito con il jazz e maturato tra suono acustico ed elettronico, creando atmosfere sonore senza tempo.  Produzione Originale TJF
Info: Tel. 011.5533938; e-mail: bagnipubblici@consorziokairos.org
Ingresso gratuito
ore 22.30
JAZZ clHUB Caffè Neruda, via Giachino 28
Mad Dog Social Band
Gianni Virone, sax tenore, soprano, clarinetto basso
Paolo Porta, sax alto
Luca Begonia, trombone
Fabio Giachino, pianoforte
Davide Liberti, contrabbasso
Ruben Bellavia, batteria
La Mad Dog Social Band è il progetto originale del Mad DogSocial Club. Dopo il primo anno di successi che ha visto la formazione esibirsi tutti i mesi “resident” nel celebre Mad Dog, il gruppo si ripresenta in sestetto, con un nuovo repertorio e un sound consolidato, pronto a dar spettacolo nei live. Questa formazione spazia dalla musica etnica al rock, dal r&b alla classica, dall’improvvisazione jazzistica al funky, riunendo stili e tendenze in un mix perfetto per l’atmosfera da club.
Info: tel. 011.253000 (da giovedì a domenica dalle ore 17.00)
Ingresso gratuito con tessera Arci

24 aprile
ore 18.30
JAZZ clHUB
Jazz Club Torino, piazzale Valdo Fusi
Felice Reggio Trio “Chet’s Sound”
Felice Reggio, tromba
Giuseppe Emmanuele, pianoforte
Attilio Zanchi, contrabbasso
Paolo Conte ha definito Felice Reggio: «brillante arrangiatore e sensibile solista di tromba, un disincantato incantatore». Reggio ha suonato con artisti di fama internazionale, fra i quali: Ray Charles, Michael Bolton, Lee Koniz, Toots Thielemans e Chet Baker, che ha omaggiato nel 2015 con l’album Chet’s Sound. Da queste premesse prende vita un tributo non di maniera da parte di un solista di tromba che ha lavorato con Chet e che lo interpreta in maniera personale, accompagnato da due eccellenze del jazz italiano.
A seguire vernissage della mostra Chet Baker, l’ultimo chorus
Info e prenotazione cena: tel. 011.882939;www.jazzclub.torino.it
Ingresso gratuito
ore 21
Special, Laboratori di Barriera, via Baltea 3
Nica in Hitaly
Monica “Nica” Fabbrini, voce
Simone Arlorio, sassofoni, clarinetto
Alberto Mandarini, tromba, flicorno
Daniele Tione, pianoforte
Massimo Celsi, tastiere
Davide Liberti, contrabbasso e basso elettrico
Mattia Barbieri, batteria
Melodia italiana, sound talora jazzy, soul o world di sapore mediterraneo, groove serrato da jungle newyorkesi e aperture oniriche delle ballad; questi gli ingredienti principali del progetto, cantato in tre lingue, in una sorta di esperanto della musica che ricompone una carriera piena di esperienze, viaggi, incontri in un sound talvolta possente e pieno di drive, talvolta sognante e aperto. Questo concerto precede l’imminente debutto discografico, in una sorta di incontro aperto con il pubblico.
A seguire Dusty Jazz Blasters
Alessandro Muner tromba, direzione
Gledison Zabote, sax tenore
Giangiacomo Rosso, Gabriele Ferian, chitarra
Gianmaria Ferrario, contrabbasso
Marco Breglia, batteria
Gruppo musicale dell’associazione Dusty Jazz, nato per animare le ballroom lindy hop durante le serate di social dance, la formazione riesce a coinvolgere anche platee di soli ascoltatori. Il sound ricco di ‘bounce’ trova la sua spiegazione nell’organico del gruppo, poco usuale ma dalle insospettabili sonorità. Il loro primo album (Swinghood), contiene 17 tracce dedicate al ballo swing con una tracklist di arrangiamenti presi in prestito dai grandi bandleader dell’epoca d’oro.
Info: tel. 011.2074514; facebook: @viabaltea3
Ingresso gratuito
ore 21.30
JAZZ clHUB
Folkclub, via Perrone 3 bis
Pala-Diaferia 4tet con John Donaldson “I’ll Remember Charlie”
Danilo Pala, sax alto
Aldo Zunino, contrabbasso
Giorgio Diaferia, batteria
John Donaldson, pianoforte
Il quartetto, dopo il successo dell’anno passato al festival jazz di Avigliana si ripropone, con brani di Charlie “bird” Parker presentando per l’occasione pezzi poco noti ed ancor meno suonati abitualmente. Non solo Parker ma tutti i brani in scaletta vengono proposti in stile be bop, per ricreare l’atmosfera di quel felice periodo del  jazz. La ritmica, solidamente poggiata sul pianista londinese ospite, sostiene il Parkeriano Danilo Pala.
Info e prenotazione: tel. 011.5712791 (lunedì-venerdì 10.00/17.00) o su www.folkclub.it
Ingresso gratuito con tessera Folkclub
ore 22.30
JAZZ clHUB
Le Ginestre, via Valprato 15
Andrea Lombardini e Paolo Porta “Pol0”
Paolo Porta, sassofono alto, soprano
Andrea Lombardini, basso elettrico
Fabio Giachino, pianoforte, tastiere
Phil Mer, batteria
Due dischi licenziati in due anni da importanti etichette e centinaia di concerti confermano la forza del progetto poL0 che torna sul palco del TJF con una nuova formazione. Il rispetto per la tradizione e lo sguardo attento alla contemporaneità sono la forza del gruppo: La musica di poL0 rappresenta la volontà di arrivare all’essenza di un’idea e di darne conto a chi ascolta, nella maniera più intensa ed efficace possibile. Particolare attenzione è data all’equilibrio tra materiale composto e improvvisato, in modo che siano complementari e funzionali al contenuto da esprimere, utilizzando un linguaggio ibrido e un dinamico spettro sonoro elettro/ acustico.
Info: tel. 011.2359854; leginestrejazzclub@gmail.com
Ingresso gratuito con tessera Ancos
ore 22.30
JAZZ clHUB
Jazz Club Torino, piazzale Valdo Fusi
Alessandra Patrucco 4tet “Speaking of the sun”
Alessandra Patrucco, voce, elettronica
Angelo Conto, pianoforte, elettronica
Luca Curcio, contrabbasso
Nicholas Remondino, batteria, elettronica
Il nuovo progetto della cantante è interamente basato su canzoni di cui è autrice di testi e musica. Il concerto racconta la bellezza della vita attraverso canzoni dirette e semplici che parlano della quotidianità, delle emozioni che nascono inaspettate di fronte ad un paesaggio, ascoltando la pioggia o esplorando quei luoghi dell’anima dove si nasconde un irrefrenabile desiderio di ballare. Il quartetto crea una musica energica, intima e dolce allo stesso tempo, che fonde il jazz con la freschezza del pop contemporaneo e l’elettronica.
Produzione Originale del TJF.
Info concerto e prenotazione cena: tel. 011.882939; www.jazzclub.torino.it
Ingresso gratuito

