MetJazz – Prato, 15 e 19 febbraio 2018 Seconda parte

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Pieranunzi Trio, MetJazz 2018
Pieranunzi Trio, MetJazz 2018

MetJazz – Prato, Teatro Politeama (15 febbraio); Teatro Metastasio (19 febbraio)

Nell’estrema diversità degli eventi presentati la seconda parte della XXIII edizione di MetJazz ha mantenuto pienamente fede al presupposto riassunto dal titolo stesso, Lingue oltre i confini.

Terzo capitolo della collaborazione tra Metastasio Jazz e Camerata Strumentale Città di Prato, la produzione originale Blues On Bach ha visto il trio di Enrico Pieranunzi interagire con l’orchestra pratese sotto la direzione di Michele Corcella, autore degli arrangiamenti. Oggetto dell’operazione alcune pagine di John Lewis, autentico gigante della musica afroamericana e fautore del connubio tra jazz e classica, sia in seno al Modern Jazz Quartet che in veste di animatore – verso la fine degli anni Cinquanta – della Third Stream, quella corrente che si riproponeva appunto di esplorare possibili forme di coesistenza tra due mondi apparentemente inconciliabili. Questione delicata, a tutt’oggi in buona parte irrisolta, alla quale però Lewis aveva fornito alcune illuminanti chiavi di lettura.

Corcella-Camerata Strumentale, MetJazz 2018
Michele Corcella dirige la Camerata Strumentale, MetJazz 2018

Certo, la convivenza tra formazioni jazz e orchestre o ensemble da camera ha sempre posto problemi e contraddizioni. L’evento pratese non ha fatto eccezione. Da un lato, Pieranunzi è l’interprete ideale – quanto a formazione e sensibilità – per esperimenti di questo tipo (basti pensare all’eccellente lavoro di qualche anno fa su Domenico Scarlatti). Dall’altro, l’apporto dell’orchestra e gli arrangiamenti di Corcella – pur calibrati nel disegno, nella scelta e nella contrapposizione delle timbriche – non sempre producono gli equilibri sperati.

Pieranunzi evidenzia nitidezza di tocco, ricca articolazione del fraseggio, conoscenza enciclopedica del vocabolario jazzistico e sottile senso del blues già nell’iniziale Blues In A Minor, tratto da «Blues On Bach» del MJQ. Quindi, valorizza i contrappunti bachiani di Vendome e le linee di matrice bop scaturite dalle fughe di Concorde. L’azione del trio, che si sviluppa dopo concise introduzioni orchestrali, è corroborata dalla pregnante essenzialità e dal gusto melodico di Luca Bulgarelli (contrabbasso), e dalla misura con cui Mauro Beggio (batteria) controlla e distribuisce la gamma dinamica.

MetJazz 2018
Enrico Pieranunzi, Michele Corcella e la Camerata Strumentale, MetJazz 2018

Per contro, Skating In Central Park, Milano e Django risultano un po’ slegate e appesantite da un’insufficiente dialettica tra trio e orchestra. I risultati più apprezzabili si colgono laddove l’interazione tra le due formazioni diventa integrazione: nel serrato andamento dispari – totalmente diverso dal taglio gospel dell’originale – di The Jasmin Tree e nella costruzione tripartita di Three Windows. È dunque auspicabile che il progetto, dalle indubbie potenzialità, prenda gradualmente forma.

Canizares quintetto, MetJazz 2018
Canizares quintetto, MetJazz 2018

Stella emergente nel panorama internazionale, Yilian Cañizares offre una credibile sintesi del ricco patrimonio della natia Cuba. Come violinista, all’influenza dichiarata di Stéphane Grappelli unisce una ferrea preparazione classica, evidente nell’attacco e nella nitidezza del suono e del fraseggio. Come cantante, possiede un timbro cristallino, ma al tempo stesso caldo e ricco di sfumature nella modulazione delle sensuali melodie. In questo contesto spiccano la valorizzazione dei fonemi e dei tratti squisitamente musicali dello spagnolo, oltre a una distinta capacità narrativa.

La componente afrocubana si evidenzia particolarmente in Mapucha, cantata in lingua Yoruba ed espressamente dedicata a una nonna nata in schiavitù, oltreché negli impianti poliritmici costruiti grazie all’apporto essenziale ma funzionale di David Brito (contrabbasso) e Frank Durand (batteria), e ai colori forniti dal percussionista Inor Sotolongo, tra l’altro protagonista – al cajón – di un emozionante duetto con la voce. Al pianista Daniel Stawinski spetta il duplice compito di provvedere sia ad ampie armonizzazioni che ad aperture più decisamente jazzistiche negli assolo. Musica coinvolgente, di grande presa sul pubblico, ma per fortuna distante da certi pasticciati accostamenti di marca world.

Infine, alcune doverose considerazioni. Grazie alla collaborazione fra i tre principali teatri pratesi, al consolidato rapporto con le istituzioni locali (tra cui Museo del Tessuto e Scuola di Musica “Verdi”) e con operatori musicali fiorentini come Musicus Concentus e Pinocchio Jazz, MetJazz si conferma rassegna di qualità, saldamente radicata nel territorio e portatrice sana di valori culturali. Lo testimonia anche la vasta, attenta e calorosa partecipazione di un pubblico eterogeneo anche per fasce d’età. Una presenza puntuale e partecipe non solo in occasione dei concerti principali, ma anche di altri eventi collaterali quali i concerti propedeutici e le conferenze. In altre parole, un vero circuito di idee e informazioni.

Enzo Boddi

MetJazz 2018
Yilian Canizares, MetJazz 2018
Inor Sotolongo, MetJazz 2018
Inor Sotolongo, MetJazz 2018