Jazz all’Auditorium Parco della Musica di Roma: il programma di febbraio

Il programma dettagliato e giornaliero degli appuntamenti con il jazz previsti a febbraio.

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Giovedì 1 febbraio – ore 21

Teatro studio Borgna, viale de Coubertin

The New Breed

The New Breed
Giuditta “Judy” Puccinelli, voce
Danilo Visco, basso elettrico, voce, percussioni
Alessandro Forlini, pianoforte
Riccardo Spilli, batteria
Stefano Rossini, percussioni
Titto Ceccarelli, chitarra
Ospite: Enrico Ghelardi, sassofoni
he New Breed propongono un omaggio al percorso artistico di Flora Purim, cantante brasiliana famosa per le sue collaborazioni con Stan Getz, Hermeto Pascoal, Wayne Shorter, Chick Corea e Jaco Pastorius, una cantante che ha realizzato un ponte tra la musica brasiliana e quella afroamericana. Alcuni brani del repertorio di Flora Purim risalenti agli anni ’70 e ‘80 sono stati rivisitati dai New Breed secondo le proprie inclinazioni artistiche, creando una musica che spazia da atmosfere fusion a quelle proprie del samba jazz e del jazz-rock, fuse insieme in un linguaggio musicale senza confini di generi.
Biglietti: Posto unico 15.00€

Domenica 4 febbraio – ore 21
Sala Santa Cecilia, viale de Coubertin

Goran Bregovic

Goran Bregovic
Torna all’Auditorium Parco della Musica Goran Bregović Orchestra. Molti musicisti sarebbero felici con solo un frammento della carriera di Goran Bregović. Compositore contemporaneo, musicista tradizionale o rock star, non ha dovuto scegliere – ha combinato tutto per inventare una musica che è allo stesso tempo universale e assolutamente sua. Cinque anni dopo l’album Champagne for Gypsies, Bregović torna con una nuova produzione incentrata sul tema della diversità religiosa e della coesistenza pacifica: “Three Letters from Sarajevo”. Gorab Bregović porta in sé il melting pot che prova a raccontare nel nuovo album. «Io sono di Sarajevo, sono nato su una frontiera: l’unica dove si incontravano ortodossi, cattolici, ebrei e musulmani. Mio papà è cattolico, mia mamma è ortodossa, mia moglie è musulmana. E mi sento anche un po’ gitano, forse perché per mio padre, colonnello dell’esercito, era inaccettabile che facessi il musicista, un mestiere “da gitano”, come diceva lui». E’ infatti la storia di Sarajevo con le sue tante credenze, identità, con i suoi complessi paradossi che ha ispirato il nuovo album di questo nativo di Sarajevo, Goran Bregović. Per l’occasione all’album hanno partecipato voci meravigliose ed esplosive: Bebe, Riff Cohen, Rachid Taha, Asaf Avidan. Pochi musicisti sono riusciti a sviluppare un’arte così varia, che combina insieme una così grande varietà di stili e tecniche senza perdere la propria identità. Un pezzo di Bregović può essere riconosciuto al primissimo ascolto e sembra sempre diretto al mondo intero, senza distinzione di razza, sesso, età e religione. In concerto Goran Bregović sarà accompagnato da un orchestra di 19 elementi.
Biglietti: da 26.10 a 47.50

Lunedì 5 febbraio – ore 21
Teatro studio Borgna, viale de Coubertin

Raffaele Casarano e Mirko Signorile

Raffaele Casarano & Mirko Signorile
Raffaele Casarano, sassofoni
Mirko Signorile, pianoforte
L’Amour entre autres choses In Francia si dice che tutto finisce in canzone. Nel ventesimo secolo tanti grandi artisti francesi, da Gainsbourg a Aznavour, da Ferré a Piaf, hanno lasciato un pezzo di quel puzzle che è la storia della Francia, ispirazione per molti cantautori italiani. A questi anarchici, esistenzialisti, intellettuali Casarano e Signorile dedicano le loro note in riletture/rievocazioni libere e di respiro ampio che vogliono essere un modo per riattualizzare contenuti sempre “vivi” tornando a intessere musica densa di narrazioni e sfumature, melodica e ricca di innovative tessiture sonore, capaci di donare maggiore linfa e spazio creativo alla difficile figurazione stilistica del classico duo jazz, già protagonista di interessanti lavori per la Tǔk Music di Paolo Fresu. Dopo anni di collaborazione nel quartetto Locomotive, i due si muovono adesso su equilibri perfetti ed efficaci e con un’intesa musicale profonda, che non conosce quasi paragoni, tanto da rendere questa piccola formazione una delle più amate e richieste in Italia. La loro musica ripercorre ed enfatizza la profonda poetica già incontrata nei precedenti lavori lavorando attorno ad un tessuto sonoro fatto di ombre, chiaroscuri, pause, atmosfere del sogno, capace di creare una dimensione intima e domestica, un sud ideale che resta sullo sfondo e di tanto in tanto torna a essere il protagonista assoluto.
Biglietti:Posto unico 15.00€

