PINDIO «H. C.»

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AUTORE
Pindio
TITOLO DEL DISCO

«H.C.»

ETICHETTA
Leo

 

 


Ecco un’ottima sorpresa: musica inattesa, vitalistica, eseguita con grande classe e per di più da un giovane gruppo. Il quartetto spagnolo Pindio appare sulla carta paritario ma il flautista Juan Saiz ne risulta l’anima, sia perché autore di tutti i brani, sia come solista maggiormente in vista. Le strutture compositive diversificate, cangianti, mai banali, riflettono una visione contemporanea della musica improvvisata, lontana mille miglia dal mainstream jazzistico come dall’improvvisazione radicale. Spesso il collettivo del quartetto si riduce a trii o duetti e un brano è interamente riservato al flautista.

Come strumentista, Saiz presenta una pronuncia guizzante e volitiva, che solo nei momenti più lenti prende inflessioni relativamente corrusche. Più dei maestri degli anni Sessanta (anche se Eric Dolphy rimane imprescindibile), sembra tener presente un paio di protagonisti degli anni Ottanta e Novanta mai ricordati abbastanza: lo scomparso Thomas Chapin e il praghese Jiří Stivín. Ma anche gli altri membri della formazione sono di alto livello. Il pianista dimostra una grande padronanza strumentale, con soluzioni che vanno dalla scuola classica europea post-romantica al free jazz. Contrabbasso e batteria, anch’essi dalla pronuncia avanzata, emergono con autorevolezza soprattutto in alcuni brani, funzionali alle esigenze dinamiche e timbriche dei brani di Saiz.

Farnè


 

DISTRIBUTORE

IRD

FORMAZIONE

Juan Saiz (fl.), Marco Mezquida (p.), Àlex Reviriego (cb.), Genis Bagés (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

17-9-2015

 

Recensione
Voto globale
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