Jazz Festival città di Mortara 2017

Si terrà dal 23 al 26 marzo la IV edizione del Jazz Festival Città di Mortara (Pavia).

1504

Si terrà dal 23 al 26 marzo la IV edizione del Jazz Festival Città di Mortara (Pavia).
Ecco il programma completo:
GIOVEDÌ 23 MARZO
Civico 17 – ore 17.00 – ingresso libero
MORENO-PRINCIPE DUO BRAZIL
(Cesar Moreno: voce, piano elettrico e basso synth – Ermanno Principe: voce e batteria)
Con un repertorio incentrato sul brazil-jazz, il duo milanese-brasiliano propone brani della musica popolare brasiliana e grandi classici della musica jazz rivisitati in chiave bossanova.
Cesar Moreno inizia la sua attività in Brasile studiando organo elettronico e pianoforte. Ben presto si dedica anche al canto, all’arrangiamento e alla composizione di brani propri e ottiene un grandissimo successo in tutto il territorio brasiliano con il gruppo pop-rock Aerocirco. Nel 2007 si trasferisce a Milano, dove intraprende un’intensa attività sia come musicista che come produttore, arrangiatore e insegnante.
Ermanno Principe è uno dei più noti batteristi della scena jazzistica italiana. Polistrumentista (suona anche la chitarra e il pianoforte), paroliere e cantante, collabora con musicisti di fama internazionale tra cui Luigi Buonafede, Franco D’Andrea, Sonny Taylor, Larry Nocella, Joe Diorio, Carlo Atti, Barry Harris, Steve Grossman, Paul Jeffrey, Dado Moroni. È inoltre docente di batteria e di canto moderno.

Auditorium di Mortara – ore 21.00 – ingresso 12 euro
STEFANO BAGNOLI WE KIDS TRIO
(Stefano Bagnoli: batteria – Giuseppe Vitale: pianoforte – Stefano Zambon: contrabbasso)
Scoprendo un naturale istinto da talent scout, già nel 2011 Stefano Bagnoli forma il suo primo trio affiancandosi a due giovanissimi talenti. Con l’intento di mantenere in vita We Kids come marchio portafortuna per nuove generazioni di talenti, Bagnoli rinnova la line up nel 2016 chiamando a sé altri due giovanissimi fuoriclasse, Giuseppe Vitale e Stefano Zambon, entrambi vincitori di borse di studio alle scorse edizioni del Jazz Festival Città di Mortara. Con uno stile che unisce la tradizione con il linguaggio moderno delle nuove generazioni, il trio rende omaggio all’essenza innovativa e multiforme del jazz, proponendo il repertorio intramontabile di Armstrong, Waller, Goodman ed Ellington.
Stefano “Brushman” Bagnoli vanta una straordinaria attività discografica e prestigiosissime collaborazioni (Clark Terry, Harry Edison, Buddy De Franco, Johnny Griffin, Tom Harrell, Miroslav Vitous, Joe Lovano, Bob Mintzer, Randy Brecker, Uri Caine e Gil Goldstein). Da anni suona con Paolo Fresu, Paolo Jannacci, Dado Moroni, Franco Cerri, Franco Ambrosetti, oltre a collaborare ai nuovi progetti jazzistici di Massimo Ranieri e Karima. Talent scout e leader di proprie formazioni con lo scopo di promuovere giovani talenti, riveste anche un rilevante ruolo didattico sia come docente che come autore di numerosi metodi sulla batteria jazz e sulle spazzole.

ANTONIO FARAÒ TRIO
(Antonio Faraò: piano – Marco Ricci: contrabasso – Ruben Bellavia: batteria)
Autentica punta di diamante del panorama jazz internazionale, pianista ammirato da Herbie Hancock, Antonio Faraò possiede uno stile inconfondibile che unisce brillantezza tecnica con un’impetuosa carica emotiva, una notevole vena compositiva e un travolgente senso del ritmo. Ha suonato con artisti del calibro di Joe Lovano, Didier Lockwood, Miroslav Vitous, Jack Dejohnette, Chris Potter etc.
Nato a Roma nel 1965, inizia a studiare pianoforte all’età di 8 anni e si dimostra subito un bambino prodigio. A suggellare un percorso musicale straordinariamente ricco di successi e premi, nel 1998 arriva il più prestigioso dei riconoscimenti: il primo premio al “Concorso Internazionale Piano Jazz Martial Solal”, indetto dalla Città di Parigi ogni 10 anni. Un evento che lancia Faraò ancora più intensamente nei circuiti europei della musica contemporanea e lo porta a incidere album da leader per le più prestigiose etichette italiane e straniere e con artisti di fama mondiale. Il 30 aprile 2015, a Parigi, Antonio Faraò ha partecipato all’ International Jazz Day, evento mondiale del jazz organizzato dall’Unesco e dalle Nazioni Unite, assieme a mostri sacri del jazz come Herbie Hancock, Wayne Shorter, Dee Dee Bridgewater, Marcus Miller, Al Jarreau. Dal 2015 è il direttore artistico del festival di jazz UnoJazz Sanremo.