25 aprile
ore 12
Special: brunch con concerto a seguire
Circolo culturale La Rusnenta, via Andreiis 11
Accordi Disaccordi con Roberto Cannillo
Alessandro Di Virgilio, chitarra solista
Dario Berlucchi, chitarra ritmica
Elia Lasorsa, contrabbasso
Roberto Cannillo, fisarmonica
Il trio, nato agli inizi del 2012, è composta dai due fondatori Alessandro Di Virgilio e Dario Berlucchi alle chitarre e da Elia Lasorsa al contrabbasso. Il repertorio è composto da brani originali le cui sonorità miscelano, secondo un personalissimo stile, le più disparate influenze jazz, swing, blues e della musica tradizionale, con sonorità acustiche e dal gusto cinematografico, mantenendo un’iniziale matrice stilistica gipsy jazz, chiaramente influenzata dal celebre chitarrista Django Reinhardt.  Info e prenotazioni: tel. 340.1864764 (dal lunedì al sabato dalle 15.00 alle 22.00); www.larusnenta.com; facebook: @larusnenta
Ingresso gratuito con tessera Fenalc
Jazzability
ore 17.30
Piazza dei Mestieri, via Jacopo Durandi 13
Clgensemble & Christy Doran “Vocabolari”
La Cooperativa Sociale CLGEnsemble gestisce un centro diurno per disabili psicofisici, lavorando dal 1996 alla realizzazione di percorsi e progetti musicali a carattere relazionale. Da anni il CLG Ensemble propone un discorso originale di integrazione che coinvolge in maniera creativa i linguaggi dell’arte della letteratura in maniera sempre stimolante per il pubblico. L’intento perseguito dall’ensemble -semplice sulla carta, difficile nella realizzazione tecnica- è quello di proporre un progetto capace di integrare in modo efficace la disabilità con i professionisti della musica. Quest’anno in occasione del Torino Jazz Festival 2018 il CLGEnsemble ospita uno dei più importanti e influenti chitarristi del jazz d’avanguardia, Christy Doran, artista svizzero attivo a livello internazionale dagli anni Settanta.
Info: 011.19709600; www.piazzadeimestieri.it; facebook: @piazzadeimestieri
Ingresso gratuito
ore 21
Piazza dei Mestieri, via Jacopo Durandi 13
Eva Slongo in concert
Eva Slongo, violino
Fabio Gorlier, pianoforte
Mauro Battisti, contrabbasso
Tony Arco, batteria
Eva Slongo: fuoriclasse del violino jazz. Dopo i diplomi ai conservatori di Friburgo e di Ginevra, si dedica alla musica improvvisata, studiando con il grande maestro Didier Lockwood, specializzandosi nel jazz e nel manouche e vincendo nel 2011 il premio per la migliore improvvisazione al Concours International de Violon Stéphane Grappelli. Nel 2013 fonda il trio con cui suona nei principali club parigini. Da alcuni anni è una habitué dei più importanti festival francesi e internazionali. Recentemente ha incrociato il violino con la chitarra di Bireli Lagrène e nel 2106 è uscito il suo lavoro Inspirarations dove allo strumento affianca il canto. La Piazza dei Mestieri è un luogo cittadino altamente simbolico, che tutto l’anno si occupa di sviluppare il potenziale, spesso nascosto, dei giovani durante la delicata fase che li porta dall’adolescenza alla vita adulta. In questo contesto si esibisce Eva Slongo, alla quale il TJF ha anche affidato una masterclass dedicata ai giovani che suonano strumenti ad arco e vogliono accostarsi al linguaggio jazz. Un altro modo di creare incontri, sviluppare creatività, far incontrare i giovani.
Produzione originale TJF
Info: 011.19709600; www.piazzadeimestieri.it facebook: @piazzadeimestieri
Ingresso gratuito
ore 21.30
JAZZ clHUB
Il Convivio del Filo Illogico, via Scarlatti 2
Um a zero Brasilian Sound “Il sound caldo del Brasile”
Valbilene Coutinho, voce, percussioni
Riccardo Anfosso, chitarra
Tony Mercurio, basso
Enzo Cioffi, batteria e percussioni
Il quartetto Um A Zero è sulla scena da diversi anni e ha partecipato a importanti rassegne jazz in Liguria, Piemonte e in Francia. Il gruppo presenta i grandi autori della musica brasiliana come Jobim, Gilberto e Veloso, impeccabilmente interpretati dalla vocalist brasiliana Valbilene Coutinho. Il concerto è l’occasione per ascoltare brani del loro ultimo lavoro discografico, Japode Acabar.
Info tel. 320.4211256; facebook: @ilconviviodelfiloillogico
Ingresso gratuito con tessera Federitalia
ore 22
JAZZ clHUB
Magazzino sul Po, via Murazzi del Po 14
Sollo-Mirra-Barbieri
Erika Sollo, voce, elettronica
Pasquale Mirra, vibrafono
Mattia Barbieri, batteria, elettronica
Pasquale Mirra, uno dei musicisti più interessanti della scena sperimentale, intreccerà un dialogo all’insegna dell’improvvisazione con Erika Sollo, vocalist con esperienze che spaziano dal jazz contemporaneo, alla free impro, al noise e con le percussioni del poliedrico e sensibile Mattia Barbieri. Insieme esploreranno le molteplici possibilità timbriche dei rispettivi strumenti, tra sonorità acustiche e incursioni elettroniche.  Produzione originale TJF
A seguire World Jam L.i.m.a. (libere improvvisazioni musicali aperte)
Toti Canzoneri, direzione, flauto, percussioni
Andrea Bozzetto, pianoforte, synt
Simone Bellavia, basso elettrico
Ruben Bellavia, batteria
Jam storica, giunta alla 17esima Edizione. Una formazione di affiatati musicisti, guidata da Toti, si occupa di creare il tappeto sonoro sul quale ospiti di diverso linguaggo sono completamente liberi di improvvisare, creando un processo creativo ogni volta diverso e unico. Nel corso degli anni la World Jam ha ospitato ospiti di fama internazionale, da Miroslav Vitous a William Parker, senza tralasciare le eccellenze italiane come Fabrizio Bosso, Enrico Pieranunzi, Giorgio Li Calzi, Francesco Cafiso e tanti altri.
Info: info@magazzinosulpo.it; www.magazzinosulpo.it;  facebook: @magazzinosulpotorino
Ingresso gratuito con tessera Arci
ore 22.30
JAZZ clHUB
Caffè Neruda, via Giachino 28
Actis Dato Quartetto
Carlo Actis Dato, sassofoni, clarinetto basso
Beppe Di Filippo, sax alto e soprano
Matteo Ravizza, contrabbasso
Daniele Bertone, batteria
Il gruppo, attivo fin dal 1984, ha suonato in tutto il mondo e il suo copioso lavoro discografico è documentato dalla prestigiosa Penguin Guide to Jazz. Formazione unica nel panorama del jazz italiano, la cui musica è un vero spettacolo d’improvvisazione, sia musicale che scenica. Nella musica del gruppo, si mescolano senza soluzione di continuità jazz, etnica, funk, sonorità mediterranee, mediorientali, caraibiche, balcaniche, vecchie canzoni italiane e si uniscono felicemente spettacolarità estemporanea, commedia dell’arte e teatro dell’assurdo. Materiali eterogenei unificati da un discorso compositivo (tutti i brani sono di Actis Dato) ed improvvisativo di alto livello, condito da una buona dose di humor. Actis Dato è uno dei jazzisti italiani più noti internazionalmente, dal 2001 votato tra i migliori baritonisti del mondo dai critici della storica rivista americana “Down Beat”.
Info: tel. 011.253000 (da giovedì a domenica dalle ore 17.00)  facebook: @acafeneruda.torino
Ingresso gratuito con tessera Arci

26 aprile
ore 17.30
Conservatorio Giuseppe Verdi, piazza Bodoni
Orchestravagante
Antonino Salerno, direzione
Marco Masera, sax soprano
Edoardo Dalle Nogare, Daniela Immormino, Alessandro Novaria, Luca Giardino, trombe
Paolo La Torre, Massimo Proietto, tromboni
Francesco de Cesare, Massimiliano Senesi, sax alto
Gilberto Maina, Fabio Cosimo Pezzarossa, sax tenore
Luca Zennaro, sax baritono
Gianfranco Raffaele, pianoforte
Roberto Clementoni, chitarra elettrica
Andrea Raso, basso elettrico
Marco Ferrero, batteria
Francesco Comito, batteria, percussioni
OrcheStraVagante è l’orchestra jazz degli allievi del Centro di Formazione Musicale della Città di Torino, diretta dal maestro Antonino Salerno. Gli arrangiamenti, tutti  originali, sono stati scritti con lo scopo di valorizzare al meglio le qualità e le competenze musicali dei singoli componenti. Il repertorio affronta i grandi classici del jazz, senza disdegnare le commistioni afro, sud americane, funky e fusion.  Produzione Originale dei Corsi di Formazione Musicale della Città di Torino in collaborazione con TJF a sostegno dell’attività di Unesco Giovani.
A seguire The Creative Jazz Workshop “The Magic Arounf Disney”
Composizioni e arrangiamenti a cura degli allievi del Biennio di Jazz del Conservatorio di Torino
Johnny Lapio, Vittorio Vicari, trombe
Gledison Zabote, sax tenore e soprano
Luca Zennaro, sax baritono
Riccardo Conti, vibrafono
Simone Faedda, Stefano Eterno, Alessandro Romeo, chitarre
Alessandro Cisarò, Emanuele Francesconi, Nicola Meloni, Mattia Niniano, pianoforte
Michele Anelli, Matteo Piras, Dario Scopesi, contrabbasso
Manfredi Crocivera, batteria
Pinocchio, Dumbo, Cenerentola, La bella Addormentata nel bosco, La Carica dei 101, La Spada nella Roccia, il Libro della Giungla… Sette film d’animazione che hanno commosso, fatto ridere e cantare intere generazioni in tutto il mondo, vengono riletti dal Laboratorio di Composizione e Orchestrazione del Dipartimento di Jazz del Conservatorio di Torino. Un tributo ai compositori, agli scenografi e agli animatori – spesso misconosciuti- che hanno contributo con la loro arte a trasformare il nome di un geniale disegnatore di strisce a fumetti in quella grande multinazionale che oggi domina il cinema mondiale. Un tributo originale, stravagante, nostalgico e vagamente irriverente, che traccia una nuova prospettiva su alcune delle straordinarie melodie che ci hanno accompagnato fin dall’ infanzia. Estratti dalle musiche di: George Bruns, Paul J. Smith, Leigh Harline, Franck Churchill, Oliver Wallace.
Produzione Originale del conservatorio Giuseppe Verdi di Torino in collaborazione con TJF a sostegno dell’attività di Unesco Giovani
Ingresso gratuito