Venerdì 9 febbraio – ore 21
Sala Petrassi, viale de Coubertin

Dave Douglas

Dave Douglas 5tet
Dave Douglas, tromba
Jon Irabagon, sassofoni
Matt Mitchell, pianoforte e tastiere
Linda Oh, basso
Rudy Royston, batteria
Dave Douglas ha abituato il pubblico a continue sorprese, tra jazz dentro e fuori dai canoni classici, klezmer, elettronica. Emerso nel corso degli anni Novanta, si è presto imposto come trombettista simbolo di quella zona jazzistica nella quale mainstream e avanguardia sfumano l’uno nell’altra. Parallelamente alla propria attività solistica, che ha dato vita a numerosi gruppi di successo, Douglas ha collaborato con i creativi newyorkesi più influenti degli ultimi decenni: John Zorn, Don Byron, Uri Caine, Bill Frisell, assieme ai quali ha plasmato un nuovo corso per la musica improvvisata. Oggi, dall’alto della sua posizione di trombettista pluripremiato, Douglas gestisce una propria label, con la quale produce anche altri musicisti, continuando a individuare le nuove tendenze della musica creativa. Con il suo quintetto, che ha esordito su disco nel 2012 (Be Still) e da allora ha lasciato altre due prove (Time Travel, 2013, e Brazen Heart, 2015), Douglas mette bene in chiaro il suo legame col linguaggio forte del jazz, quello di matrice post boppistica.
Biglietti:Posto unico 20.00€

Sabato 10 febbraio– ore 21
Teatro Studio Borgna, viale de Coubertin

Baba Sissoko & Antonello Salis

Baba Sissoko & Antonello Salis
Baba Sissoko, tamani, n’goni, voce
Antonello Salis pianoforte, fisarmonica, tastiere
Inedito, tellurico incontro fra due musicisti, Baba Sissoko & Antonello Salis, tra i più effervescenti della scena jazz internazionale, per un concerto “senza reti”, dove ritmi tradizionali africani e improvvisazione jazz si fondono in uno spettacolo pirotecnico e pieno di energia creativa. Baba Sissoko, africano del Mali, é discendente da una grande famiglia di Griot, figure erranti che detengono e tramandano il sapere, la tradizione, la storia e la cultura locale. Inizia la sua carriera suonando il Tamani (tamburo parlante), accompagnando il nonno nei suoi viaggi. Il suo stile è estremamente particolare: alle melodie e ritmi propri della sua tradizione africana, fonde sonorità delle musiche nere occidentali come il jazz e il blues, reinterpretandole in una chiave decisamente originale. Sissoko divide questo progetto con il pianista e fisarmonicista Antonello Salis, in un incontro nel quale ognuno di loro cerca di riallacciare i legami con le radici della musica afroamericana, riattivando una serie di cortocircuiti storico musicali. La presenza di Salis non è assolutamente eccentrica, dal momento che il pianista sardo è per molti versi il più “fisico” ed africano dei jazzisti italiani e sa muoversi con eccezionale creatività sui sentieri delle improvvisazioni più ardite.
Biglietti:15 €

Domenica 11 febbraio – ore 18
Teatro studio Borgna, viale de Coubertin

Italian Brass Band

Richard Marshall & Italian Brass Band
L’Italian Brass Band è un ensemble composto da soli ottoni e percussioni e nasce a Roma nel 2013 sotto la guida del Maestro Filippo Cangiamila. In soli quattro anni ha vinto cinque premi internazionali esibendosi in teatri di prestigio e collaborando con musicisti di caratura internazionale. Questa sera, nella quale si presenterà un repertorio originale dal sapore “cinematografico”, alla maniera di John Williams, la Italian Brass Band si onora di aggiungere un nome importante alla schiera delle sue collaborazioni portando un po’ di puro English Style a Roma con il M° Richard Marshall, cornetta solista della più celebre Brass Band Inglese, conosciuta in tutto il mondo: La Black Dyke Brass Band.
Biglietti: Posto unico 15.00€

