Tony Kofi e Claudio jr De Rosa stars a Cagliari 30 Aprile/3 Maggio 2018

Con il set di Giovanni Guidi, il 17 maggio, si è chiuso il circuito nei locali sardi

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Larry Bartley trio, featuring Tony Kofi al Jazzino di Cagliari (foto Agostino Mela)

Due coinvolgenti live nel calendario del Jazz Club Network Sardegna Il trio di Larry Bartley (featuring Tony Kofi) e il quartetto di Claudio jr De Rosa

Al Jazz Club Network Sardegna il sassofono apre le porte del jazz. E’ questo lo strumento di due giovani leoni, il partenopeo Claudio jr De Rosa (da anni residente in Olanda) e l’inglese Tony Kofi protagonisti di un confronto ravvicinato, a pochi giorni l’uno dall’altro, sui palchi del circuito varato da Cedac con il supporto di Jazz in Sardegna e Sardegna Concerti, al Jazzino di Cagliari e al Poco Loco di Alghero. Musicisti diversi e alle prese con repertori altrettanto differenti. L’italiano, nelle vesti di leader, ha presentato il nuovo album “Groovin up!”, il secondo invece, è stato ospite e stella indiscussa nel set del talentuoso contrabbassista inglese Larry Bartley, che l’ha voluto come sideman anche nell’incisione del disco “Beauty in the Hideous” da cui è stato attinta in grande parte la scaletta delle serate made in Sardinia. Due show dove il sassofono ha indossato il ruolo di grande cerimoniere per una musica ricca e originale, nelle ispirazioni e in fase di esecuzione.

Tony Kofi e Larry Bartley in concerto al Jazzino di Cagliari (Foto Agostino Mela)

Quanto è a tratti imprevedibile e punteggiato da continui cambi di ritmo l’esibizione del gruppo inglese (oltre a Kofi, Bartley schierava un formidabile pianista, Bruno Heinen e un preciso drummer come Rod Youngs), è invece in progress, simile alla costruzione di un edificio di architettura complessa quello italiano. A indicare le direzioni, in entrambi i casi, è sempre il sassofono. Tony Kofi, che ha cominciato a maneggiare l’alto sax all’età di dieci anni, non solo mostra una tecnica certosina ma è capace anche di immergersi in un ampio ventaglio di sonorità. Frasi lunghissime che vengono riannodate a sorpresa in veloci cambi di tempo. Enfasi e leggerezza. Senso drammatico in grado di sciogliersi in ampie distese liriche. Grande appassionato di Thelonious Monk al quale ha dedicato pure una sua formazione, Kofi occupa la scena da grande e consumato attore, forte e sicuro non solo della lunga militanza con musicisti come Billy Higgins o Courtney Pine, ma anche della posizione di prestigio conquistata nella formazione di David Murray, il World Saxophone Quartet. Qua e là, durante la sua prova assieme a un poderoso Bartley, che ha lasciato ampi spazi al fiatista di Nottingham, emergono le fascinazioni per il passato, da Coltrane a Cannonbal Adderley. Il set si apre con “Retort” con un Kofi che suona diretto tenendo le note acute sino allo spasimo. Velocissimo nei cambi di scala ingaggia un sontuoso corpo a corpo con il pianista Heinen, altro appassionato di vertigini e slalom, con un piglio che sembra richiamare un maestro come McCoy Tyner. E giusto per stare in tema, ecco la cavata possente di Bartley che schiaffeggia ritmicamente le corde facendole vibrare contro il legno.

Larry Bartley al Jazzino di Cagliari (Foto Agostino Mela)

Scorre da qui un fiume tempestoso di musica ininterrotta per oltre due ore, con un gruppo in grande spolvero. Da una romantica “Scathed” dove il sax serpeggia sinuoso all’original di Kofi “Song for Papa Jack”. Spazio a piano e contrabbasso nella successiva”Daydreamer” _ dove Kofi si inserisce sempre ad alti livelli _ e nelle successive “Three’s Lounge” e “Words”. Ma è l’omaggio personale al grande Jack Mc Lean di Tony Kofi in “Melody for Melonae” a lasciare di stucco. Kofi conosce a menadito la lezione del grande jazzista newyorchese che interpreta da autorevole musicista, quale egli è, modellando nel pezzo mitico dell’album “Let Freedom Ring” del 1962, una versione superlativa (repertorio che Kofi ha riproposto di recente brillantemente dal vivo con una sua formazione in un club londinese, preludio forse per una futura registrazione in studio?). Chiusura di un set indimenticabile una scoppiettante selva di assoli e ritmi in “Groundog Day”.

Tony Kofi al Jazzino di Cagliari (foto Agostino Mela)

Dissolvenza incrociata, solo poche sere dopo, con il concerto di Claudio jr. De Rosa in una prova da incorniciare per intensità e qualità musicale, grazie a partner di bella classe come il solido e preciso Aldo Vigorito al contrabbasso, Alessio Busanca al piano e l’impeccabile drummer Luigi Del Prete. Nel repertorio originale di De Rosa, estratto da “Groovin up”, una musica di presa immediata e respiro lirico con raffinate soluzioni compositive e, dal vivo, una swingante intesa tra i musicisti.

Claudio jr De Rosa live al Jazz Club Network (foto Agostino Mela)

Ed è proprio lo swing il dato in evidenza sin dal primo boppeggiante “Ja-Ma-La-Ma !”, brano che inizia quasi in sordina con volute acide del sax di De Rosa che invita via via a una festa di groove con Vigorito e Del Prete in bella evidenza ritmica, perfetta per innestare il dialogo tra piano e sax. Tra i due c’è una intesa che segnerà tutto il set di fresca giocosità e inventiva improvvisativa.

Il contrabbassista Aldo Vigorito al Jazzino di Cagliari (foto Agostino Mela)

Ma è il sound di De Rosa a conquistare sin dalle prime battute. Capace di compiere voli lirici struggenti e bluesy, come nel caso della successiva “Shana” o più in là nella conturbante “The Case” quanto di sorprendere per il suo fluente modo di suonare. Un torrente in piena, dai toni caldi, che sembrano richiamare a tratti maestri come Woods o Stitt e Branford Marsalis, e anche una ribalda irruenza fatta di contrasti, cambi di tempo e volume giusti per incatenare l’audience. E’ stato così offerto un set accattivante con un scaletta ben dosata di esplosioni di suoni e ritmo come “Hard Influences” o “Diana’s Mood” e le intime “Closed Eyes” e “Shana”.

Claudio jr De Rosa quartet (foto Agostino Mela)

Dopo l’esibizione, qualche sera più tardi, dell’Heroics quartet di Craig Taborn, il Circuito del Jazz Club network, che si era aperto con successo ai primi di gennaio ad Arzachena con il trio formato da Gavino Murgia, Mino Cinelu e Nguyen Le – e continuato nei club sardi di Alghero, Sassari, Oristano e Cagliari con i successivi concerti di Fratello Joseph, il trio Un mondo a più voci, Mark Guiliana quartet, Aca Seca trio e Correnteza _ si è chiuso il 17 e 18 maggio con il live del pianista Giovanni Guidi in quartetto con il pianista e tastierista cubano David Virelles, il contrabbassista Dezron Douglas e il batterista Gerald Cleaver.

Walter Porcedda

Fotografie di Agostino Mela