Il leggendario chitarrista Larry Coryell è improvvisamente mancato a New York City

Il 19 febbraio è morto a New York City Larry Coryell, dopo aver suonato il 17 e il 18 all'Iridium. Forse fu il vero padre del jazz-rock.

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Il 19 febbraio è morto a New York City Larry Coryell, dopo aver suonato il 17 e il 18 all’Iridium.
Forse il vero padre del jazz-rock Coryell ha introdotto negli anni Sessanta nella chitarra jazz un timbro tagliente e l’uso dei bending derivati direttamente dal blues e dal country pur essendo pienamente cosciente del linguaggio bebop.
A suo agio con la chitarra acustica quanto con l’elettrica il chitarrista texano era cresciuto a Seattle dove suonava la chitarra da dilettante laureandosi in giornalismo. Negli anni Sessanta dopo il trasferimento a New York debutta in un disco di Chico Hamilton, The Dealer, in cui spicca il suo timbro distorto ispirato più a Chuck Berry che a Jim Hall. Nella sua band psichedelica suonava anche il sitar e creava i primi esempi di jazz-rock con Jim Pepper ai fiati. Alla fine degli anni 60 dopo aver lavorato con Gary Burton, Herbie Mann e Jack Bruce pubblica i due album che segnano la sua affermazione, Lady Coryell e Coryell.
Subito dopo arriva il suo album più celebre, Spaces, insieme a John McLaughlin. Con tempi velocissimi e feroci scambi il disco è un manifesto del jazz-rock che includeva magnifici interventi di Miroslav Vitous al basso acustico e il poderoso batterista Billy Cobham. Ha pubblicato oltre 60 album tra cui quelli della sua band The Eleventh House, ha collaborato con Carla Bley e Miles Davis,  Ron Carter e Chet Baker.
Il suo ultimo disco è il capolavoro Barefoot Man: Sanpaku, la sua formazione letteraria si riflette nelle composizioni originali ispirate alla narrativa di Leo Tolstoi e James Joyce.
Particolarmente significativa la sua poliennale collaborazione con L. Subramaniam. 

Il suo delicatissimo accompagnamento acustico nel disco From The Ashes del 1999 in omaggio alla moglie scomparsa del violinista indiano testimonia l’ampiezza della sua gamma espressiva.

Monica Carretta