Lunedì 12 febbraio – ore 21
Teatro studio Borgna, viale de Coubertin

Indaco Project e Qimar

Indaco Project e Qimar
Mario Pio Mancini bouzuki, mandola
Valeria Villeggia voce e arpa
Domenico Amicozzi percussioni
e con
Bruno Zoia contrabbasso
Carla Cocco voce
Claudio Corvini tromba
Gian Michele Montanaro tamburello
Graziana Giansante, Dumaina, Gaia Saida Baccari
Tornano in concerto gli Indaco, storico gruppo etno-world italiano, con i loro brani più belli che si arricchiscono sia di nuove composizioni che fondono le calde sonorità della musica tradizionale italiana con quella nordica irlandese, che dell’incontro con le sonorità dei Qimar, i quali interpretano brani la cui matrice acustica proviene da diverse aree geografiche tra cui la penisola anatolica, quella balcanica e il Medio Oriente sottolineando, come la musica sia un linguaggio trasversale, non esclusivo di aree geografiche, civiltà o religioni.
Biglietti:Posto unico 15.00€

Mercoledì 14 febbraio – ore 21
Teatro studio Borgna, viale de Coubertin

Filippo La Porta e Marcello Rosa Jazztales

Filippo La Porta e Marcello Rosa Jazztales
Filippo La Porta percussioni e voce narrante
Marcello Rosa trombone e direzione musicale
Giovanna Famulari violoncello
Andrea Verlingieri sax tenore e soprano
Olimpio Riccardi sax tenore e flauto
Valerio Vantaggio batteria
Toto Giornelli contrabbasso
Paolo Tombolesi piano
Il jazz è la vera, grande rivoluzione musicale del ‘900. Ha inventato nuove armonie, ha dato nuova centralità all’improvvisazione, però senza mai perdere la sua radice popolare, senza spezzare il patto con il pubblico (come invece ha fatto la musica “seria”), e dunque senza cancellare il legame con il corpo, la sensualità, il piacere, il ballo, con la “strada” (Pat Metheny). Anche per questo ha influenzato e ispirato molti musicisti colti così come molti jazzisti si sono formati sulla musica classica. Il concerto propone un percorso musicale irregolare e imprevedibile, tra generi diversi, all’interno del quale può capitare che “Humoresque” di Dvořák diventi “Humour rescue”(“Salva l’humour”). Il ruolo centrale del violoncello – strumento quasi mai utilizzato nel jazz – valorizza questi scambi reciproci.
Biglietti:Posto unico 15.00€

Giovedì 15 febbraio – ore 21
Teatro studio Borgna, viale de Coubertin

Fulvio Tomaino

Fulvio Tomaino
Fulvio Tomaino, voce
Luca Casagrande, chitarra
Aidan Zammit pianoforte e tastiere
Francesco Puglisi, basso
Carlo Micheli, sassofono
Maxx Furian, batteria
Cori
Franceso Ascione
Nicola Gargaglia
Simona Farris
Sunny Terranova
Con circa 2300 concerti all’attivo Fulvio Tomaino è considerato uno dei migliori cantanti di black music in Europa. Nel 2003 e 2004 la rivista Living Blues, bibbia del blues USA, lo elegge per 2 volte consecutive miglior cantante europeo di blues aggiudicandosi il primo posto nell’“European Blues Contest” di Londra. Nel 2017 fonda la Fulvio Tomaino band, dando vita ad uno spettacolo unico nel suo genere grazie alla sua formazione costituita da eccellenti musicisti.
Biglietti: Posto unico 15.00€

Venerdì 16 febbraio – ore 21
Teatro studio Borgna, viale de Coubertin

Gloria Trapani

Gloria Trapani
Gloria Trapani voce, piano, chitarra
Alessandro Del Signore contrabbasso, basso elettrico
Luigi Di Chiappari piano, chitarra
Mattia Di Cretico batteria
Donato Cedrone violoncello
Teresa Iannilli viola
Daniel Myskiv violino
Davide Di Pasquale trombone
Gloria Trapani, elegante cantautrice e compositrice, presenta uno show di chiaro respiro internazionale caratterizzato dal fertile incontro del Jazz con la canzone d’autore che è anche il fulcro emozionale del suo ultimo lavoro discografico “Life is there…and Everywhere” in cui l’artista si muove su terreni sonori differenti, passando dall’anima intimista e calda delle ballate fino a momenti di forte impatto ritmico alla ricerca della massima espressione degli strumenti acustici.
Biglietti:Posto unico 15.00€