VENERDÌ 24 MARZO
Cum Lounge Bar – ore 18.00 – ingresso libero
SORIANI-FORTE ITALIAN JAZZ DUO
(Daniele Soriani: chitarra e voce – Tazio Forte: fisarmonica e pianoforte)
Daniele Soriani e Tazio Forte, entrambi vigevanesi, iniziano a collaborare nel 1999, sia in duo che con la band swing Ensemble Vinaccia. Da sempre la loro ricerca musicale è orientata verso una forma di canzone che coniuga la grande tradizione autorale e cantautorale italiana con i ritmi da ballo americani e l’improvvisazione. Il duo si ispira ai cantautori italiani che maggiormente hanno strizzato l’occhio allo swing (Paolo Conte, Fred Buscaglione, Renato Carosone, Vinicio Capossela) e tutta la generazione di autori, parolieri e cantanti (da Giovanni D’Anzi a Lelio Luttazzi, passando per Mario Consiglio, Mario Panzeri, Cesare Bixio, Ennio Neri, Natalino Otto, Alberto Rabagliati, Gilberto Mazzi), che insieme ai gruppi vocali come il Quartetto Cetra e il Trio Lescano hanno portato avanti dagli anni ’30 in poi il felice connubio tra la musica italiana e i ritmi d’ oltreoceano.

Auditorium di Mortara – ore 21.00 – ingresso 12 euro

ROBERTO OLZER TRIO
(Roberto Olzer: pianoforte – Yuri Goloubev: contrabbasso – Mauro Beggio: batteria)
Nato nel 2011, il Roberto Olzer Trio vanta un’intensa attività concertistica e la pubblicazione di ben 3 album. Il repertorio del trio è straordinariamente vario e, oltre a composizioni originali, comprende brani di origine classica, romantica e tardo-romantica (di autori come Schumann, Skrjabin e Poulenc) e del mondo pop (come Sting o i Police). Due degli album del gruppo, Steppin’ Out (nel 2013) e Dreamsville (nel 2016), sono stati votati dalla rivista giapponese Jazz Critique Magazine come miglior cd di jazz strumentale dell’anno. Grazie a questi riconoscimenti, il Roberto Olzer Trio ha già effettuato 3 tournée in Giappone.

FRANCO CERRI QUARTET
(Franco Cerri: chitarra – Alberto Gurrisi: organo Hammond – Luca Garlaschelli: contrabbasso – Tommy Bradascio: batteria)
Il quartetto capitanato da Franco Cerri, celebre musicista milanese considerato il chitarrista italiano più autorevole nel campo del jazz a livello internazionale, spazia da composizioni originali a brani dei più grandi autori di musica jazz (come George Gershwin, Cole Porter, Irving Berlin, Carlos Jobim, Duke Ellington, Toots Thielemans), enfatizzando gli aspetti timbrici dei 4 strumenti in un gioco di interplay e grande complicità, garantiti da anni di collaborazione e da un’innata affinità musicale.
Franco Cerri nasce a Milano nel 1926. La sua vita di musicista, iniziata da autodidatta, comincia nel 1945 al fianco di Gorni Kramer con Bruno Martelli, Franco Mojoli, Carlo Zeme e il Quartetto Cetra. Nel 1949 si ritrova a suonare con Django Reinhardt, la sua prima, vera ispirazione chitarristica. Nel corso degli anni ha suonato al fianco dei più grandi nomi del jazz mondiale: oltre a Django Reinhardt e Gorni Kramer, ha collaborato con artisti del calibro di Chet Baker, Gerry Mulligan, Billie Holiday, Lee Konitz, Dizzy Gillespie e Jean Luc Ponty, solo per citarne alcuni. Cerri ha inoltre suonato, già a partire dagli anni ’50, con molti nomi della canzone italiana, tra cui Bruno Martino, Renato Carosone, Nicola Arigliano, Mina e Roberto Vecchioni. Ha partecipato a più di 750 trasmissioni televisive e ha condotto alcuni programmi Rai tra i quali “Fine serata da Franco Cerri”, “Il Jazz in Italia”, “Il Jazz in Europa”, “Di jazz in jazz” e “Jazz primo amore”.