Louis Sclavis
Louis Sclavis

ore 21.00
OGR – Officine Grandi Riparazioni, corso Castelfidardo 22
I set: Federico Marchesano Atalante con Louis Sclavis
Louis Sclavis, clarinetto basso
Eric Groleau, batteria
Enrico Degani, chitarra classica
Federico Marchesano, contrabbasso
Un quartetto acustico la cui musica esplora i vasti territori del jazz contemporaneo. Il nome del gruppo rende omaggio all’omonimo, poetico e surreale film di Jean Vigo del 1934. L’Atalante è una barca-abitazione che percorre la rete fluviale francese, attorno alla quale si sviluppano le vicende di Jean e Juliette, due giovani sposi. Da questa immagine prendono ispirazione le composizioni di Marchesano, musicista trasversale, attivo sulla scena sperimentale dai primi anni Novanta, cofondatore della Solitunes  Records. I brani proposti, in bilico tra scrittura e improvvisazione, abbracciano minimalismo, psichedelia, rock, jazz europeo, disegnando paesaggi sonori desolati e intimi. Louis Sclavis  L’ospite di questo progetto è uno dei grandi protagonisti della musica improvvisata europea, attivo in Francia dai primi anni Settanta in particolare al clarinetto basso, strumento che domina con autorevolezza. Negli anni Ottanta ha collaborato con musicisti europei come Tony Oxley, Evan Parker, Enrico Rava, Tomasz Stanko.
Produzione Originale TJF

Archie Shepp

A seguire Archie Shepp 4tet con Marion Rampal
Archie Shepp, sax tenore, soprano, voce
Carl Henri Morisset, pianoforte
Darryl Hall, contrabbasso
Steve McCraven, batteria
Marion Rampal, voce
Per Archie Shepp dobbiamo scomodare il termine “leggenda”. Il suo ritorno in Italia, dopo alcuni anni di assenza, è un evento imperdibile per gli appassionati e per chi non lo ha mai visto dal vivo. Shepp, drammaturgo, poeta, scrittore, cantante, compositore e ovviamente sassofonista dal talento unico, ha collaborato ad alcuni dischi fondamentali di John Coltrane, colui che ne ha favorito l’esordio nella prima metà degli anni Sessanta. La sua è una storia artistica di primo piano nella definizione del free jazz americano. Negli anni Settanta ha continuato la sua parabola creativa incorporando nella musica il soul e il funk. Di quegli anni, fatti anche di impegno civile e politico, sono le affermazioni più radicali di Shepp a proposito della libertà dei neri. Queste lotte non hanno mai limitato la sua musica e ne hanno invece arricchito i contenuti. Oggi la figura di Shepp incarna la continuità tra il passato glorioso del jazz e il presente: è uno dei pochi maestri in grado di trasmettere alle nuove generazioni il fermento degli anni Sessanta senza tralasciare le radici che affondano nel blues. Shepp è fautore di una musica senza tempo e quando imbocca il suo sassofono, ricco di vibrato, immediatamente veniamo trasportati in un clima espressivo unico. Dal vivo spazia dalle sue composizioni storiche al materiale inciso negli ultimi anni, come quello contenuto nel fortunato cd Gemini (2007). Lo accompagna un esperto gruppo franco/ americano, in grado di mettere in moto l’energia di questo leone del jazz e abbiamo l’occasione di ascoltare la voce di Marion Rampal, che Shepp ha già voluto con sé nella Attica Blues Orchestra. Esclusiva italiana
TJF biglietto unico per entrambi i concerti: posti numerati € 12,00/8,00
ore 23.30
JAZZ clHUB
Jazz Club Torino, piazzale Valdo Fusi
Dado Moroni – Luigi Tessarollo 4tet
Luigi Tessarollo, chitarra
Dado Moroni, pianoforte
Ares Tavolazzi, contrabbasso
Enzo Zirilli, batteria
In esclusiva per il TJF il consolidato duo di Dado Moroni con Luigi Tessarollo accoglie due ospiti d’eccezione: Ares Tavolazzi al contrabbasso ed Enzo Zirilli alla batteria. I quattro fuoriclasse presentano un coinvolgente repertorio di brani di compositori che hanno fatto la storia della letteratura di chitarra e piano da Cedar Walton a Wes  Montgomery, da Thelonious Monk a Jim Hall. Una carrellata sull’affascinante sound di  questo tipo di formazione che costella la produzione storica del jazz, discografica e concertistica.  Info e prenotazione cena: tel. 011.882939; www.jazzclub.torino.it
Ingresso gratuito
ore 23.30
JAZZ clHUB
Folkclub, via Perrone 3 bis
Simone Zanchini 4tet “Casadei secondo me”
Simone Zanchini, fisarmonica, elettronica
Stefano Bedetti, sassofoni
Stefano Senni, contrabbasso
Zeno De Rossi, batteria
Così Zanchini descrive il progetto “Casadei Secondo Me”. “In generale non mi sono mai interessati i tributi, gli omaggi, le rivisitazioni, le ho sempre trovate cosa vecchia, un po’ patetiche e legate al passato. Però quando mi è stato chiesto di fare un tributo a Secondo Casadei non ho potuto rifiutare. No, Casadei è un’altra cosa! PerchéCasadei rappresenta il mio passato, e non solo in senso musicale ma in senso generale. Perché se nasci in Romagna e decidi a sette anni di suonare la fisarmonica, Casadei diventa una tappa obbligatoria che invade felicemente la tua vita. Sì, ho iniziato e sono cresciuto proprio con quei suoni. E oggi sono onorato di poter mettere mano alle melodie composte da questo grande personaggio, nel tentativo di dare loro nuova veste stilistica e freschezza musicale”. Fisarmonicista tra i più interessanti del panorama internazionale, la sua ricerca si muove tra i confini della musica contemporanea, acustica, elettronica, sfociando in un personalissimo approccio alla materia improvvisativa.
Info e prenotazione: www.folkclub.it o tel. 011.5712791 (lunedì-venerdì 10.00/17.00) Ingresso gratuito con tessera Folkclub
ore 23.30
JAZZ clHUB
Mad Dog, via Maria Vittoria 35
Alfredo Ponissi Young Blood 4tet
Alfredo Ponissi, sax alto, soprano, flauto, voce
Daniele Ciuffreda, chitarra elettrica
Stefano Solani, contrabbasso
Francesco Brancato, batteria
Il quartetto Young Blood nasce dal confronto fra musicisti esperti e di lunga carriera, come Alfredo Ponissi e Stefano Solani, e il “sangue giovane” di musicisti come Daniele Ciuffreda e Francesco Brancato. La musica che nasce da questo incontro è piena di  spazi e raccoglie diversi linguaggi della tradizione del jazz, non pedissequamente ma cercando sempre l’onda narrativa. Il quartetto ha già al suo attivo due cd, il primo  Bird Lives (JMR 2016), dedicato a Charlie Parker e il secondo Life Doesn’t Frighten Me At All (JMR 2018), rivolto a due importanti temi, la violenza sulle donne e il femminicidio.
Ingresso gratuito con tessera Msp Italia

