Mantova Jazz: dal 3 ottobre al 24 novembre

Cinque concerti per celebrare Wes Montgomery e la serata d'apertura dedicata a Bob Chiozzini.

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I dieci anni che vanno dal 1958 al 1968 sono probabilmente i più propulsivi dell’ormai centenaria storia del jazz. Quel decennio veloce sarà così il palcoscenico ideale per la definitiva affermazione della chitarra come voce non più secondaria dell’estetica musicale del jazz. Due voci su tutte, quelle di Jim Hall e Wes  Montgomery, tanto opposte da risultare splendidamente complementari, guideranno come icone delacroixiane la scalata elettrica della chitarra all’olimpo del jazz. Hall inaugura la linea evolutiva “bianca”, che porterà poi fino a Bill Frisell, Montgomery incarna invece il versante “nero”, memore della profondità del blues e spinto dall’urgenza fisica e redentrice della danza.
Wes, in soli dieci anni, lascerà una traccia tanto profonda nell’immaginario chitarristico da affiorare, a tratti, perfino nella sintesi linguistica di Jimi Hendrix. La sua personalissima rivoluzione in punta di pollice si svolgerà in un ambito apparentemente “centrista”, equidistante sia dal fuoco furibondo del Free Jazz che dalle rarefazioni del tardo Cool e della Third Stream Music. Montgomery sceglie come “campo” (direbbe Pierre Bourdieu) la tradizione del blues o della song americana, e lì vi impone, senza forzature, un rapporto col ritmo e con la produzione del suono totalmente alieno dai canoni eurocolti, in un’autorialità dionisiaca non irrigidita dall’accademia, ma affidata piuttosto alla “strada” in tutte le sue varie incarnazioni: caffè, club, loft metropolitani, teatri, sale da ballo. Wes, dopo aver contribuito in modo sostanziale alla corsa del jazz verso la sua Luna, se ne andrà improvvisamente il 15 giugno del 1968. L’uomo, sulla Luna, arriverà un anno dopo, con un diverso Armstrong. Ma la chitarra di Montgomery era già lì da un decennio.
Ricordare i cinquant’anni dalla scomparsa di Wes Montgomery non potrà non voler dire dar vita ad un tentativo di esplorare lo stato dell’arte della chitarra come scatola dalle mille sorprese: fiero bastione del jazz più tecnicamente scintillante ed entusiasmante, quando imbracciata da un grande maestro come Pat Martino (24 novembre), o strumento in grado di introdursi nelle pieghe più profonde dei linguaggi popolari che hanno in qualche modo incrociato la loro vicenda con quella del jazz, come la grande musica brasiliana, nel caso dell’inimitabile Egberto Gismonti (25 ottobre). Ma anche strumento dalle risorse timbriche sorprendentemente infinite, capace di condurre le sperimentazioni compositive più aperte e onnivore, come quelle della geniale Mary Halvorson (11 Novembre).  L’omaggio più diretto a Wes sarà quello del formidabile trio di Fabio Zeppetella (17 novembre), che ricorderà, riprendendone il repertorio, il fondamentale Montgomery nelle sue splendide formazioni organistiche. Mantova Jazz 2018 sarà anche un’occasione per ricordare, a trent’anni dalla sua scomparsa, la figura di Roberto Chiozzini (3 ottobre) e per rendere omaggio alla sua generazione di curiosi sperimentatori, partiti con Bebop e Cool e arrivati a raccogliere le sfide, anche le più impervie, lanciate durante quel decennio irripetibile.

IL PROGRAMMA

Bob Chiozzini

Mercoledì 3 ottobre – ore 21.00
Arci Donini
SERATA BOB CHIOZZINI
MantovaJazz 2018 sarà anche un’occasione per ricordare, a trent’anni dalla sua scomparsa, la figura di Roberto Chiozzini e per rendere omaggio alla sua generazione di curiosi sperimentatori, partiti Bebop e Cool e arrivati a raccogliere le sfide, anche le più impervie, lanciate durante quel decennio irripetibile. Musica, ricordi, aneddoti e, per chi vuole, la cucina dell’Arci Donini. Con anche la Millefoglie della Pasticceria Chiozzini.
Ingresso libero con tessera Arci.

