Marialy Pacheco live a Solarolo

di Gian Franco Grilli

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Marialy Pacheco (foto di Gian Franco Grilli)
Marialy Pacheco (foto di Gian Franco Grilli)

Marialy Pacheco, la diva cubana del piano jazz inaugura il cartellone “latin” di Crossroads

Si sa che la musica suscita emozioni, che le emozioni musicali evocano ricordi, che il modo in cui ognuno di noi percepisce la musica dipende dalla somma delle proprie esperienze musicali, dagli ascolti fin qui effettuati. Eppure, è raro ma succede, che anche in mancanza di alcuni di queste elementi esperenziali e di un certo background, vi siano certe musiche e alcuni musicisti in circolazione con poteri degni di una divinità. Musiche che ci arrivano dentro prestissimo e capaci di suscitare emozioni, di eccitare e di immedesimare collettivamente la platea all’evento in corso. Tutto questo è successo all’Oratorio di Solarolo (RA) domenica 3 marzo 2019 (Crossroads festival) con la straordinaria performance della pianista cubana, bella, elegante e sempre sorridente, in duo con il percussionista marocchino Rhani Krija sul progetto “Marocuba”. Tra l’altro dell’affascinante e sempre sorridente Marialy Pacheco Musica Jazz ne ha parlato nel numero di maggio 2018.

Marialy Pacheco (foto di Gian Franco Grilli)
Marialy Pacheco (foto di Gian Franco Grilli)

Il pubblico ha risposto entusiasticamente con applausi scroscianti e prolungati fin dal primo brano intonato in piano solo sulle note scandite en clave del celeberrimo e immortale son-pregón El Manisero (The Peanut Vendor, italianizzato in Rumba delle Noccoline, un cavallo di battaglia del clarinettista Henghel Gualdi), cui è seguito La Comparsa di Ernesto Lecuona. Poi con Burundanga è entrato in scena il versatile percussionista marocchino Krija (strepitoso con tamburi a cornice e darbuka) e via via il repertorio si è mosso tra musica cubana, jazz e world music; da qui le influenze andaluse in Gitanerias di Ernesto Lecuona, quelle fusion in Sonrieme, a firma della Pacheco, e infine un omaggio a Mario Bauzá, precusore e uno dei padri del latin jazz, con il brillante arrangiamento di Mambo Inn.

Marialy Pacheco (foto di Euriolo Puglisi)
Marialy Pacheco (foto di Euriolo Puglisi)

Che dire ancora: che di fronte allo charme, alla strabiliante tecnica e alla facilità con cui la giovane pianista avanera (residente in Germania) passa dalle melodie cubane, al jazz, al classico e ai ritmi pulsanti e colorati del multipercussionista Rhani Krija si rimane non solo a bocca aperta ma incapaci di comunicare a parole esperienze musicali così pregnanti e intense. Però, dopo una noche musicale con un duetto di tale spessore e tante emozioni musicali ci è frullato in testo qualcosa e ci è sembrato opportuno e divertente parafrasare (scusandocene ovviamente con l’Autore) la celebre osservazione del filosofo-compositore Friedrich Nietzsche che per una sera ha suonato così: “Senza la musica cubana e il globaljazz, la vita sarebbe un errore”.

Gian Franco Grilli

[leggi anche: l’intervista a Marialy Pacheco]