Special Guest, parla il direttore artistico Stefano Mastruzzi

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Avrà inizio il 19 dicembre la nuova rassegna Special Guest al teatro Eliseo di Roma, ordita da Stefano Mastruzzi e Luca Barbareschi. Ne parliamo con il direttore artistico Stefano Mastruzzi.

Stefano, come nasce l’idea di questa rassegna?
Special Guest rappresenta un punto di arrivo importante per la produzione artistica del Saint Louis, il cui obiettivo da sempre è quello di creare occasioni di lavoro per giovani talentuosi, ideare progetti originali da promuovere in giro per l’Europa (come è successo lo scorso anno con Italian Jazz on the Road, trenta concerti in cinque capitali europee e quaranta giovani jazzisti sul palco).

Perché Special Guest?
Perché di base ci sono varie formazioni orchestrali, dal trio alla big band fino all’orchestra pop costituite esclusivamente da giovani promesse della musica cresciute nei corsi di alta formazione artistica musicale del Saint Louis. In sostanza, gli artisti come Peppe Servillo, Javier Girotto, Vince Mendoza, Kurt Elling, Rosario Giuliani, Antonella Ruggero, saranno tutti special guest del Saint Louis. Ma i concerti saranno interamente incentrati sull’artista ospite. Per realizzare l’intero festival di quattordici concerti abbiamo coinvolto più di duecento giovani musicisti, tra componenti delle orchestre, arrangiatori, fonici.

Parliamo del connubio con Luca Barbareschi e il teatro Eliseo?
E’ stato un avvicinamento spontaneo, certamente favorito dalla vicinanza fisica, il teatro Eliseo è a circa trecento metri dalle quattro sedi del Saint Louis nel rione Monti. Per i nostri studenti rappresenta un prolungamento naturale del Saint Louis, un’aula magna e valvola di sfogo sul mondo del lavoro. Lungimirante e coraggioso il supporto di Luca Barbareschi, che investe attivamente in questo progetto, sia in termini concreti di risorse economiche che professionali. E’ una scommessa da parte di entrambi sulle potenzialità delle nuove generazioni.

A tal proposito, il teatro assume una nuova veste, quasi da club perdendo gli abiti di luogo austero. E’ anche questo uno degli obiettivi che vi siete prefissi?
Nei nostri intenti c’è la volontà di portare, più che i giovani a teatro, il teatro nella vita dei giovani, un luogo spesso erroneamente o superficialmente associato a un pubblico “più maturo”. Non dimentichiamo che proprio al teatro Eliseo alla fine degli anni Cinquanta si sono tenuti concerti storici di jazz, il Quintetto Basso-Valdambrini, Stan Getz, Oscar Peterson, Gerry Mulligan e negli anni successivi Art Farmer, Chet Baker, Modern Jazz Quartet, Ella Fitzgerald. Una grande vocazione per i concerti e il jazz in particolare. Poi, dopo ciascun concerto, la serata prosegue nel foyer con le performance di altre band del Saint Louis, formazioni più piccole che viaggiano dal jazz all’elettronica e ritorno con estrema disinvoltura. Un coinvolgimento totale che immette nuove energie nel teatro, al fianco di un cartellone teatrale di altissimo livello, in una visione complessiva che pone l’Eliseo al centro non solo fisico di Roma ma anche della pulsione artistica della capitale.

Hai inteso collegare l’attività didattica del Saint Louis con la rassegna. Quanto è importante tenere insieme questi due concetti nella formazione professionale di un musicista?
E’ una mission imprescindibile che portiamo avanti da quarant’anni, ben prima, possiamo orgogliosamente dire, che le linee guida europee dell’Alta Formazione Artistica rendessero obbligatoria per tutte le Istituzioni lo svolgimento di produzioni artistiche quali Festival e prodotti discografici. Lo facciamo da molto prima che ciò diventasse una specifica direttiva europea e questo elemento costituisce una delle chiavi del successo straordinario del Saint Louis, come scuola di formazione e centro di produzione artistica di alto livello.