27 aprile
ore 17.30
Teatro Piccolo Regio Giacomo Puccini, piazza Castello 215
Ivo Papasov & His Wedding Band
Ivo Papasov, clarinetto
Nesho Neshev, fisarmonica
Matyo Dobrev, kaval
Vasil Denev, tastiere, gadulka
Ateshhan Yousseinov, chitarra
Salif Ali, batteria
Maria Karafizieva, voce
“La musica di Ivo suonata al mattino appena sveglio, è il toccasana ideale per superare una giornata pesante…” (Frank Zappa). Se vi entusiasmano le sonorità di Goran Bregovic con la Wedding and Funeral Orchestra, questo concerto fa per voi. Ivo Papasov viene considerato da 
molti il vero creatore della balkan music contemporanea. Fin dal lontano 1974 ha iniziato la sua rivoluzione musical- culturale con il gruppo Trak a Band, creando il nuovo movimento che in questi ultimi anni Goran Bregovic e le rinate fanfare macedoni hanno definitivamente consolidato; un mix di musica tradizionale bulgara e balcanica affidata alla strumentazione contemporanea. Papasov ha avuto una vita artistica non semplice e per molti anni, prima di guadagnarsi il meritato riconoscimento internazionale, ha davvero suonato per numerosi matrimoni. La sua intuizione e il suo lavoro hanno cambiato i connotati di quella musica e per questo è stato soprannominato King of Wedding Band Music, mentre in Bulgaria semplicemente lo chiamano The Aga (il maestro).
Papasov ha all’attivo decine di album venduti in tutto il mondo, due dei quali prodotti da Joe Boyd, artefice di dischi con Pink Floyd, REM, Taj Mahal e altri. Artisti stellari come Frank Zappa e David Sanborn gli hanno pubblicamente dedicato espressioni di rispetto e affetto.
 Oggi la sua musica realizza la perfetta sintesi della sua iniziale intuizione in un mix di liriche, melodie tradizionali, nuove composizioni e ritmi esuberanti.
Unica data italiana
Posto unico numerato €5,00
ore 19
JAZZ clHUB
Osteria Rabezzana, via San Francesco d’Assisi 23/c
Travelers
Eldrisio “Dino“ Pelissero, flauto traverso, flauti vari, kalimba, elettronica
Pino Russo, chitarra
Ehud Ettun, contrabbasso
Un trio tra il jazz e le musiche del mondo, da Miles Davis a Don Cherry, dalle afriche alle indie, con rivisitazioni
 e composizioni originali. Dino Pelissero e Pino Russo suonano insieme da 30 anni, mescolando esperienze, gusti e stili a cavallo tra jazz, soul e world. Nello spettacolo “Travels” si unisce ai due il contrabbassista e compositore israeliano Ehud Ettun, validissimo ed affermato musicista e docente.  Info prenotazione concerto e/o cena: tel 011.543070 info@osteriarabezzana.it  www.osteriarabezzana.it
Produzione Originale TJF  Ingresso gratuito

Frankie Hi Energy Mc & Aljazeera

ore 21
OGR – Officine Grandi Riparazioni, corso Castelfidardo 22
Frankie Hi-Nrg Mc vs. Aljazzera
Frankie hi- nrg mc, voce
Manuel Pramotton, sassofoni
Luca Mangani, basso elettrico
Donato Stolfi, batteria
Una band diversamente jazz incontra un pioniere del rap, per un viaggio fatto di contaminazioni musicali, dissonanze in rima, cortocircuiti geografici. Influenze afroamericane e mediorientali, 3 parti di Torino, 1 di Aosta, agitate e agitanti. Dal rap al jazz. Da Frankie AljazZeera.  Frankie hi-nrg mc  Pioniere del rap italiano, artista eclettico, solito spaziare tra musica, fotografia, video e scrittura, autore di “Quelli che benpensano”. Vanta numerose collaborazioni illustri, nonostante sia uno che si vanta poco. AljazZeera  Il trio AljazZeera è attivo da dieci anni. Il cd omonimo “AljazZeera” è del 2012. Tra le varie esibizioni in Italia e all’estero spicca quella al Montreux Jazz Festival.  Produzione originale TJF

Marc Ribot Ceramic Dog

A seguire: Marc Ribot Ceramic Dog
Marc Ribot, chitarra elettrica
Shahzad Ismaily, basso elettrico, elettronica
Ches Smith, batteria, percussioni
La sua chitarra è già nel mito. Marc Ribot, grande improvvisatore, compositore statunitense noto per le collaborazioni (bastano quattro nomi: Tom Waits, John Zorn, Elvis Costello, Vinicio Capossela) è un musicista che non ama adagiarsi su situazioni comode. Per questo con il suo gruppo Ceramic Dog lavora senza rete e con una scaletta assolutamente imprevedibile. «Non è un progetto, ma una vera band!», spiega Ribot di questo trio in grado di attraversare free, punk, funk, elettronica, rimanendo sempre fedele alla propria vocazione sperimentale. Gli altri due vertici del gruppo sono tra i più rappresentativi esponenti della scena underground americana: al basso e all’elettronica Shahzad Ismaily (Will Oldham, Secret Chiefs 3, Jolie Holland, Yoko Ono) e Ches Smith alla batteria (Xiu Xiu, Good for Cows, Secret Chiefs), già apprezzato al TJF con gli Snakeoil di Tim Berne.  Ceramic Dog riprende l’espressione francese “chien de faïence” (cane di ceramica), che rappresenta quel momento di sospensione del movimento, dettato dallo stupore o da una forte emozione, che precede l’esplodere di una reazione, ma fa anche pensare a quei soprammobili kitsch presenti a volte nelle case d’epoca. Quel che certo è che questa musica non è né Kitsch né immobile, perché la chitarra di Ribot, libera dai condizionamenti di genere, sprizza pura energia. Ribot ha pubblicato una ventina di album a proprio nome nell’arco di 30 anni di carriera, esplorando tutto: dal jazz d’avanguardia di Ayler, al sound cubano di Arsenio Rodríguez (con due cd acclamati dalla critica dei Marc Ribot y Los Cubanos Postizos).
Biglietto unico per entrambi i concerti: posti numerati € 12,00/8,00
ore 22.30
JAZZ clHUB
Piazza Dei Mestieri, via Jacopo Durandi 13
Giovanni Guidi e Raffaele Costantino “Boom”
Giovanni Guidi, pianoforte e tastiere
Raffaele Costantino, elettronica
Un dialogo tra sperimentazione jazz e campionamento, dove si intrecciano la freschezza delle trame elettroniche al fianco di quelle acustiche, in un viaggio sonoro che sa di rituale tribale ed arcaico, quanto di festa dei giorni nostri. Il set è concepito come una lunga suite divisa in tre movimenti principali che si alternano e si incastrano: come in uno spettacolo di fuochi d’artificio, le ossessive reiterazioni dei due danno vita a una rappresentazione serrata, ma mai claustrofobica della nuova musica.  Concerto organizzato dall’Associazione Piazza dei Mestieri nell’ambito della rassegna “I suoni della Piazza”
Info: 
tel. 011.19709600; eventi@piazzadeimestieri.it; www.piazzadeimestieri.it  Ingresso gratuito
ore 23.30
JAZZ clHUB
Jazz Club Torino, piazzale Valdo Fusi
Gianni Negro Trio & Friends
Gianni Negro, pianoforte
Simone Monnanni, contrabbasso
Enrico Bigoni, batteria
Davide Garola, trombone
Alessandro Campana, batteria
Se Torino è una grande città di jazz lo si deve a musicisti come Gianni Negro, uno dei più qualificati pianisti italiani, che ha suonato al fianco di mille grandi jazzmen americani (Kenny Clarke, Don Byas, Chet Baker, Lee Konitz, Art Farmer, solo per fare qualche nome) e ha preso per mano e formato decine di musicisti torinesi, piemontesi e non solo! Lo ha fatto insegnando al Conservatorio e soprattutto nel suo ruolo di direttore artistico del Centro Jazz di Torino, la cui attività è stata ereditata dalla Jazz School Torino. Il concerto verte su brani originali e standard all’insegna della “tradizione” del jazz.
Info e prenotazione cena:  tel. 011.882939 – www.jazzclub.torino.it
Ingresso gratuito

