Luca Aquino & Jordanian National Orchestra, Petra. Torino, Teatro Piccolo Regio

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Luca Aquino

Il Piccolo Regio di Torino il 5 novembre 2016 ha ospitato il recente progetto del trombettista beneventano, già documentato su cd per l’etichetta giordana TAGI. Nato da un’idea dello stesso trombettista affascinato dalla bellezza e dalla resa acustica di Piccola Petra, ha incontrato il gradimento e il sostegno dell’UNESCO, della Petra Development and Tourism Region Authority e della TAG-Org (Talal Abu-Ghazaleh Organisation). L’Ufficio UNESCO di Amman ha accolto la proposta nell’ambito della campagna #Unite4Heritage (Uniti per il patrimonio culturale) volta alla protezione di monumenti e siti archeologici messi a rischio in caso di conflitti e situazioni di emergenza, mentre il mecenate Talal Abu-Ghazaleh, finanziatore della Jordanian National Orchestra, ha coinvolto alcuni dei musicisti della compagine che unisce musicisti di diverse provenienze geografiche.

I brani del disco, tutte composizioni originali di Aquino tranne Smile di Chaplin, composti per l’occasione a eccezione di Aqustico già sul cd eponimo, sono stati eseguiti da una formazione solo in parte coincidente con quella del disco: oltre al leader, al flauto e alla direzione Sergio Casale, autore dei preziosi arrangiamenti, Natalino Marchetti alla fisarmonica, per la parte italiana; poi l’ensemble dei solisti della Jordanian National Orchestra: la violinista tedesca Anna Maria Matuszczak, il contrabbassista siriano Bassem Al Jaber, il percussionista giordano Zayd Mseis, il violista iracheno Mohammad Al Battat e l’oboista rumeno Laurentiu Baciu. Dopo una breve introduzione (Amman), Smile immergeva l’uditorio nelle atmosfere sognanti del disco, evidenziando la suggestiva commistione tra il caratteristico suono soffiato della tromba e del flicorno di Aquino, su cui ricadeva la massima parte dell’onere solistico improvvisativo, e l’organico a disposizione, garantita da un lavoro di arrangiamento davvero encomiabile. Dopo Petra, è stata la volta del mosso Aqustico, ripetuto alla fine del concerto anche come bis, con spazio per un assolo di fisarmonica. Wadi Rum si è confermato come il brano più suggestivo del progetto, con il suo iniziale camerismo intenso e coinvolgente e la varietà di atmosfere, seguito da Baciu, Bedouin Blues 3.0, Ninna nanna x PG. Sala gremita anche grazie alla presenza di diplomatici giordani, e pubblico attento, partecipe e soddisfatto.

Vincenzo Fugaldi