Hai messo insieme jazz, cantautorato, elettronica e danza. Nel mondo del jazz, fin troppo spesso, lo si vuole tenere distante dalle altre musiche. Ritieni che così facendo si possa avvicinare il jazz anche a una fascia di pubblico più giovane?
Il jazz contemporaneo e in particolare il jazz italiano rappresentano una straordinaria sintesi di linguaggi afro-americani e anima melodico-armonica mediterranea, un tratto di originalità che nulla ha da invidiare ai grandi artisti americani. E in questo processo di fusione e sintesi la musica jazz contemporanea è ricca di spunti tratti delle prassi esecutive del pop, della musica etnica, delle sonorità elettroacustiche. E forse, più che avvicinare il jazz al pubblico giovane, si mira anche a incuriosire il pubblico del jazz verso l’elettronica, verso i nuovi cantautori che dal jazz attingono a piene mani, al fine di esplorare i neologismi musicali delle nuove generazioni.

Quali sono i criteri che hai seguito nell’effettuare le scelte degli artisti che si esibiranno?
Molti artisti, anche internazionali, girano il mondo con i propri progetti artistici, ma sono sempre più rare le occasioni, anche per i grandi, di esibirsi con una big band o un grande organico orchestrale. Quindi, la scelta è ricaduta su grandi performer che hanno capacità e carisma per sostenere l’energia di grandi tutti orchestrali. E poi ho cercato di spaziare su fronti molto diversi ma complementari fra loro, artisti come Antonella Ruggero, Kurt Elling, Peppe Servillo, Paolo Damiani, Antonella De Grossi e tutti quelli coinvolti vivono storie e dimensioni artistiche molto diverse tra loro. E l’ascoltatore potrà partecipare a tutti i quattordici concerti percependo emozioni e significati completamente differenti, che mi piace immaginare possano completarsi fra loro.

Tante professionalità impegnate in questa nuova avventura. E ciò quasi a far intendere che il mondo della musica non è solo appannaggio dei musicisti, ma vi sono altre professionalità che ne fanno parte e sono ricercate; un obiettivo del Saint Louis che si concretizza anche in questa sede?
Possiamo dire che per mettere in piedi il festival si è messo in moto tutto il Saint Louis o quasi, con una ventina di arrangiatori, trenta fonici, più di duecento musicisti, giovani futuri manager dello spettacolo e promotori che metteranno in pratica la professionalità acquisita nei corsi di alta formazione.

Tre buoni motivi per seguire la rassegna…
La musica a teatro è pervasa da un’aura magica, non riscontrabile in nessun club né tantomeno sui dischi. Inoltre, credo che dai giovani artisti ci sia tanto da imparare e da scoprire. E poi, in Italia c’è un gran bisogno di riscoprire la musica dal vivo, il sudore e l’imprevedibilità di una performance, l’emozione di una nota inaspettata, sensazioni che la radio e la televisione da troppo tempo ci negano con i loro talent litigiosi, i prodotti preconfezionati, la musica pop di massa concepita a tavolino in uno studio di Los Angeles.

Stefano, quali sono gli altri progetti e impegni per il futuro?
Entro l’anno 2017 completeremo un circuito di cinquanta istituzioni europee (conservatori, festival, teatri) e soprattutto extraeuropee, per lo scambio continuo  e reciproco di concerti, studenti, seminari, know-how, per spingere la nostra identità culturale in giro per il mondo e al tempo stesso creare a Roma, al Saint Louis, un ambiente multiculturale ancora più spiccato, incrementando l’attuale presenza del 5 % di studenti internazionali (circa 70 studenti oggi su un totale di 1.800 allievi) fino a oltre il 30%, ossia più di 400 studenti internazionali ogni anno. In questa mia visione, sarà normale che ciascuna band sia costituita da studenti provenienti dalle terre più disparate, un laboratorio artigianale in cui possa davvero svilupparsi una cultura artistica transnazionale di avanguardia, di ricerca, di sperimentazione finalizzata alla creazione di progetti di lavoro a lunga gittata che lascino il segno.

