Saxophone Summit – Gezmataz Festival, 20 luglio 2017

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Saxophone Summit - Gezmataz 20187 - foto Francesco Spezia

Gezmataz Festival – Genova, 20 luglio 2017

Sotto la bandiera Saxophone Summit, questa riunione di all-stars si allinea ad altre operazioni che hanno di recente trovato largo interesse e successo tra il pubblico come i Cookers (e, anni addietro, i Roots e i Leaders), nelle quali professionisti di altissimo profilo si riuniscono sotto un nome collettivo proponendo un hard-bop moderno eseguito con sapiente virtuosismo.

I tre sassofoni erano David Liebman al soprano (che, almeno in apparenza, sembrava fungere da direttore musicale), Joe Lovano al tenore e Greg Osby al contralto. La sezione ritmica vedeva Billy Hart alla batteria, Cecil McBee al contrabbasso e Phil Markowitz al piano. Una formazione particolarmente accattivante, insomma, che ha di recente pubblicato un album per la Resonance (senza Osby) e che è giunta a Genova in chiusura di una lunga tournée europea durante la quale ha avuto modo di consolidare intesa e affiatamento.

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Dave Liebman – Gezmataz 2017 – foto Francesco Spezia
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Joe Lovano – Gezmataz 2017 – foto Francesco Spezia

Le aspettative erano molte e non sono andate disattese; i sei hanno investito il pubblico con una musica particolarmente energica e muscolare, tutt’altro che di routine. In particolare, Liebman sembrava pervaso dal sacro fuoco che si avverte negli storici dischi con Miles Davis come “On The Corner”, avventurandosi in fraseggi torrenziali dal vago sapore coltraniano, concitati e nervosi, come pervasi da una urgenza espressiva e dalla voglia di non rimanere dietro i notevoli compagni di viaggio, come in una gara a superarsi.

Tutt’altro il taglio offerto da Greg Osby, più rilassato e alla ricerca di un suono elegante, maestoso e dall’andamento declamatorio, che ha saputo affascinare e offrire un interessante contraltare al furore di Liebman. A metà strada tra i due si è posto Lovano, che ha comunque preso assolo zampillanti e decisi, in linea con il suo tipico stile. La sezione ritmica ha avuto in Billy Hart il suo inarrestabile motore, capace di imprimere un drive implacabile con una forza e una energia incredibili. Tuttavia il suo lavoro sui piatti non è solo muscolare ma intelligente e pronto ad aprire strade ai compagni, intrecciandosi a McBee in un interplay perfetto, favorito da una conoscenza e una frequentazione musicale ormai più che trentennale. A corrente alternata la prova di Markowitz, che ha dato il meglio nei momenti in assolo alternando atmosfere meditative a divagazioni di stampo latin, ma che non sempre pareva a suo agio nel magmatico insieme sonoro dei suoi compagni.

Tutto sommato, un’apertura di rilievo per il festival genovese, giunto alla quattordicesima edizione e che in quattro giorni offre ulteriori stelle come i Bad Plus, Peter Erskine e Andy Sheppard.

Giancarlo Spezia

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Billy Hart – Gezmataz 2017 – foto Francesco Spezia
Markowitz e McBee – Gezmataz 2017 – foto Francesco Spezia
Greg Osby – Gezmataz 2017 – foto Francesco Spezia