SABATO 25 MARZO
Sede ANFFAS (Villa Gregotti) – ore 16.00 – ingresso libero
CORTESI-GAROFOLI DUO
(Daniela Cortesi: voce – Fabrizio Garofoli: pianoforte)
Il repertorio del duo, nato tre anni fa, attinge a standard jazz di autori come Gershwin, Jobim, C. Porter, riproposti in modo brioso e ricco di contaminazioni classiche e moderne.
Cantante, cantautrice e insegnante di canto, Daniela Cortesi ha all’attivo due album di brani propri, ha partecipato a prestigiosi programmi televisivi e ha collaborato con numerosi musicisti in ambito jazz, soul, pop e rock.
Diplomato in pianoforte, Fabrizio Garofoli ha frequentato i corsi jazz di Siena con i maestri E. Pieranunzi ed Enrico Rava. Ha vinto concorsi internazionali di jazz e collaborato con gruppi di musica latino-americana. Ha composto musiche per spettacoli letterari, di danza e teatrali. Tiene concerti di musica classica e jazz.

Libreria “Le mille e una pagina” – ore 17.00
ALESSANDRO DE ROSA presenta il libro INSEGUENDO QUEL SUONO – LA MIA MUSICA, LA MIA VITA
Inseguendo quel suono. La mia musica, la mia vita è l’autobiografia del Maestro Ennio Morricone scritta in conversazione con il giovane compositore Alessandro De Rosa.
Il libro, nato dall’incontro dei due autori, da cui è scaturita una profonda amicizia, è già in traduzione in sei lingue fra le più parlate al mondo e contiene nella sua ultima sezione alcune importanti testimonianze di altri tre premi Oscar, Bernardo Bertolucci, Giuseppe Tornatore e Luis Bacalov, oltre che un esilarante intervento di Carlo Verdone e uno, più nostalgico, di Giuliano Montaldo.
Sinossi Estesa: Ennio Morricone, uno dei più rinomati ed influenti compositori del nostro tempo si racconta in una lunga intervista – che in realtà è una lunga conversazione – con un giovane compositore, musicologo e amico, Alessandro De Rosa. A essere esplorati sono la vita del Maestro, le esperienze e le relazioni che lo hanno imposto a livello internazionale, così come lo sviluppo del suo linguaggio musicale, e più in generale il suo pensiero in relazione al contesto storico, sociale e culturale che lo ha avvolto e con cui ha interagito. Partendo da condizioni anagrafiche, storiche ed esperienziali diverse, Morricone e De Rosa gettano uno sguardo non solo sulla biografia del compositore e sulla sua musica, ma anche sulla società contemporanea, mettendo in luce alcuni contrasti, paradossi e contraddizioni del nostro tempo. Seguendo queste conversazioni ci si rende conto ben presto che parlare con Ennio Morricone significa affrontare riflessioni sul nostro tempo, sul futuro e sul passato: la crisi della musica colta durante il XX secolo, l’avvento della radiofonia e della televisione, lo sviluppo del cinema, della discografia, e più in generale della società dei consumi. Ennio Morricone racconta la sua vita, attraverso il suo lavoro, le sue esperienze e relazioni con: Luciano Salce, Sergio Leone, Pier Paolo Pasolini, Gillo Pontecorvo, Elio Petri, Giuseppe Patroni Griffi, Fellini, Lizzani, Corbucci, Tessari, Rosi, Bolognini, Scola, Bertolucci, Argento, Clint Eastwood, Quentin Tarantino, Brian De Palma, Oliver Stone, Terrence Malick. E ancora, tra i moltissimi altri Mina, Modugno, Gino Paoli, Totò, John Cage, Goffredo Petrassi, Luciano Berio, Franco Evangelisti, Luigi Nono, Karlheinz Stockhausen. Al centro di tutto la sua esperienza umana e il suo linguaggio musicale, il cui modo di generarsi – ci si renderà conto leggendo – si intreccia sorprendentemente con i misteri della vita, dell’identità e con i dubbi che da sempre hanno spinto l’uomo ad interrogarsi sul senso dell’esistenza. Morricone ci dice perché scrive e come scrive. I suoi racconti e le sue riflessioni offrono spunti per tentare di dare risposte a domande fondamentali e provocatorie come: che cos’è la musica? da dove nasce? Ha ancora senso studiarla oggi e quali sono i suoi scopi? Come si ascolta la musica contemporanea? Il testo ha l’ambizione di rivolgersi a tutti, conoscitori di musica e semplici amatori, studenti, appassionati di cinema e di pensiero in generale.
Alessandro De Rosa (1985) ha iniziato gli studi di chitarra per poi proseguire con quelli di composizione su consiglio di Ennio Morricone. Ha studiato con Boris Porena e si è diplomato in Olanda al Conservatorio Reale dell’Aja. Ha collaborato come compositore e arrangiatore con Jon Anderson degli Yes. Lavora per la Rai e, come Head of A&R and Talent Manager, per Pastelle Music. 