28 aprile
SPECIAL
ore 12:00 Brunch con concerto a seguire
Laboratori Di Barriera, via Baltea 3
Caravan Trio presenta Caravan
Anaïs Drago, violino
Yendry Fiorentino, voce
Federico “Chicco” Tosi, contrabbasso
Lorenzo Panero, chitarra manouche
Oliver Crini, chitarra manouche
Vittorio Ostorero, chitarra manouche
Nato come trio manouche nel 2009 il gruppo negli 
anni è cresciuto sia artisticamente che di numero, nascondendo dietro la bandiera della musica gitana passioni musicali molto differenti che passano dal reggae alla musica classica, dall’elettronica al rock, dal jazz al folk. I tre fondatori Federico, Lorenzo e Vittorio hanno dapprima incontrato nel loro cammino Oliver, che ha rafforzato il tessuto ritmico dell’ensemble, poi Yendry e la sua calda voce direttamente dai mari caraibici, infine Anais, giovanissima violinista piena di talento. Il gruppo presenta il disco Caravan: una sfida originale che filtra le sonorità manouche senza rinunciare al suono arrangiato e curato, tipico della musica pop.
Info: tel. 0112074514; facebook @viabaltea3
Ingresso gratuito
ore 17.30
Conservatorio Giuseppe Verdi, piazza Bodoni
Franco D’Andrea 8tet “Intervals”
Nella musica di Franco D’Andrea sono confluite le esperienze del Novecento Storico, soprattutto della Seconda Scuola di Vienna, la musica africana, l’avanguardismo americano e molto altro ancora, eppure la sua prospettiva è squisitamente jazzistica e oggi il suo lavoro è un caposaldo della scena contemporanea. Con D’Andrea siamo in presenza di una istituzione del jazz italiano, in grado di stupirci ogni volta con la sua creatività, premiata da un unanime consenso di critica e pubblico.  Accompagna D’Andrea in questo nuovo capitolo della sua avventura musicale un ottetto composto da musicisti che rappresentano il meglio
 del panorama italiano. Il suo ultimo lavoro, Intervals (Parco della Musica Records), è il culmine di una ricerca di lungo corso che non produce risposte, ma ogni volta nuove esplorazioni. La musica di  Intervals è il magmatico flusso di coscienza di un ottetto che «respira come fosse un unico individuo». D’Andrea ha sempre amato ampliare le possibilità timbriche di ogni strumento portandolo all’estremo delle proprie possibilità, fin quasi a farlo diventare altro. In Intervals per la prima volta D’Andrea si cimenta con una formazione comprendente sia strumenti acustici che elettronici. L’apporto di Dj Rocca  e Enrico Terragnoli amplia l’orizzonte timbrico dell’ottetto. Grazie a ciò -e alla libertà concessa da D’Andrea ai musicisti- i suoni acustici ed elettronici convivono in modo naturale.  Prima assoluta del progetto discografico Intervals
Posto unico numerato € 5,00
ore 19
JAZZ clHUB
Osteria Rabezzana , via San Francesco d’Assisi 23/c
Giulio Camarca Jazz Trio con Paolo Porta “I Remember Wes”
Giulio Camarca, chitarra elettrica
Massimo Camarca, basso elettrico
Gian Paolo Petrini, batteria
Paolo Porta, sassofoni
Scomparso esattamente cinquant’anni fa, nel 1968, John Leslie “Wes” Montgomery è universalmente riconosciuto come uno dei maggiori chitarristi nella storia del jazz. Questo concerto vuole essere un omaggio alla sua musica, filtrata attraverso l’energia  combinata di Camarca e dell’ospite Paolo Porta. Camarca, uno dei decani della chitarra jazz italiana, ha suonato con Tullio De Piscopo e Chet Baker; è autore di manuali per chitarra rock e jazz, organizza la era International Vintage Guitar Show e continua la  sua straordinaria attività live.
Info prenotazione concerto e/o cena: tel 011.543070; info@osteriarabezzana.it www.osteriarabezzana.it
Ingresso gratuito
ore 19
JAZZ clHUB
Le Ginestre, via Valprato 15
Gebbia-Anelli-Bernè Trio “complesso”
Gianni Gebbia, sassofoni
Michele Anelli, contrabbasso
Emilio Bernè, batteria
Una consolidata ritmica torinese e un ospite d’eccezione dalla Sicilia. Gianni Gebbia, autodidatta, nel 1980 si trasferisce a New York dove viene direttamente in uenzato dalle esperienze di contaminazione radicale della “no wave” e dal jazz della loft scene animata da Sam Rivers. Nel 1990 partecipa in solo al Total Music Meeting di Berlino della FMP accanto a musicisti come Steve Lacy e Lindsay Cooper. Nello stesso anno viene votato come miglior nuovo talento nel referendum della rivista Musica Jazz. Per questa occasione a Gebbia si a anca una ritmica che costruisce strutture di diversa natura liberandosene come input per idee successive.
Info: tel. 011.2359854; leginestrejazzclub@gmail.com
Ingresso gratuito con tessera Ancos
ore 21
OGR – Officine Grandi Riparazioni, corso Castelfidardo 22
Alberto Gurrisi Trio con Seamus Blake e Adam Nussbaum
Alberto Gurrisi, organo Hammond  Seamus Blake, sax tenore
 Adam Nussbaum, batteria  Il trio nasce dall’incontro tra il giovane organista Alberto Gurrisi e un grande esponente della batteria jazz a livello mondiale come Adam Nussbaum,
 un musicista che ha suonato con i più importanti jazzisti americani degli ultimi decenni, da Gil Evans a John Scofiled. Il sound dell’organo hammond evoca colori degli anni ‘60, ma viene inserito in un contesto espressivo contemporaneo attraverso le composizioni originali e la rilettura fresca e intrigante di alcuni standard della tradizione. La voce solista è a data al sax di Seamus Blake, attivissimo sulla scena newyorkese e protagonista del jazz contemporaneo da oltre vent’anni. Un trio esplosivo per un concerto riassumibile in una parola: groove!
Produzione Originale TJF

Carla Bley

A seguire Carla Bley & The Torino Jazz Orchestra con Steve Swallow “The Turin Project Reloaded
Carla Bley, pianoforte, leader
Steve Swallow, basso elettrico
The Torino Jazz Orchestra:
Fulvio Albano, direzione, sax tenore
Claudio Chiara, Valerio Signetto, Gianni Virone, Helga Plankensteiner, sassofoni  Rudi Migliardi, Luca Begonia, Stefano Calcagno, Gianfranco Marchesi, tromboni Fernando Brusco, Silvio Barbara, Vito Giordano, Claudio Corvini, trombe
Adam Pache, batteria
Fabio Giachino, organo hammond
Carla Bley torna sul palco del TJF insieme Steve Swallow, suo partner musicale e nella vita. I due artisti, a ancati dalla Torino Jazz Orchestra, eccellenza del jazz “made in Piemonte”, ripropongono il completamento del“Turin Project”, presentato in occasione della prima giornata internazionale UNESCO del jazz, il 30 aprile 2012, quando il pubblico del festival riuscì ad assaporare solo alcuni brani del concerto, interrotto dal maltempo. Al riparo delle OGR, Carla, Steve e la TJO si riuniscono per una performance “aggiornata” che include le più recenti composizioni dell’artista.  Carla Bley Figura di spicco del free jazz negli anni Sessanta, nel decennio successivo fonda una big band tuttora attiva sulla scena internazionale e le sue composizioni sono state riprese da jazzisti di fama in tutto il mondo.
 Steve Swallow  Bassista, contrabbassista e compositore, Steve Swallow è stato un pioniere del basso elettrico, del quale predilige la variante a cinque corde. Principale partner musicale di Carla Bley sin dal 1978, più volte vincitore dei sondaggi della rivista Down Beat, per la categoria “basso elettrico”.  Torino Jazz Orchestra  E’ l’eredità lasciata da Gianni Basso, uno dei grandi del jazz italiano. Per il Torino Jazz Festival ha suonato con Dionne Warwick, Diane Schuur e la Mingus Dynasty.  Concerto in ricordo di Maurizio Braccialarghe, ideatore del Torino Jazz Festival
Produzione Originale TJF
Biglietto Unico per entrambi i concerti: posti numerati € 12,00/8,00
ore 21
SPECIAL
Jazz Club Torino, piazzale Valdo Fusi
Lindy Hop Night @ JCT 52nd Street quartet
Sergio Di Gennaro, pianoforte  Cesare Mecca, tromba  Davide Liberti, contrabbasso  Paolo Franciscone, batteria  E’ passato un decennio da quando il Jazz Club Torino ha iniziato a trasmettere al pubblico cittadino la passione per il lindy hop, il ballo swing più scatenato e trendy 
del momento. Non poteva quindi mancare una serata dedicata a questa danza e allo stile musicale che l’accompagna.
Info e prenotazione cena: tel. 011882939; www.jazzclub.torino.it
Ingresso gratuito
ore 23.30
JAZZ clHUB
Jazz Club Torino, piazzale Valdo Fusi
The Art Of Pepper – Tributo ad Art Pepper
Claudio Chiara, sax contralto
Nico Menci, pianoforte
Roberto Piccolo, contrabbasso
Gianni Cazzola, batteria
Con:  Fulvio Chiara, tromba
Art Pepper è una leggenda nel panorama jazz degli anni Cinquanta. Vita privata e musicale non avevano con ni: l’una confluiva nell’altra in maniera devastante. La sua musica, influenzata agli inizi da Charlie Parker, trovò poi una propria sua strada e un suono distintivo. Il quartetto The Art Of Pepper rende omaggio a questo grande improvvisatore della musica afroamericana.
Info e prenotazione cena: tel. 011882939 ; www.jazzclub.torino.it
Ingresso gratuito
ore 23.30
JAZZ clHUB
Il Convivio del Filo Illogico, VIA Scarlatti 2
Max Gallo Trio con Nicholas Thomas
Nicholas Thomas, vibrafono
Max Gallo, chitarra elettrica
Giorgio Allara, contrabbasso
Nicola Stranieri, batteria
Max Gallo, tra i più rappresentativi chitarristi jazz mainstream italiani, vanta una lunga striscia di collaborazioni con artisti internazionali da Scott Hamilton a Byron Landham. Incontra per l’occasione Nicholas Thomas, uno dei più affermati vibrafonisti europei. La particolare e non usuale sonorità chitarra vibrafono ha dato al jazz memorabili incontri, come quello tra Wes Montgomery e Milt Jackson e si rinnova in un concerto che parte da standard rivisitati appositamente.
Info: 
tel. 320.4211256; facebook@ilconviviodelfiloillogico
Ingresso gratuito con tessera Federitalia
ore 23.30
JAZZ clHUB
Mad Dog, via Maria Vittoria 35
Contigo en la distancia Floricanto
Barbara Raimondi, voce
Roberto Taufic, chitarra
Enzo Zirilli, batteria e percussioni
Il live prende le mosse dall’ultimo lavoro discografico del trio Contigo en la distancia, che propone un repertorio di musica latina nel senso più ampio del termine: la scelta corre fra canzoni sudamericane di lingua spagnola, andando a rivisitare la meravigliosa tradizione melodica degli anni Quaranta e Cinquanta e brani brasiliani  scelti fra i più intensamente comunicativi. L’intero repertorio è affrontato con intenzione jazzistica, ma anche con la passione ed emotività che questo genere di musica porta con sé.
Info:
 tel.011. 8120874; prenotazioni@themaddog.it
Ingresso gratuito con tessera Msp Italia

