MAGNUS ÖSTRÖM SU MUSICA JAZZ DI NOVEMBRE

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Il suo nome – obtorto collo – è associato all’Est Trio, quando Magnus Öström sciabolava, rifiniva ed esaltava le armonie disegnate da Esbjorn Svensson, al fianco di Dan Berglund. La scomparsa dell’amico e leader lasciò il segno sul batterista, spingendolo per circa due anni al silenzio. Poi Magnus mise mano al coraggio e alla sua eccellente creatività  lisergica imbastendo nel 2011«Thread Of Life» (Act), con il quale ricordò a tutti le sue sorprendenti qualità tecniche e una verve compositiva ricca di colori e timbri attinti da ogni angolo dell’universo musicale.

A distanza di altri due anni, il batterista svedese torna a incidere, sempre per la Act, un album vigoroso e scintillante che abbraccia il jazz nordeuropeo, la musica classica contemporanea e il rock progressive«Searching For Jupiter».

«La musica che compongo miscela tutte le mie esperienze, dalla musica alla natura, allo sport a qualsiasi altra attività che svolgo. Vero, il mio bagaglio musicale è fatto di rock e di jazz, e amo anche la musica classica.In realtà amo tutta la musica, da Satie ai Meshuggah».

Sul numero di novembre di Musica Jazz, Magnus Öström parla di sé, della sua musica e del suo tour che, purtroppo, non toccherà l’Italia.

A Ayroldi