«SENTIMENTALE»: INTERVISTA A BARBARA ERRICO 1/2

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«Sentimentale» è il nuovo lavoro discografico della vocalist Barbara Errico, interamente dedicato al grande Lelio Luttazzi (edizione Dodicilune). In occasione della redazione delle note di copertina, si è scambiato quattro chiacchiere in proposito.

Barbara, perché un disco dedicato a Lelio Luttazzi?

Quando Luttazzi è rientrato da Roma nella sua Trieste il sapere che viveva in una città così vicino alla mia ha fatto nascere in me il desiderio di contattarlo per poterlo conoscere direttamente, per condividere la nostra comune passione per il jazz e, soprattutto, la passione per lo swing. Non sapendo come fare, il modo migliore mi è sembrato quello di inviargli in anteprima una copia del mio cd «Endrigo in jazz», non ancora pubblicato, per poter avere da lui un parere spassionato e critico di questo lavoro. La sua risposta non tardò e tramite la moglie Rossana mi scrisse una mail: “… Ora però posso affermare che tu rappresenti per me la perfezione insieme ai tuoi musicisti. Brava! Ti auguro una carriera luminosa…”. Mi sembrò quasi impossibile ricevere proprio da lui un complimento così, ma il destino purtroppo non mi ha riservato la gioia di conoscerlo personalmente. Però, ne è nata una profonda e preziosa amicizia con Rossana, moglie del maestro: ed è proprio da questa amicizia che il progetto su di lui è iniziato e ha avuto seguito, grazie anche alla compartecipazione entusiasta di Rossana e della fondazione Luttazzi e della casa discografica Dodicilune di Lecce.

La discografia del Maestro Luttazzi è sconfinata. Secondo quale criterio ha proceduto nella scelta dei brani?

Sicuramente la prima scelta è andata a quei brani che potessero essere interpretati al femminile e, poi, indipendentemente se fossero i brani conosciuti oppure i meno noti al grande pubblico, che  mettessero  in risalto i tratti caratteristici di Lelio: lo stile, la classe e  lo humor.

Tra i dodici brani c’è anche un inedito. Ce ne vuole parlare?

Tra i diversi inediti del Maestro che Rossana, con grande emozione ed amore,  mi ha proposto di interpretare, quello che di più mi ha colpito e commosso è stato Buonanotte Rossana. E’ un brano dedicato da Lelio alla moglie Rossana e scritto nell’ultimo periodo della sua vita; interpretarlo è stato per me un onore e una grande emozione, la stessa che provo ogni volta che lo canto.

C’è anche Love Is Here To Stay di George Gershwin.

Ho ritenuto opportuno inserire due standard americani, Blue Skies di Irving Berlin e Love Is Here To Stay di Gershwin, brani che il Maestro amava e spesso suonava anche nei suoi concerti.

Un ensemble ricco e variegato. Perché questa scelta e quali i motivi che l’hanno portata a scegliere questi musicisti?

Grazie a Rossana ho conosciuto gli straordinari musicisti, amici di Lelio che con lui hanno anche collaborato nelle famose trasmissioni della Rai Tv negli anni Sessanta: Antonello Vannucchi, che in questo progetto ha curato tutti gli arrangiamenti dei brani orchestrali, oltre a suonare il pianoforte; Giorgio Rosciglione e Massimo Moriconi, noti contrabbassisti del panorama jazz italiano e che hanno suonato per tanti anni con Lelio. Poi il trombettista Claudio Corvini , il sassofonista-clarinettista Sandro Deidda, e il batterista Gianluca Nanni. Per i brani in duetto – Canto anche se sono stonato e   Chi mai sei tu – Rossana mi ha proposto Lorenzo Hengeller ,che si è rivelato eccezionale interprete e arrangiatore di questi due brani nei quali abbiamo cercato di ricreare quell’atmosfera scanzonata ma di classe che Lelio, nei suoi siparietti di Studio Uno, amava proporre assieme alla grande Mina.  Merito invece dei miei amici Rita e Mimmo Dragotti aver conosciuto Antonio Onorato: chi meglio di lui, napoletano verace, poteva riarrangiare e interpretare con la sua magica chitarra i due brani Souvenir d’Italie e Nnammurammece con quella «passionale leggerezza» di grande artista partenopeo qual è lui. E poi gli artisti veneti e friulani che ho voluto con me per interpretare i due brani Mi piace e Buonanotte Rossana; il Quartetto d’archi Pezzè (Nicola Bulfone e Lucia Clonfero violino, Elena Allegretto viola, Mara Grion violoncello),  Emanuel Donadelli alla batteria, il vibrafonista Saverio Tasca ed il contrabbassista Franco Feruglio, che ha anche curato l’arrangiamento per gli archi, il vibrafono e per la chitarra, da lui con eleganza suonata nel brano Buonanotte Rossana.

Una formazione così abbondante sarà quasi impossibile portarla in tour. Ha già pensato a una soluzione alternativa?

Certamente non potrà essere la formazione originale, ma di volta in volta, a seconda di dove porterò il progetto, dovrò scegliere la formazione adatta: e non sarà cosa facile!

 

 

(prima parte)