29 aprile
ore 12
JAZZ clHUB
Circolo Culturale La Rusnenta, via Andreis 11
Gipsy Accident con Gianni Denitto
Giangiacomo Rosso, chitarra solista
Gabriele Facciotti, chitarra solista
Marco Piccirillo, contrabbasso
Gianni Denitto, sax contralto
Il progetto Gipsy Accident nasce nel 2015 dall’incontro “accidentale” fra Giangiacomo Rosso e Gabriele Facciotti. L’intenzione dei due, attivi nel panorama nazionale del jazz  manouche, è quella di far conoscere la cultura musicale degli zingari manouche e di Django Reinhardt ad un pubblico sempre più vasto. Django è stato il primo vero jazzista Europeo. A seguito di un grave incendio Django perse l’uso di tre dita della mano sinistra e nonostante questa grave menomazione riuscì a reinventare una   tecnica chitarristica che lo ha reso celebre. Questo è l’incidente che fornisce il nome al gruppo.
Info e prenotazioni: tel. 340.1864764 (dal lunedì al sabato dalle 15.00 alle 22.00) www.larusnenta.com; facebook: @larusnenta
Ingresso gratuito con tessera Fenalc

Terje Rypdal

ore 17.30
Conservatorio Giuseppe Verdi, piazza Bodoni
Terje Rypdal Group
Terje Rypdal, chitarra elettrica
Ståle Storløkken, tastiere
Endre Hareide Hallre, basso
Pål Thowsen, batteria
Palle Mikkelborg, tromba
Da molti punti di vista l’oggi settantenne norvegese Terje Rypdal è stato
 un coraggioso precursore: ha profondamente rinnovato il linguaggio della chitarra elettrica, ha esplorato tra i primi le strade del jazz-rock, ha dato un originale apporto al free-jazz europeo. Queste credenziali ne hanno fatto uno dei principali protagonisti della creativa ondata stilistica che oggi va sotto il nome di jazz scandinavo, collaborando fin dagli esordi con Jan Garbarek. Nei primi anni Settanta si dedica alla carriera solista con album che lo impongono all’attenzione della critica: Terje Rypdal (1971) e What comes after (1973) che uniscono il sanguigno jazz-rock del Miles Davis di Bitches Brew con il rock progressivo e con parti ispirate agli stilemi della musica classica. Nato in quegli anni, il legame di Rypdal con l’etichetta ECM di Manfred Eicher non si è mai interrotto, tanto che questo artista può essere considerato una delle icone musicali della label, sicuramente la più influente in Europa.
 Un musicista con origini variegate che vanno dal rock (Hendrix), alla musica classica (il barocco di Bach e Haendel, l’impressionismo di Ravel e Debussy), fino alle atmosfere “glaciali” dei compositori nordici contemporanei. Rypdal è uno di quei musicisti che si riconosce immediatamente dal suono peculiare della chitarra, come succede ai veri talenti del jazz. Nella carriera ha 
stretto importanti sodalizi con Miroslav Vitous, l’Hilliard Ensemble, Markus Stockhausen e Trilok Gurtu.  In collaborazione con la Reale Ambasciata di Norvegia a Roma.
Posto unico numerato:  € 5,00

Fabrizio Bosso & Julian Oliver Mazzariello

ore 21
OGR – Officine Grandi Riparazioni, corso Castelfidardo 22
Fabrizio Bosso e Banda Osiris
Fabrizio Bosso, tromba
Julian Oliver Mazzariello, pianoforte
Adam Nussbaum, batteria
Banda Osiris:  Sandro Berti, mandolino, violino, trombone
Gianluigi Carlone, voce, sax
Roberto Carlone, trombone, pianoforte
Giancarlo Macrì, percussioni, batteria, bassotuba
Partecipare a un festival jazz per Fabrizio Bosso è la naturale conseguenza delle proprie azioni, per la Banda Osiris no. Rappresentare la musica in modo ironico e divertente per la Banda Osiris è la norma, per Bosso no.
 Insieme hanno deciso di “aprire” un bed&breakfast per incrociare i due percorsi; Bosso che cercherà di stare dentro i canoni del linguaggio jazzistico e la Banda che cercherà con perseveranza di portarlo fuori dal seminato. Ma anche viceversa.  Si cercherà di narrare il percorso artistico di Fabrizio Bosso dai primi rudimenti dello strumento (ciliegi rosa) allo studio classico in conservatorio (Hummel
 che incrocerà Clifford Brown) , dall’incontro con il jazz fino a giungere all’ oggi dove, all’apice della carriera, gli toccherà (suo malgrado) incontrare e dividere il palco con la Banda Osiris e tutto il repertorio che si porta sulle spalle da anni (Buscaglione, Carosone, brani originali, Ben E. King, Mozart).  Firmato: quattro performer prestati alla musica senza alcun ritegno nel trattare una materia divenuta “sacra“ come il jazz (la Banda Osiris).  Fabrizio Bosso (nato a Torino) e la Banda Osiris (nata a Vercelli) sono “eccellenze” del territorio piemontese –alla stregua del barolo o della crema gianduia- e singolarmente non hanno bisogno di noiose presentazioni. Insieme rappresentano una novità assoluta, imprevedibile, tutta da gustare in concerto.  Produzione Originale TJF

