KEITH JARRETT AL TEATRO SAN CARLO DI NAPOLI

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Keith Jarrett

18 maggio, Napoli teatro San Carlo

Keith Jarrett, pianoforte

La voce fuori campo ricorda a tutti il bon ton formato Jarrett e, con uno zefiro di emozione, cita l’energia silenziosa del pubblico «che potrebbe favorire numerosi bis». Profetica la voce senza volto, perché Keith Jarrett lascia a bocca aperta il pubblico educato e passionale del teatro San Carlo, gremito come non mai, sfoderando quasi due ore e mezza di concerto, con anche quattro bis. A settant’anni sembra rinato: è sfolgorante, spiritoso, instancabile. Jarrett solo è il sinallagma di improvvisazione senza rete. E così fa tra note soffiate, pesate e romantiche, con vamp e variazioni melodiche cariche di fisicità, sfoderando anche tre blues appassionati e nei bis regala anche una gettata di vigorosi clusters che azzerano qualsiasi cellula melodica e frantumano le insignificanti barriere tra jazz e classica contemporanea. C’è spazio anche per quattro chiacchiere con il pubblico: risponde a un paio di domande lanciate da un simpatico astante e, udite udite, si lascia ammantare anche dai flash dei telefonini.

Alceste Ayroldi

Un approfondimento sarà pubblicato nel numero di agosto della rivista, nella sezione Colti sul fatto.