Sabato 17 febbraio – ore 21
Sala Sinopoli, viale de Coubertin

Brad Mehldau

Brad Mehldau – Three Pieces After Bach
Brad Mehldau, pianoforte
Un ritorno sempre atteso dal pubblico dell’Auditorium Parco della Musica quello del pianista Brad Mehldau che presenterà per la prima volta in Italia uno dei suoi ultimi lavori da solista ispirato al compositore J.S.Bach, commissionato da Carnegie Hall, Royal Conservatory of Music, National Concert Hall e Wigmore Hall con il supporto della Fondazione Hoffmann. Oltre al suo nuovo lavoro, Brad Mehldau eseguirà brani dal “Il clavicembalo ben temperato” e alcune composizioni jazz che renderanno unico il concerto di questo grande improvvisatore.
Biglietti: da 30 a 35€

Domenica 18 febbraio – ore 21
Teatro Studio Borgna, viale de Coubertin

Joe Barbieri

Joe Barbieri
Joe Barbieri voce, chitarra
Antonio Fresa pianoforte
Stefano Jorio violoncello
Giacomo Pedicini contrabbasso
Sergio Di Natale batteria
Joe Barbieri è uno dei più apprezzati talenti italiani: Scoperto da Pino Daniele – che ne è stato il primo produttore – ha all’attivo cinque album di inediti, oltre a un cd+dvd live registrato all’Auditorium Parco della Musica e un disco dedicato al venticinquennale della scomparsa di Chet Baker. Nel corso della sua carriera ha collaborato – tra gli altri – con Gianmaria Testa, Omara Portuondo, Stefano Bollani, Stacey Kent, Fabrizio Bosso, Jorge Drexler, Hamilton De Holanda, Paolo Fresu, Peppe Servillo e Luz Casal. I suoi dischi sono stati pubblicati in Europa, Asia e Nord America, vendendo decine di migliaia di copie. Il suo repertorio: questo è il vero asso nella manica di Joe Barbieri, ciò che maggiormente lo differenzia da tutti gli altri pur validissimi suoi colleghi. Il live di “Origami” è innanzitutto un concerto di grandissime canzoni, amatissime dal pubblico di numerosi e tenaci estimatori dell’artista napoletano che sono sparsi attraverso l’Italia.
Biglietti: 20€

Lunedì 19 febbraio – ore 21
Teatro Studio Borgna, viale de Coubertin

Daniele Di Bonaventura

Daniele Di Bonaventura
Daniele Di Bonaventura, bandoneon
Daniele di Bonaventura, originario delle Marche, uno dei migliori e più creativi bandoneonisti al mondo. La sua musica è una mescolanza meravigliosamente seria e al contempo straordinariamente giocosa di musica classica (composizione, struttura) e di jazz (improvvisazione e libertà) e fa riferimento in particolar modo alle tradizioni melodiche mediterranee e al genere musicale sudamericano. Anche nelle sue esibizioni da solista esegue e improvvisa pezzi che nascono dalla sua “patria musicale”, la cui ispirazione spazia dai compositori del barocco ai classici della canzone popolare, per approdare al suo ultimo repertorio, e creano un suo specifico mondo musicale incredibilmente variegato e nel contempo inconfondibile, dove il bandoneon sa trasformarsi, come per gioco, in un’armonica a bocca o nell’organo di una Chiesa. Nasce una corrente dinamica di melodie superbe, capaci di incantare l’ascoltatore.
Biglietti: 15€