Nils-Petter Molvaer

A seguire: Nils Petter Molvær Group
Nils Petter Molvær, tromba, elettronica, effetti
Geir Sundstøl, chitarra, banjo
Jo Berger Myhre, basso, tastiere
Erland Dahlen, batteria
Con il trombettista e compositore norvegese Nils Petter Molvær ci immergiamo nella affascinante scena musicale norvegese accompagnati da colui che da anni ne incarna una delle anime più innovative, all’interno del variegato panorama del jazz nordeuropeo. Le strade battute da Molvær si pongono sempre in bilico tra mondi diversi: world music, elettroacustica, l’ambient di Brian Eno, le sperimentazioni tra generi di Bill Laswell e naturalmente il jazz. Qui si trovano ben radicate le tracce dei musicisti che lo hanno ispirato: trombettisti e compositori visionari come Miles Davis e  Don Cherry, insieme al lavoro di Jon Hassell. Punti di partenza per un percorso che poi non ha più avuto confini di genere, caratterizzandosi con i dischi ECM, vere pietre miliari della musica di fine anni Novanta, per l’attenzione all’atmosfera e alla sensorialità della sua musica che dal vivo trasforma in un qualcosa di palpabile. La sua produzione più recente è stata descritta come un insieme di «tenerezza radicale, vulnerabilità compatta e robusta fragilità». Un grumo di contraddizioni dalle  quali Molvær trae la linfa per la sua musica, dalla poetica sempre originale.Il gruppo che lo accompagna è quello che ha voluto con sé nel recente percorso creativo, culminato in Buoyancy (Okeh, 2016), ulteriore cambio di marcia nella musica dell’artista norvegese, da sempre imprevedibile. In collaborazione con la Reale Ambasciata di Norvegia a Roma.
Biglietto unico per entrambi i concerti: posti numerati € 12,00/8,00
ore 23.30
JAZZ clHUB
Blah Blah, via Po 21
Trio Monne
Simone Bellavia, basso, contrabbasso, loop station, elettronica
Gaetano Fasano, batteria
Jacopo Albini, sax tenore e clarinetto basso
Il Trio Monne nasce a Torino nel 2012 , sotto l’egida
 di miti come Franzk Zappa e i Weather Report. Le composizioni originali dei tre vengono affinate negli anni, portandoli su palchi prestigiosi, collaborazioni con Nguyen Lè, Jon Balke, Bojan Z, Karhim Ziad, Maria Pia DeVito e due dischi all’attivo. I concerti sono sempre ricchi di sfumature che variano dai suoni acustici fino all’elettronica.
Info e prenotazioni: tel. 392.7045240 (dalle ore 17.00 alle 23.00); mk.no@libero.it  Ingresso gratuito
ore 23.30
JAZZ clHUB
Jazz Club Torino, piazzale Valdo Fusi
Jason Lindner’s Now vs. Now
Jason Lindner, pianoforte e tastiere
Panagiotis Andreou, basso elettrico, voce
Justin Tyson, batteria
Jason Lindner lavora da una decina d’anni a questo progetto, cresciuto nei club e nella scena underground newyorchese. La fama definitiva per Lindner è arrivata solo due anni fa, grazie alla partecipazione alla registrazione di Blackstar (2016), il discotestamento 
di David Bowie. Now Vs Now, propone un jazz filtrato da influenze world e funk interpretate da un trio agile nello spostarsi tra i territori più diversi, con alla base una ricerca sul groove e una voglia di non parlare solo al pubblico “del jazz”. Il dialogo tra i tre a volte è forsennato e scatena una vera tempesta elettrica, quella che  forse ha catturato Bowie. Questo concerto fornisce l’occasione di ascoltare l’evoluzione del gruppo che è ormai considerato da tutti una realtà nel jazz mondiale.
Info e prenotazione cena: tel. 011.882939  www.jazzclub.torino.it
Ingresso gratuito
ore 23.30
JAZZ clHUB
Osteria Rabezzana, via San Francesco d’Assisi 23/c
Roberta Bacciolo 6tet
Roberta Bacciolo, voce solista
Fabio Gorlier, pianoforte
Stefano Profeta, contrabbasso
Paolo Franciscone, batteria
Elena Bacciolo, Marta Picciché, voci
Un tributo in chiave jazz a Burt Bacharach n. 1928 il più grande songwriter americano vivente, un fuoriclasse della musica contemporanea: canzoni da classifica, colonne sonore immortali e uno stile personalissimo. La sua musica è stata interpretata da celebri artisti di tutto il mondo, nell’arco degli ultimi sessanta anni. Questo progetto pone l’accento sulle “canzoni”, intese come fusione perfetta tra melodia, armonia e testo. I componenti del gruppo collaborano da tempo, ma solo di recente hanno scoperto la passione comune per Bacharach, che li ha portati a realizzare lo spettacolo.
Info prenotazione e/o cena: tel. 011.543070  info@osteriarabezzana.it; www.osteriarabezzana.it
Ingresso gratuito
ore 23.30
JAZZ clHUB
Mad Dog, via Maria Vittoria 35
Survivor in Da Funk
Paolo Parpaglione, sax tenore
Enrico Allavena, trombone
Silvio Ferro, chitarra
Max Rumiano, fender rhodes, organo hammond
Luca Romeo, basso
Carlo Bellotti, batteria
Rocco Voto, percussioni
Il gruppo nasce dall’esperienza di sette musicisti torinesi che, dopo anni di frequentazioni all’interno della jam session in Da Funk, decidono di formare una band di “veterani”. L’intento è di proporre un mix di funk in puro stile anni Settanta, con al centro una roboante sezione fiati e una ritmica dal groove incessante. Repertorio black dall’inizio alla fine.
Info:
 tel.011. 8120874; prenotazioni@themaddog.it
Ingresso gratuito con tessera Msp Italia

30 aprile
Giornata Internazionale Unesco per il Jazz

Melanie De Biasio

ore 17.30
teatro Piccolo Regio Giacomo Puccini, piazza Castello 215
Melanie De Biasio Lilies
Melanie De Biasio, voce, flauto
Alberto Malo, batteria
Pascal Mohy, pianoforte
Pascal Paulus, tastiere, chitarra
Il Torino Jazz Festival è particolarmente orgoglioso di presentare questa prima assoluta di Melanie De Biasio in Italia, artista che da noi non ha ancora ricevuto la dovuta consacrazione live. Melanie, padre italiano e madre belga, si avvicina al mondo dell’arte da bambina, studiando danza; in seguito approda alla musica (un modo di relazionarsi agli altri, di condividere – spiega). Si diploma in canto e rivela anche il suo talento al flauto. La storia di questa artista è particolare: dopo il conservatorio la passione per una musica 
senza barriere la porta a collaborare con un gruppo jazzpunk. Durante un 
tour in Russia viene colpita da una infezione polmonare che, per una serie di complicazioni, le pregiudica l’uso della voce. Sembra un brutto film, ma questo incubo fatto di ospedali e una incerta riabilitazione (i medici non le assicurano di poter tornare a cantare), la portano a un diverso, più profondo, approccio alla musica. Quando può tornare a cantare pubblica un primo album che ne rivela la maturità raggiunta. Sempre alla ricerca di altre sfere sonore, la De Biasio, armata di una voce sensuale, messa al servizio di un minimalismo fortemente espressivo, non si lascia rinchiudere in gabbie di genere. Si ispira 
a Mark Hollis dei Talk Talk o a Nina Simone, ma propone un lavoro personale, dove le etichette o i confini si dissolvono nelle canzoni. Con l’ultimo lavoro, Lilies (2017), la cantante s da il pubblico a seguirla, come spiega lei stessa: «Per me Lilies è scuro e insieme luminoso. Non contiene nulla di tradizionale, è un abbraccio fatto di libertà, ambizione, creatività sincera, emotività che traccia un percorso da Billie Holiday ai Portishead e arriva al futuro, attraverso un milione di punti diversi». Prima assoluta italiana
Posto unico numerato  € 5,00
ore 20.30
OGR- Officine Grandi Riparazioni, corso Castelfidardo 22
Magic Malik Dream Team
Magic Malik, flauto
Jean-Luc Lehr, basso elettrico
Maxime Zampieri, batteria
Nato nella Costa D’Avorio, ma vissuto nell’isola di Guadalupa (Antille), “Magic” Malik Mezzadri si accosta al auto traverso all’età di sei anni. A 17 anni si trasferisce in Francia a Marsiglia dove si diploma in flauto e, parallelamente alla formazione classica, si avvicina al jazz. Negli anni Novanta si fa conoscere con la sua Magic Malik Orchestra, con la quale inizia a incidere dischi e attira l’attenzione di Steve Coleman che poi lo chiamerà a suonare nel celebre disco Five Elements (Blue Note, 2003). Negli anni Duemila Magik Malik affina la sua arte compositiva e prosegue un cammino  originale, ponendolo nel ristretto novero dei musicisti più creativi dell’ultima generazione di artisti francesi. Per il pubblico italiano Malik è una rivelazione quasi assoluta e nel programma del TJF abbiamo la possibilità di ascoltare in concerto uno straordinario talento, in grado di emozionare con il suo flauto che non teme di confrontarsi con i ritmi latini, con l’elettronica, con la black music contemporanea. Gli  spettatori non possono rimanere insensibili alle affabulazioni di Malik sullo strumento, suonato ora con virtuosismo, ora lasciando fluire i suoni in maniera istintiva, spesso utilizzando la voce e il corpo. Per il concerto di Torino Malik ha deciso di portare con sé la sezione ritmica dell’orchestra, che lui definisce il suo “dream team”.
A seguire: Riccardo Ruggieri 4tet con Gary Bartz
Riccardo Ruggieri, pianoforte
Gary Bartz, sax contralto e soprano
Massimo Baldioli, sax tenore e soprano
Alessandro Maiorino, contrabbasso
Gregory Hutchinson, batteria
Il pianista torinese Riccardo Ruggieri basa la sua visione della musica sulla elaborazione di un sound individuale e di gruppo in cui “riconoscersi”, cercando la libertà espressiva attraverso la ricerca di se stessi. Libertà che Gary Bartz a sua volta ha sempre ricercato. Libertà nella musica, libertà civile e spirituale. In questo Bartz ha saputo trarre ispirazione dall’insegnamento di John Coltrane, in particolare nella scelta  filosofica di trovare una propria strada o un proprio “suono”, per tornare alle parole di Ruggieri, che ha lavorato a lungo sui significati più profondi della musica di Coltrane.  «Gary è un musicista straordinario e di grandissima sensibilità. Suona in una dimensione di tale sincerità ed energia da rendere la musica profondamente toccante» (Ruggieri). L’incontro di queste personalità artistiche non è un caso ma una di quelle magie possibili nei festival, quando a eccellenti musicisti del panorama nazionale si uniscono due giganti della scena mondiale come Gregory Hutchinson e Gary Bartz.  La solida carriera solistica di Gary Bartz è iniziata negli anni Sessanta e per il suo sound distintivo è stato chiamato in studio o in tour da Charles Mingus, Miles Davis Art Blakey e molti altri, sviluppando un lungo sodalizio creativo con McCoy Tyner.