Auditorium di Mortara – ore 21.00 – ingresso 12 euro

 INSIDE JAZZ QUARTET
(Tino Tracanna: saxofoni – Massimo Colombo: pianoforte – Attilio Zanchi: contrabbasso – Tommaso Bradascio: batteria)
Il quartetto formato da musicisti di fama internazionale, ciascuno dei quali con un curriculum d’eccezione, presenta il suo secondo album “Four by Four”, un omaggio ad alcuni fra i più importanti e significativi compositori jazz del Novecento: Billy Strayhorn, Charles Mingus, Dave Holland e Kenny Wheeler. Nel disco ognuno dei membri della band ha selezionato due brani dei compositori scelti e ha scritto un brano dedicato e ispirato allo stile degli autori, in un confronto tra autori ormai classici e altri contemporanei di assoluto interesse.
Tino Tracanna, toscano ma livornese di nascita, dal 1981 ai primissimi anni ‘90 è stato membro del gruppo di Franco D’Andrea, col quale ha partecipato a svariati festival jazz nazionali e internazionali e ha inciso vari album. Dal 1983 fa parte del quintetto di Paolo Fresu, col quale incide molti album pluripremiati. Dal 1985 realizza propri progetti discografici con diversi organici, ha all’ attivo più di 100 incisioni da solista ed è coordinatore dei corsi jazz del Conservatorio di Milano.
Massimo Colombo, compositore, arrangiatore e pianista milanese, ha collaborato con jazzisti italiani e internazionali ed è stato membro fondatore del trio Linea C. Ha collaborato con la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Muti e ha realizzato 21 cd come autore. Ha scritto raccolte di composizioni per pianoforte e musica da camera, è coordinatore didattico dell’enciclopedia multimediale di tastiere e pianoforte e scrive su riviste specializzate. Insegna arrangiamento jazz al Conservatorio di Milano ed è responsabile della sezione pianoforte e teoria-armonia del CPM Music Institute.
Attilio Zanchi, milanese, dopo diverse esperienze nei più diversi generi musicali, nel 1978 inizia a studiare il contrabbasso e si perfeziona sia in Italia che in Canada e negli Stati Uniti. Nel 1979 entra a far parte dell’Open Form Trio con P. Bassini e G. Prina. Ha collaborato con il gruppo di Franco D’Andrea e con quello di Paolo Fresu, del quale fa parte tuttora. Suona con moltissimi celebri jazzisti americani ed europei in tour, registrazioni, concerti e session.
Tommaso Bradascio, batterista e percussionista, vanta un’intensa attività concertistica in diversi generi musicali (pop, jazz, classico e contemporaneo). Nel campo della musica classica ha collaborato con l’Orchestra “G.Verdi” del Conservatorio di Milano e ha fatto parte del gruppo di percussioni “Naqqara” diretto dal Maestro Maurizio Ben Omar. Nel jazz, ha collaborato con il pianista scomparso Sonny Taylor e lavora stabilmente con musicisti di fama internazionale.

