«Pianisti di altri mondi», la nuova rassegna da gennaio al Parenti a Milano

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Pianisti dell'altro mondo - Teatro Parenti - Milano

Pianisti di altri mondi

7 + 1 concerti, tra jazz  e sonorità d’oggi

Rassegna ideata da Gianni Morelenbaum Gualberto in collaborazione tra la Società del Quartetto di Milano e il Teatro Franco Parenti

Domenica 19 gennaio; 9 e 23 febbraio; 15, 22, 29 marzo; 5 aprile

ore 11.00, Sala Grande del Teatro

Venerdì  22 maggio

ore 20.30, Bagni Misteriosi

Ricordiamo ancora in molti e con qualche nostalgia i concerti della prestigiosa rassegna «Aperitivo in Concerto» che per oltre venti anni il Direttore Artistico Gianni Morelenbaum Gualberto – con piglio audace, competente e lungimirante – organizzò al Teatro Manzoni di Milano portando in Italia i protagonisti più rappresentativi della cultura musicale contemporanea.

Per i cultori della musica di ricerca, negli anni, la partecipazione si consolidò in un rituale imperdibile e le domeniche mattina divennero entusiasmanti momenti di condivisione e incontri.

Alla luce di un tale patrimonio partecipativo e di arricchimento radicato in un pubblico rimasto orfano, la nuova rassegna «Pianisti di altri mondi» nata dalla collaborazione tra la Società del Quartetto di Milano e il Teatro Franco Parenti assume un valore aggiunto.

«Pianisti di altri mondi» propone 11 interpreti della musica contemporanea, frequentemente ritenuta incomunicabile e arcigna, per smentire la fama ostile che accompagna molta produzione del Novecento musicale. 

Il cartellone vedrà interpreti solisti di grande notorietà e rilevanza internazionale che collaborano con i compositori americani ed europei o che sono tra i protagonisti della musica di improvvisazione afroamericana e tutti esponenti della molteplicità di esperienze che la musica dei nostri tempi sa offrire.

Primo appuntamento

19 gennaio 2020

Vijay Iyer

In poco meno di un decennio è diventato una star negli Stati Uniti, mescolando la sua tradizione (i genitori sono stati fra i primi a emigrare dall’India) con quella della musica contemporanea e quella improvvisata. Oggi è professore con cattedra a vita a Harvard, ha scritto testi illuminanti di filosofia della musica improvvisata e sui criteri neurologici e antropologici dell’improvvisazione. E’ artista della prestigiosa etichetta discografica ECM.

Vijay Iyer

9 febbraio

Vanessa Wagner

Ha studiato a lungo la musica accademica, specializzandosi nel repertorio lisztiano e in quello francese novecentesco, per poi interessarsi ai rapporti fra strumenti acustici ed elettronica. Lavora da tempo con una celebrità dell’elettronica come il messicano Murcof, creando spettacoli in cui la pagina scritta viene rielaborata contestualmente dall’elettronica.

23 febbraio

Yonathan Avishai

Avishai è uno dei più significativi pianisti della ricchissima scena israeliana. Trapiantatosi in Francia si è particolarmente interessato ai rapporti fra musica popolare del Novecento e le radici in certa musica accademica delle Americhe: Gottschalk, Lecuona, Ernesto Nazareth e gli autori legatisi a Broadway, creando un recital che è vivacissimo intellettualmente e di grande poesia e spettacolarità. E’ artista della prestigiosa etichetta discografica ECM.

15 marzo

Lisa Moore

Australiana e nota per essere stato un giovane prodigio del pianoforte si è dedicata quasi tutta la vita alla musica di ricerca, collaborando con i principali compositori e ensemble di oggi. Ogni suo recital è uno spettacolo anche teatrale perché ha soprattutto investigato i legami fra musica e azione teatrale (a partire dagli happening del Living Theatre) e l’interazione fra musica e azioni visive. Appartiene a una generazione di donne che si sono votate alla musica contemporanea.

22 marzo

Timo Andres

Andres è uno fra i più affermati compositori americani della sua generazione, tutti nati sotto la tutela di John Adams, Philip Glass, Steve Reich. Oltre a essere un applaudito compositore, è anche un noto pianista: da un decennio, grazie anche ai legami con l’etichetta discografica Nonesuch, esplora la musica americana contemporanea e del Novecento. In Italia suoi lavori sono state eseguiti da gruppi come Sentieri Selvaggi e altri.

29 marzo 

Simon Ghraichy

Rappresenta simbolicamente e persino fisicamente lo spirito di questa rassegna. Francese di nascita, libanese e messicano di origini, una gioventù trascorsa in Canada, studi musicali fra Parigi e Hensinki, nel suo programma espone le radici latinoamericane della musica contemporanea nelle Americhe. A Ghraichy, che gode nel mondo di ampia fama,  il sito della Deutsche Grammophon dedica ampissimo spazio. 

5 aprile

Jason Moran

Moran fonde l’improvvisazione con la composizione. Lui e la moglie, la mezzosoprano classico Alicia Hall, appartengono alla generazione degli africano-americani esemplificati dal film Black Panther: colti, plurilaureati, eleganti, dediti a attività culturali e filantropiche, organizzatori di concerti accademici e non. La loro casa, fotografata da Vogue, è uno studio-museo piena di testimonianze dell’arte africana e africano-americana. Moran è curatore al Whitney Museum, dove ha di recente organizzato una mostra dedicata ai rapporti fra la musica africano-americana e le componenti ebraiche e latinoamericane della società statunitense. Da vari anni è ospite fisso della Biennale di Venezia, dove espone installazioni con Joan Jonas e altri.

22 maggio – Festa finale sul palco galleggiante dei Bagni Misteriosi

Danny Grissett, Emmet Cohen, Dado Moroni, Aaron Goldberg

A quattro pianisti è riservato il gran finale del ciclo. Ognuno di loro, in particolare il giovane prodigio Emmet Cohen, è un celebrato solista nel mondo del jazz. Rappresentano l’ultima generazione di pianisti americani e africano-americani, a parte l’italiano Dado Moroni, e rendono omaggio al padre del be bop, il leggendario sassofonista Charlie Parker.

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Società del Quartetto di Milano – www.quartettomilano.it

Via Durini 2, 20122 Milano

Telefono 02 76005500

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