Fred Hersch

A seguire: Fred Hersch
Fred Hersch, pianoforte
Membro autorevole nel pantheon del pianismo jazz contemporaneo, Fred Hersch è un influente spirito creativo che ha plasmato il corso della musica per oltre trent’anni come improvvisatore, compositore, educatore e bandleader. Dodici volte candidato ai Grammy Award, Hersch continua a vincere i premi più prestigiosi del jazz, tra cui quello come Pianista Jazz dell’anno dalla Jazz Journalists Association nel 2016.  Hersch ha definito la curva creativa del jazz attraverso una vasta gamma di  ambientazioni, dalle sue strazianti performance soliste e dai duetti esplorativi agli straordinari live in trio fino alle innovative ambientazioni da camera. Con circa trentasei album all’attivo, Hersch da anni miete elogi internazionali. Hersch è stato acclamato e riconosciuto anche per la sua unicità nella scrittura, ottenendo nel 2003 una borsa di studio Guggenheim in composizione. Ha collaborato con una sorprendente sfilza di jazzisti di vaglia (Charlie Haden, Stan Getz, Bill Frisell), come anche con artisti provenienti dalla classica (Renée Fleming, Christopher O’Riley) e da Broadway (Audra McDonald). Ammirato per il suo fine lavoro con i cantanti, Hersch ha lavorato con voci del calibro di Cecile McLorin Salvant, Norma Winstone e Kurt Elling.  Il documentario The Ballad of Fred Hersch è stato presentato in anteprima al prestigioso Full Frame Film Festival nel marzo 2016 dinanzi ad una sala gremita,  dando vita a recensioni entusiaste. Intimo e crepuscolare, il piano solo di Hersch è l’ideale per ammaliare il pubblico nel concerto di chiusura alle OGR. Concerto sostenuto da OGR
Biglietto unico per i tre concerti: posti numerati € 12,00/8,00
ore 21
JAZZ clHUB
Bagni Pubblici di Via Agliè
The Greatest Jazz Guitar Tribute
Eleonora Strino, chitarra
Alessandro Chiappetta, chitarra
Marco Piccirillo, contrabbasso
Maurizio Cuccuini, batteria
Un quartetto a trazione 6 corde! Quattro esperti musicisti impegnati in un omaggio ad alcuni tra i migliori chitarristi jazz di sempre proporranno una 
loro rivisitazione delle  composizioni più celebri di Wes Montgomery , Jim Hall, Pat Metheny e John Scofield. I musicisti ci propongono una performance accattivante ed intensa, Dal be bop al mainstream, come evento di apertura di una Jam Session “ Open Stage” che vedrà coinvolti i musicisti ospiti del festival insieme con i jazzisti della città.
Info: tel. 011.5533938; bagnipubblici@consorziokairos.org
Ingresso gratuito
ore 23.30
JAZZ clHUB
Mad Dog, via Maria Vittoria 35
Arcote Project Continents
Johnny Lapio, tromba
Francesco Partipilo, sax contralto
Lino Mei, pianoforte
Michele Anelli, contrabbasso
Davide Bono, batteria
Il trombettista Johnny Lapio reduce da un tour tra America, Nord Europa e Asia, presenta con l’ensemble Arcote Project il terzo capitolo del progetto “Continents”, un concerto performance fresco e non scontato che decodi ca le percezioni vissute  attraversando i vari continenti. Il gruppo accompagnerà l’ascoltatore in un itinerario introspettivo, onirico e impervio, costellato di groove e avantgarde. “Continents” desta l’impressione di assistere ad ogni replica a qualcosa di assolutamente nuovo e inaspettato.
Info: tel.011 8120874; prenotazioni@themaddog.it
Ingresso gratuito con tessera Msp Italia
ore 23.30
JAZZ clHUB
Le Ginestre, via Valprato 15
Max Carletti Trio
Max Carletti, chitarra elettrica
Paolo Franciscone, batteria
Stefano Profeta, contrabbasso
Il talento di Max Carletti e del suo trio è da tempo fuori discussione: le continue idee musicali, la carica vitale, l’amore per il jazz dai primordi ad oggi, la curiosità verso tutti i tipi di musica, nonché la tecnica chitarristica, lasciano l’ascoltatore senza fiato. Il trio contribuisce a spingere la musica nelle più diverse direzioni.  Un repertorio accuratamente scelto fra brani originali, standard e canzoni, eseguiti in base ad un percorso rigoroso, mai autocelebrativo.  Info: tel. 011.2359854; facebook:@leginestre.jazzclub
Ingresso gratuito con tessera Ancos
ore 23.30
JAZZ clHUB
Caffè Neruda, via Giachino 28
Icefire 4tet
Cesare Mecca, tromba
Gledison Zabote, sassofono tenore
Matteo Piras, contrabbasso
Alessandro Minetto, batteria
Il progetto nasce con l’intento di esplorare le prassi esecutive che hanno reso peculiare la formazione così detta “pianoless”, in una rilettura creativa del linguaggio etichettato come “cool”, cercando di restituirne le suggestioni senza che questo  soffochi la creatività dei musicisti. Il quartetto, nella sua ricerca, attinge all’universo  sonoro che caratterizzò il jazz “West Coast” della metà degli anni Cinquanta, che influenzò fortemente tanto jazz italiano. Melodie e ritmi si sovrappongono sinuosi, interagendo e scontrandosi, sostenuti da uno swing sempre al servizio del sound. Il gruppo propone un repertorio originale sommato alla rilettura creativa di brani della tradizione jazz, interpretati con sensibilità.
Info:
 tel. 011.253000 (da giovedì a domenica dalle ore 17.00);  facebook: @acafeneruda.Torino
Ingresso gratuito con tessera Arci
ore 23.30
JAZZ clHUB
Jazz Club Torino, piazzale Valdo Fusi
Poker
Roberto Regis, sax alto e soprano
Luigi Bonafede, pianoforte, leader
Loris Bertot, contrabbasso
Gilson Silveira, percussioni
Il quartetto è formato da musicisti con personalità diverse, ma li accomuna una lunga esperienza concertistica e discografica, oltre all’amore per la musica, l’antica amicizia e la stima reciproca. L’intento del quartetto, grazie alle composizioni originali, è di creare una tensione emotiva tale da rendere il concerto godibile ad un pubblico vasto.
Info e prenotazione cena: tel. 011.882939; www.jazzclub.torino.it
Ingresso gratuito
Biglietteria Torino Jazz Festival
Urban Center Metropolitano – piazza Palazzo di Città 8/F
tel. 011.01124777 – tjftickets@comune.torino.it

Canali TJF
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