NAT KING COLE SECONDO GEORGE BENSON

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Alcuni lo considerano un «venduto», altri vedono in lui un interprete di prim’ordine. Una cosa è certa: classe e mestiere ‒ e un inconfondibile feeling soul-blues ‒ hanno reso George Benson un musicista di fama e successo. Musica Jazz lo ha incontrato per l’uscita di «Inspiration: A Tribute To Nat King Cole» (Concord, 2013), che vede la presenza di ospiti eccellenti.

Nell’intervista, curata da Alceste Ayroldi e pubblicata questo mese, scopriamo che il chitarrista e cantante di Pittsburgh si innamorò di Cole da bambino: «Sul disco ho messo persino una versione di Mona Lisa che registrai a soli otto anni cantando e suonando l’ukulele. Nat King Cole mi ha sempre incuriosito perché era uno degli artisti più lineari, più intelligenti e più sofisticati della sua epoca».

L Civelli