ITALIANI A SUD DEL MONDO

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folkpolitik

In Italia, di fermento musicale ce n’è. E tanto, a scavare bene: soprattutto al di fuori degli schemi incasellati e propinati. L’italico underground suona strumenti provenienti da mezzo mondo e acclima allo spirito dell’improvvisazione altrettante musiche. Stefano Saletti è ottimo narratore della tradizione musicale mediterranea e ha raccolto intorno a sé un bel manipolo di validi musicisti di quell’area denominata fastidiosamente world music: la Piccola Banda Ikona, che annovera le voci di Barbara Eramo e Ramya, Gabriele Coen ai fiati, Mario Rivera al basso acustico e Leo Cesari alla batteria, oltre a un nutrito gruppo di ospiti, tra i quali spicca l’organetto di Ambrogio Sparagna.

«Folkpolitik», pubblicato dalla Finis Terrae (e distribuito dalla Felmay), materializza le immagini degli eventi che scuotono Tunisia, Egitto e Siria, allacciandoli con un ideologico filo rosso ai terremoti sociopolitici degli anni Settanta che consegnarono la libertà a Spagna, Grecia e Portogallo. Un girotondo storico di battaglie che Saletti e i suoi sodali dipingono ora con musica dalle tinte forti per le piazze agitate, ora con i tratti più romanzati e gentili della tradizione iberica. L’orchestra è un orologio perfetto e dal suono avvolgente, esaltante anche con i suoi numerosi ospiti, tra i quali Ambrogio Sparagna che inonda di energia con il suo organetto un canto popolare sardo e Un blasfemo di Fabrizio De André.

sursumcorda

Comunità d’intenti, ma d’altra pasta musicale sono i Sursumcorda, attivi dal 2000 e particolarmente vocati per le colonne sonore di film e documentari d’ambito sociale e pluripremiati, come Francesco e Bjorn, Amir, Il silenzio. La matrice classica di Giampiero Sanzari, alias Nero, e Piero Bruni, alias Cirano, entrambi chitarristi e creatori del progetto, si ascolta con piacere in «Musica d’acqua». Qui l’acqua c’è, ma scorre sotto un tessuto anche energico, la si ascolta nelle note della kora, del violino, del mandolino, del pianoforte e delle chitarre toccate con antica maestria. Le melodie più europee incontrano il robusto assetto ritmico-armonico dell’udu drum, darbuka, dayan, kalimba e altri strumenti provenienti da ogni dove, compresa un’incredibile scatola Ikea che suona nel brano quasi eponimo La scatola. Il risultato è quello di un lavoro convincente, avvincente con profili didascalici e didattici di ottimo pregio.

A Ayroldi