Egberto Gismonti

Giovedì 25 ottobre – ore 21.00
Teatro Bibiena
EGBERTO GISMONTI
recital solo (piano e chitarra)
Egberto Gismonti, uomo del Rinascimento, studia pianoforte e composizione a Parigi, facendo propria la grande sperimentazione eurocolta nelle sue innumerevoli declinazioni, ma a forgiarne nel profondo la missione creativa è stata l’irruzione, attraverso la chitarra della potenza espressiva del Brasile profondo. È da lì, e dall’incontro fecondo con L’ECM di Manfred Eicher, fondamentale nel definire i contorni di un “folklore immaginario” che potesse veicolare un radicale rinnovamento dei linguaggi del jazz, che nasce il fenomeno Gismonti. Mantova Jazz è orgogliosa di presentare uno dei musicisti più originali della contemporaneità ed uno chitarristi più impressionanti in circolazione.
Biglietti: PLATEA 30 euro; ORDINI E LOGGIONE 25 euro

Mary Halvorson 8tet

Domenica 11 novembre – ore 21.30
Auditorium Monteverdi
MARY HALVORSON OCTET
Away with you
Mary Halvorson, guitar
Susan Alcorn, pedal steel guitar
Dave Ballou, trumpet
Jon Irabagon, saxophones
Ingrid Laubrock, saxophones
Jacob Garchik, trombone
John Hebert, bass
Tomas Fujiwara, drums
La scalata di Mary Halvorson al “gotha” della chitarra jazz contemporanea è stata progressiva e senza battute d’arresto. Collaborazione dopo collaborazione (da Anthony Braxton a John Zorn, da Marc Ribot a Yo La Tengo), progetto dopo progetto, dai larghi ensemble (come l’ottetto che MN Jazz ha il piacere di presentare) ai dischi in solo, Halvorson ha saputo imporre il proprio suono nitido e la propria poetica angolare ed architettonica, la più originale tra quelle dei moltissimi chitarristi della sua generazione, fino a creare un “brand” stilistico tra i più richiesti e i più felicemente connotanti.
Biglietti: PLATEA 25 euro

Roberto Gatto – Fabio Zeppetella – Emmanuel Bex

Sabato 17 novembre – ore 21.00
Auditorium Monteverdi
ZEPPETELLA – BEX – GATTO
A tribute to Wes Montgomery
Fabio Zeppetella, chitarra
Emmanuel Bex, organo hammond
Roberto Gatto, batteria
Dopo quasi venti anni dalla pubblicazione del loro primo disco “A tribute to Wes Montgomery” e soprattutto dopo quasiventi anni di concerti che hanno permesso a Fabio Zeppetella, Emmanuel Bex e Roberto Gatto di diventare a tutti gli effetti un autentico gruppo, i tre musicisti sono arrivati ad un risultato digrande affiatamento e di confidenza che in questi anni li ha condotti allo sviluppo della loro musica. Il divertimento nel suonare insieme, che è una costante delle loro esibizioni live, traspare con evidenza nelle tracce dei loro CD. Il virtuosismo strumentale, peraltro mai fine a se stesso, la straordinaria capacità melodica e le risorse ritmiche che sono parte dei mezzi espressivi di Fabio, Emmanuel e Roberto, vengono coniugate ad un tono solare e leggero, mai banale o scontato, capace di fare scorrere il fluire della musica in modo comunicativo e affascinante.
Biglietti: PLATEA 15 euro

Pat Martino

Sabato 24 novembre – ore 21.00
Teatro Bibiena
PAT MARTINO TRIO
Pat Martino, guitar
Pat Bianchi, organ
Carmen Intorre Jr., drums
Pat Martino è uno di quei giganti della chitarra jazz che hanno saputo trascendere le categorie stilistiche farsi voce poetica unica ed immediatamente riconoscibile. Una voce poetica imperniata sull’articolazione perfetta di frasi lunghe ed architettoniche, sostenute da un’immaginazione senza limiti e da una tecnica incommensurabile, messa al servizio del drive e non della decorazione. Martino, maestro venerato e studiato da chitarristi di ogni generazione, ha saputo tracciare una strada che in realtà solo lui può percorrere, a cavallo tra classicità ed esplorazione, tra bop e modalità, tra fisicità e proiezione di uno dei pensieri melodici più lucidi della storia della chitarra jazz.
Biglietti: PLATEA 25 euro; ORDINI E LOGGIONE 20 euro

INFORMAZIONI
info@mantovajazz.it  – 348.0072215
I biglietti per gli spettacoli sono acquistabili presso: www.vivaticket.it
È possibile acquistare un abbonamento per tutti i concerti al costo di 80 €
I LUOGHI DEL FESTIVAL
3 ottobre: ARCI DONINI, piazza dei Mille 14 – Mantova
25 ottobre | 24 novembre: TEATRO BIBIENA, via Accademia 47 – Mantova
11 novembre | 17 novembre: AUDITORIUM MONTEVERDI, via della Conciliazione 33 – Mantova
GLI ORGANIZZATORI
MantovaJazz è organizzato da Arci Mantova e Circolo del Jazz “Roberto Chiozzini” con il contributo del Comune di Mantova e il Conservatorio di Musica “Lucio Campiani” e con il sostegno di Autoelite e Casa Poli