TALOS FESTIVAL, RUVO DI PUGLIA

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5 -15 SETTEMBRE, RUVO DI PUGLIA

Talos Festival

Tornato nel 2012 sotto la direzione artistica di Pino Minafra, il festival pugliese ribadisce una propria identità, tesa a valorizzare il patrimonio culturale autoctono. La banda in tutte le sue molteplici declinazioni, con la sua funzione aggregativa e comunicativa, costituiva il filo conduttore di questa edizione. Il prologo, in cui per sette sere il sagrato della stupenda cattedrale ha ospitato altrettante bande di varie istituzioni locali, si è idealmente saldato con la festa rituale e frastornante della serata conclusiva, che ha visto insieme sul palco di Piazzetta Le Monache la rumena Taraf de Haidouks e gli ottoni della macedone Kocani Orkestar.

Ma uno spirito bandistico ha animato anche altri gruppi, a cominciare dalla MinAfric Orchestra: diciassette elementi, compreso il quartetto vocale Faraualla, pilotati da uno scatenato Pino Minafra. Arrangiamenti poderosi e un’esuberanza visionaria hanno dato corpo a una sorta di simbiotico incrocio fra Mingus e Totò, fra Breuker e il profondo Sud, fra l’Art Ensemble e l’antica Grecia… Nello spettacolo “Senza confini – Ebrei e zingari” la forte motivazione, fin troppo didascalica, dei testi declamati dal leader Moni Ovadia si è intrecciata con il trascinante virtuosismo di sette strumentisti provenienti in larga parte dall’Est Europa.

A queste presenze portanti si sono alternati quattro duetti ben consolidati. Un repertorio composito è stato filtrato con un tocco d’ironia dal sodalizio tra Gianluigi Trovesi e Gianni Coscia, in cui la sapienza armonica del fisarmonicista si fonde con la forbita eleganza del clarinettista. Luciano Biondini e Javier Girotto hanno invece coniugato la vena popolaresca con una passionalità dai colori densi e accesi. Quello distillato da Gabriele Mirabassi e Roberto Taufic è stato un Brasile dalla sensualità intima e poetica, oltre che marcatamente ritmata, mentre il concerto dei trombonisti Giancarlo Schiaffini e Sebi Tramontana è stato contraddistinto da un’improvvisazione umorale, piena d’idee, alla ricerca di una logica compenetrazione fra strutture e sonorità.

Fra le rimanenti proposte non si possono trascurare infine la pienezza orchestrale della fisarmonica dell’emergente Vince Abbracciante e le suggestioni sacre e nordiche del coraggioso impasto fra l’elettronica del trombettista Vincenzo Deluci e il canto gregoriano del coro femminile Novum Gaudium. Le due performance meriterebbero anzi ben altro approfondimento in quanto, a ben vedere, si sono rivelate le vere sorprese del festival.

Libero Farnè

Nella foto (di Maria Pansini) la MinAfric Orchestra.