Alceste Ayroldi

Il programma completo degli eventi in cartellone
I concerti
Special Guest: concerti serali del lunedì ore 21 – ingresso 20 euro platea, 15 euro balconata

19 dicembre 2016,  GeGé Telesforo e la Saint Louis Orchestra con la partecipazione straordinaria di Maria Pia De Vito

OPEN ACT:  Latteri / Piergentili Duo “Tribute to Cole Porter” Stefano Latteri, voce, Luigi Piergentili, chitarra

16 gennaio 2017,  Atrìo.  e Fabrizio Bosso
OPEN ACT:  Il coro del risuonare diretto da Diego Caravano

6 febbraio 2017,  “L’amico di Cordóba” con Peppe Servillo, Javier Girotto e la Saint Louis Band diretta da Gianni Oddi, arrangiamenti di Luigi Giannatempo

OPEN ACT:  FREYGISH PROJECT
Gabriele Ceccarelli, pianoforte, tastiere
Serena Lo Curzio, voce
Alessio Bernardi, sax alto, flauto
Adriano Dragotta, violino
Ariele Cartocci, chitarra – bouzouki
Edoardo Cicchinelli, basso
Daniele Quaglieri, batteria

13 marzo 2017, Antonella Ruggiero e la Saint Louis Pop Orchestra diretta da Vincenzo Presta

OPEN ACT:  MARLA GREEN
Marla, voce
Alexandra Maiolo, chitarra elettrica
Valerio Carbone, basso
Davide Sambrotta, tastiere e Cori
Daniele Sambrotta, batteria

10 aprile 2017,  Kurt Elling, Rosario Giuliani e la Saint Louis Big Band diretta e arrangiata da Guy Barker

15 maggio 2017,  Guitar Nightmare Rock’n Blues con Lello Panico, William Stravato, Giacomo Anselmi con la partecipazione straordinaria di Marco Sfogli

OPEN ACT:  CHIRALITY
Michelangelo Buccolini, chitarra
Francesco Sacchini, voce
Thomas Rocca, tastiere
Pietro LOorenzotti, basso
Daniele Bertuzzi, batteria

venerdi 16 giugno 2017,  Vince Mendoza dirige la Saint Louis Big Band

Special Guest: concerti della domenica mattina ore 11,30 – prezzo unico €10

22 gennaio 2017, “Lucio, Mina e Lucio” viaggio nella musica di Battisti, Mina, Dalla con la Saint Louis Combo diretta da Antonio Solimene

OPEN ACT:  FLOWING CHORDS  diretti da Margherita Flore
Brian Riente, Giorgio Balestra, Matteo Bussotti, Matteo Pangia, Daniele Serafini, Roberto Cataldi, Francesco Angiolini, Stefano Minder, Adriano Meliffi, Claudio Jemme, Davide Savarese, Francesco Sacchini, Francesca Pugliese, Elisa Tronti, Alessandra Formica, Federica Capretti, Lisa Fiorani, Elisa Benedetti, Valentina Pedron, Antonella D’angelo, Flaminia Lobianco, Valeria Piccolo, Rita Panza, Marta Iacoponi, Beatrice Rigillo, Anthony Manzi, Federico Formica

19 febbraio 2017, Saint Louis Big Band diretta da Paolo Damiani e Maurizio Giammarco
OPEN ACT:  SAINT LOUIS / SANTA CECILIA ENSEMBLE
Natasha van Eerdewegh, piano
Federica Lipuma, voce
Giovanni Candia, chitarra
Alessio Renda, basso
Francesco Fratini, tromba
Damiano Daniele, batteria

26 marzo 2017, Rumours  Live Electronics e danza – Le grandi colonne sonore in collaborazione con Dance Arts Faculty
23 aprile 2017,  Coro Canta Autore, SAT&B diretto da Maria Grazia Fontana, ospiti a sorpresa
28 maggio 2017, “Mimì” la musica di Mia Martini con Antonella De Grossi e la Saint Louis Pop Orchestra

OPEN ACT:  BENKENOBI
Francesco Sacchini, voce
Roberto Galluzzi, chitarre e cori
Fabio Della Seta, chitarre e cori
Pierluigi Ricci, basso, cori
Claudio Laguardia, batteria e percussioni

4 giugno 2017, INK concerto per orchestra d’archi e immagini composizioni originali e sonorizzazioni

25 giugno 2017, Jazz Factory rassegna di giovani compositori e arrangi