MASSIMO MINARDI M4ET
(Massimo Minardi: chitarra – Michelangelo Decorato: pianoforte – Stefano Solani: contrabbasso – Nicola Stranieri: batteria)
Di chiaro sapore europeo, il quartetto ideato e capitanato da Massimo Minardi, che ha composto quasi interamente il repertorio del gruppo, presenta il progetto “Heading North”, ispirato al sound che Manfred Eicher inventò fra gli anni Settanta e Ottanta dando vita con la sua etichetta discografica ECM a una vera e propria scuola di pensiero innovativa. Prendendo spunto da quell’innovazione, M4et cerca un suono nuovo, dove l’elemento centrale è rappresentato da una ricerca melodica che si impone annullando stili ed etichette, portando armonia e ritmo ad assecondare esigenze sonore che vanno anche oltre il confine jazzistico, lasciando che la narrativa diventi l’unico punto focale per l’ascoltatore.
Massimo Minardi, jazzista, chitarrista, compositore e arrangiatore, nei primi anni di attività suona con i veterani del jazz italiano (Bruno De Filippi, Renato Sellani, Sergio Fanni, Gianni Basso…). Incontra musicisti di varie estrazioni e provenienze (Paul Jeffrey, Adi Souza, Charles Ross, Juan Trigos, Robertinho Silva, Jim Hall, John Abercrombie…) legando il proprio nome non solo al jazz tradizionale ma anche alla musica brasiliana e all’avanguardia, incidendo più di 20 cd, di cui molti a suo nome. Ha partecipato a festival nazionali e internazionali (in Italia, Germania, Messico, Guatemala, Brasile), e ha tenuto seminari e masterclass in alcuni conservatori stranieri.

DOMENICA 26 MARZO
Piazza Vittorio Emanuele II – ore 14.00
DELTA STREET BAND
(Massimo Mantovani: flauto, sassofoni – Cristoph Monferini: trombone – Niccolò Omodeo Zorini: sax baritono – Piercarlo Barattini: tromba – Filippo Coppi: banjo)
La Delta Street Band si forma nel 2017 ed è composta da cinque elementi ad assetto variabile. Propone un repertorio, vario ed elaborato, di standard jazz ed evergreen in stile dixie, molto divertente e coinvolgente da ascoltare.
Massimo Mantovani, polistrumentista, si è diplomato in clarinetto al Conservatorio di Novara. Ha suonato per diversi anni a bordo di navi da crociera ed ha collaborato con grandi nomi della musica italiana e internazionale. Suona il flauto e il sax (soprano, alto e tenore), è docente di educazione musicale e, dal 2015, è presidente della Nuova Filarmonica Aronese. Cristoph Monferini si diploma in trombone al Conservatorio di Novara. Vanta numerose partecipazioni in svariate formazioni di musica leggera e bandistica. È stato direttore del corpo musicale di Baveno, è direttore della formazione “Young Band”, sempre di Baveno, e dal 2016 è direttore stabile della Nuova Filarmonica Aronese. Niccolò Omodeo Zorini, vanta svariate collaborazioni sia in ambito jazzistico che nella musica leggera. Docente di sax nella scuola allievi della Nuova Filarmonica Aronese e presso altre scuole a indirizzo bandistico, si sta tuttora perfezionando sotto la guida del Maestro Claudio Guida. Piercarlo Barattini vanta svariate collaborazioni in trasmissioni televisive Rai e diverse partecipazioni in note big band del novarese. Filippo Coppi, altro elemento fondamentale del gruppo, vanta numerose apparizioni con svariate formazioni della zona. In occasione della partecipazione al Jazz Festival di Mortara, il gruppo si arricchirà di due ospiti speciali, i percussionisti Riccardo Barattini e Luciano Beja.

JAZZONFIVE
(Antonio Riccio: tromba – Dario Bertaggia: sax – Paolo Callegaro: chitarra – Andrea Burgio: basso – Piero Forciniti: batteria)
Il quintetto, nato nel 2014, propone standard che hanno fatto la storia del repertorio jazzistico internazionale, rivisitati sia in chiave classica che moderna.  In repertorio trovano posto, tra gli altri, grandi classici come Summertime di G. Gershwin, Watermelon Man di H. Hancock, Spain di Chick Corea, Now’s The Time di Charlie Parker.

