MILESTONE, PIACENZA: LORENZO DE FINTI CON FABRIZIO BOSSO ED ERIC MARIENTHAL

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23 febbraio 2014, Piacenza, Milestone Jazz Club: 

LORENZO DE FINTI SEXTET featuring FABRIZIO BOSSO and ERIC MARIENTHAL

Potremmo considerarla un’azione di tipo preventivo per entrare appieno nel clima del Piacenza Jazz Fest, oppure più semplicemente l’esito di una scelta felicissima sia dal punto di vista della qualità musicale sia da quello dell’accoglienza: locale esaurito, pubblico festoso, musicisti in stato di grazia. In questo senso il concerto del pianista milanese Lorenzo De Finti, che presentava il nuovo cd «Colors Of Life» (Altrisuoni) con un ensemble d’eccezione, è stata un’ulteriore riprova di quanto il Milestone di Piacenza sia uno di quei locali che cercano, con successo, di coniugare la passione per il jazz di qualità a un’atmosfera rispettosa del pubblico, sorridente e mai ingessata. Preceduta da una masterclass pomeridiana molto apprezzata dai sassofonisti locali, la presenza sul palco di Eric Marienthal ha acceso la curiosità dei molti appassionati presenti: qualcuno in verità vagamente scettico, memore di qualche sbandata giovanile, ma subito rincuorato da un suono magnifico e dalla perfetta coesione con l’altro importante fiato sulla scena (e nel cd): il trombettista Fabrizio Bosso, perfettamente a proprio agio nei duetti improvvisati o nell’esporre i temi all’unisono, e dall’atteggiamento comunicativo e divertito.

Una sezione ritmica tra le più coinvolgenti ascoltate negli ultimi tempi, formata dal bassista Luca Scansani e dall’incontenibile Giorgio Di Tullio alla batteria crea il groove ottimale per il lavoro di De Finti, che anche stavolta rimarca uno degli aspetti stilistici fondamentali della sua produzione: un excursus formalmente ineccepibile di «tutto il jazz possibile» senza la necessità di ridurre la musica a un’etichetta di genere. Fusion, in questo contesto, riacquista insomma il proprio riferimento semantico senza divenire una collocazione forzata da enciclopedia musicale. Un’atmosfera prismatica che lega un’atmosfera Grp anni Novanta a stilemi tipicamente bebop fino agli assolo dei fiati, ricchissimi di citazioni come nella più limpida tradizione.

E così tra piccoli oggetti sonori, una chitarra acustica magnificamente suonata da Walter Muto e alcuni effetti elettronici mai ridondanti, l’apporto di De Finti al pianoforte è totale e diventa quasi una faccenda estetica: Lorenzo non riesce a stare fermo, batte il tempo con i piedi, restituisce al piano la propria funzione percussiva colpendo spesso i tasti a mano aperta. Accenti aspri, in certi casi, a punteggiare una musica scritta per mettere in evidenza i fiati, così come nelle uscite in assolo prorompe una valanga di note senza mai dimenticare lo swing.

Concerto entusiasmante, che ha visto anche il pubblico coinvolto in uno scat corale.

L Cattadori