Lunedì 26 febbraio – ore 21
Teatro Studio Borgna, viale de Coubertin

Ralph Towner

Ralph Towner
Ralph Towner, chitarra
L’innovazione musicale non è un’impresa facile. Non richiede solo un talento innato, ma anche una devozione all’arte assoluta non accecata dal bagliore commerciale della cultura popolare. Ralph Towner è un innovatore del moderno paesaggio musicale, le sue idee sono sempre nuove, anche se attraversano una carriera musicale di oltre trenta anni. Nato inizialmente come compositore, chitarrista e tastierista principale membro del jazz ensemble “Oregon”, Towner vanta una ricca e variegata carriera da solista e come collaboratore musicale di musicisti come Gary Burton, John Abercrombie, Egberto Gismonti, Larry Coryell, Keith Jarrett, Jan Garbarek e Gary Peacock. Towner è nato a Chehalis, Washington, il 1 marzo 1940 da una famiglia di musicisti, sua madre era un insegnante di pianoforte e suo padre un trombettista. Towner e suoi fratelli sono cresciuti in un ambiente stimolante che ha incoraggiato la sperimentazione musicale e l’espressione libera. Towner scopre l’improvvisazione attraverso i primi LP di Bill Evans. Inizia presto lo studio della chitarra classica negli anni sessanta a Vienna con Karl Scheit. Nel 1968 Towner si trasferisce a New York e si immerge nella scena jazz di New York e lì Paul Winter regala a Towner la sua prima chitarra a 12 corde. Da allora Towner ha esplorato la musica oltre i confini creando uno stile unico che lo ha fatto affermare come uno dei migliori chitarristi di sempre. Il suo disco in solo è stato paragonato per importanza e influenza al Koln Concert di Jarrett.
Biglietti: 20€

Mercoledì 28 febbraio – ore 21
Sala Petrassi, viale de Coubertin

Lionel Loueke

Lione Loueke Trio
Lionel Loueke chitarra, voce
Massimo Biolcati basso
Ferenc Nemeth batteria
Salutato come “il virtuoso dolce” da Jon Pareles del New York Times, Loueke è un musicista capace di complessità armonica, freschezza melodica, profonda conoscenza delle forme popolari africani con una tecnica chitarristica non convenzionale ma capace di creare un suono caldo e suggestivo. Per questo tour europeo Loueke ha riunito il suo trio storico con il bassista Massimo Biolcati e il batterista Ferenc Nemeth per una live session che presenterà brani tratti dall’ultimo lavoro “Gaïa” e anticiperà alcune nuove composizioni del disco che unisce sapientemente classici africani, armonia jazz e l’originalità di Lionel. Lionel Loueke inizia lo studio della chitarra a 17 anni e dopo i primi studi di musica jazz in Benin, inizia a frequentare l’Istituto Nazionale di Arte in Costa d’Avorio. Nel 1994 lascia l’Africa per proseguire gli studi di jazz presso la Scuola Americana di Musica Moderna di Parigi a cui fa seguito una borsa di studio alla Berklee College of Music dove incontra i suoi futuri compagni di trio Massimo Biolcati e Ferenc Nemeth. Dopo la laurea, Loueke entra al Thelonious Monk Institute dove studia con quelli che sono stati i suoi mentori: Herbie Hancock, Wayne Shorter e Terence Blanchard. Lodato da Hancock come “un pittore musicale,” Loueke combina complessità armonica, senso della melodia ed una profonda conoscenza delle forme popolari africane, unite ad una tecnica chitarristica non convenzionale. Il suo debutto in Blue Note è con “Karibu” del 2008, che vede la partecipazione di Hancock e Shorter in veste di ospiti, è stato accolto dalla critica in maniera entusiasta. Nel 2010 esce “Mwaliko” un album in cui Loueke duetta con Angelique Kidjo, Richard Bona, Esperanza Spalding e Marcus Gilmore. Nel 2012 esce “Heritage” co-prodotto dall’etichetta dell’amico Robert Glasper in cui esplora un suono più elettrico insieme a Derrick Hodge al basso elettrico e Mark Guiliana alla batteria. Oltre agli album a suo nome ha inciso con: Harbie Hancock, Terence Blanchard, Jack DeJohnette, Charlie Haden, Kenny Barron, Gonzalo Rubalcaba, Joe Lovano, Esperanza Spalding, Gretchen Parlato, Kendrick Scott e tanti altri.
Biglietti: 15€

Mercoledì 28 febbraio – ore 21
Sala Sinopoli, viale de Coubertin

Chiara Civello

Chiara Civello
Chiara Civello voce, chitarre, pianoforte
Seby Burgio tastiere
Federico Scettri batteria ed elettronica
La cantautrice Chiara Civello torna all’Auditorium Parco della Musica con il suo ultimo progetto: Il pop italiano elegante, le influenze brasiliane, una manciata di cover sorprendenti, gli arrangiamenti elettronici. Tutto questo e molto altro è Eclipse. 12 brani in cui la sofisticata interprete e cantautrice realizza un perfetto equilibrio tra atmosfere classiche e sonorità moderne mischiando l’atmosfera del grande cinema italiano con quella da nouvelle vague francese.
Biglietti: da 20 a 28.70€

Info: Biglietteria 892.101

http://www.auditorium.com/eventi/musica