CASAROTTI-COMEGLIO DUO
(Caterina Comeglio: voce – Luca Casarotti: pianoforte)
Il Casarotti-Comeglio Duo è un progetto artistico che si basa su otto anni di condivisione musicale, ricerca, sperimentazione e amicizia. I suoi due componenti hanno infatti intrapreso un percorso musicale nato dal jazz ma che si è presto avventurato per le strade della musica d’autore, pop, rock ed elettronica. L’intento dei musicisti è quello di accompagnare passo per passo ogni ascoltatore, dal profondo conoscitore al novizio, verso una scoperta e riscoperta di canzoni e storie. È un invito ad ascoltare, riflettere e sorprendersi. Il Casarotti-Comeglio Duo presenterà il suo primo album “SongREwriting”, in cui reinterpreta in modo personalissimo successi di artisti italiani e stranieri come Bruce Springsteen, Fabrizio De André, Tom Waits, Stephen Sondheim, Elio e le Storie Tese, Stevie Wonder, Franco Battiato, Björk, Radiohead.

Auditorium di Mortara – ore 21.00 – ingresso 12 euro
OXANA LATIN TRIO
(OxanaTchijevskaia: piano, voce – Giannicola Spezzigu: basso elettrico – Gianfilippo Invincibile: batteria)
Il repertorio del gruppo bolognese, formatosi nel 2014, spazia dalle sonorità caraibiche e afro-cubane di Michel Camilo alle musiche brasiliane di Tania Maria, passando per alcuni brani originali composti dalla cantante russa OxanaTchijevskai, nata a San Pietroburgo e trasferitasi in Italia vent’anni fa.

THE CADILLAC SWINGERS
(Marco Fleba: voce – Mauro Canclini: tromba – Daniele Gardino: sax – Daniele De Palma: piano – Piero Deliperi: basso – Luca Roffino: batteria)
The Cadillac Swingers nascono nel novembre 2016. Il gruppo, che va alla riscoperta della musica in voga negli anni Quaranta e Cinquanta, si ispira ad artisti come Nat King Cole, Frank Sinatra, Cole Porter, Louis Prima, senza dimenticare capisaldi della tradizione italiana, in special modo partenopea; sono infatti evidentissimi i riferimenti a Buscaglione, Carosone, Rabagliati. Nel repertorio della band convivono, tra gli altri, brani celebri come Tu vuo’ fa l’americano, Just a gigolo, Malafemmena, Everybody loves somebody, Carina, My kind of girl, That’s amore, Route 66.

ANDREA TOFANELLI & WALLY’S BIG BAND in “TRIBUTO A MAYNARD FERGUSON”
Lo straordinario trombettista Andrea Tofanelli e la Wally’s Big Band presentano il loro tributo al musicista canadese Maynard Ferguson, noto in tutto il mondo per essere stato uno tra i più grandi acutisti della tromba, oltre che grande jazzista e band leader. In scaletta brani celebri del repertorio storico di Ferguson, tra cui Hey Jude dei Beatles e Gonna Fly Now di Bill Conti, tema principale della colonna sonora del film Rocky.
Andrea Tofanelli, tra i più talentuosi e conosciuti trombettisti italiani, inizia la sua eccezionale carriera a soli 14 anni, suonando come prima tromba in molte big band professionali della Versilia. Ha inciso più di 500 dischi, molti dei quali hanno ottenuto Dischi d’Oro e di Platino in Italia e all’Estero, collaborando con i più prestigiosi artisti italiani e internazionali. Sia in ambiti jazz che in contesti classici e di musica leggera, si è esibito in Giappone, Stati Uniti, Canada, Australia, Germania, Norvegia, Inghilterra, Lussemburgo, Malta, Finlandia, Francia, Russia, Liechtenstein, Austria, Svizzera, Olanda, Belgio, Scozia, Polonia, Grecia, Spagna, Portogallo, Egitto, Serbia e Principato di Monaco. Negli ultimi 25 anni ha partecipato anche a show televisivi (ad oggi circa 100) per Rai, Mediaset, LA7, e Sky. Dal 2000 al 2010 è stato anche direttore artistico del “Dean Benedetti Jazz Festival” di Torre del Lago Puccini (LU). Dal 2003 è un artista e clinician internazionale Yamaha.
La Wally’s Big Band viene fondata 24 anni fa da Claudio “Wally” Allifranchini e vede in organico musicisti, professionisti e non, delle provincie di Novara, Vercelli, Biella e Verbania. Vanta diverse collaborazioni con musicisti come Sergio Rigon, Gigi Cifarelli, Nick The Nightfly, Sandro Gibellini, Fabrizio Bosso.
http://www.jazzfestivalcittadimortara.it