Italian Jazz Gala: A night in Anzio

Il concerto promosso dal chitarrista italiano Francesco Bruno con il sassofonista polacco Sylwester Ostrowski si è tenuto ad Anzio l'8 luglio.

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Italian Jazz Gala: A Night in Anzio
L’Abbraccio, Anzio,  8 luglio 2021

Bisogna iniziare dalla fine. Da quel Now’s The Time di Charlie Parker che ha unito dieci musicisti provenienti da paesi diversi. E che nel nome del bop più classico avevano riempito il palco di un club sul lungomare di Anzio (L’Abbraccio) per una manifestazione chiamata Italian Jazz Gala, organizzata però in terra polacca. «Ho pensato – spiega il tenorista Sylwester Ostrowski che si è avvalso della collaborazione del chitarrista italiano Francesco Bruno, – a una sorta di riapertura dopo il periodo del COVID, o almeno spero sia così. L’ho pensato come un concerto celebrativo per godere insieme della musica e festeggiare l’amicizia. I mesi della pandemia ci hanno insegnato che non c’è un’alternativa al fare musica insieme. La separazione, la distanza sociale, la chiusura non sono situazioni che sostituiscono la vita reale. Questa è la ragione per cui siamo qui a celebrare jazz  e amore per la vita. E’ anche un modo per approfittare di questo momento sperando che duri a lungo».

Ostrowsky e Bruno hanno coinvolto Igor Butman (Russia), sax tenore, Camille Thurman (Usa), voce e sax tenore, Alexander Beets (Paesi Bassi), sax tenore, Freddie Hendrix (Usa), tromba, Jakub “Mizer” Mizeracki (Polonia), chitarra, Albert Bover (Spagna) pianoforte, Endea Owens (Usa), contrabbasso e Owen Hart jr (Usa) alla batteria. Come ha aggiunto Ostrowski prima del concerto «Non siamo una band regolare, è un progetto speciale che vede tante partecipazioni. Così abbiamo pensato a un programma di originali e grandi classici. Ognuno degli ospiti ha poi scelto un brano con cui presentarsi al pubblico. Abbiamo fatto una prova, ma capiremo la direzione nella nostra musica una volta che avremo iniziato».


Il fatto di non presentare soluzioni stilistiche nuove o sperimentali non ha certo condizionato il risultato musicale della serata. Anzi ha contribuito ad ascoltare come scuole diverse leggano e reinterpretino insieme la stessa linea musicale. Lo strumento principe della serata è stato il sax tenore con i quattro solisti che si sono alternati nei vari brani: Thuman è anche una cantante dotata di ottima tecnica e timbro, mentre Butman ha lanciato le proprie note verso momenti virtuosistici senza dimenticare la cantabilità del brano (in Our Day Will Come), Beets ha invece virato sull’eleganza per caratterizzare uno standard quale Sunny. Entusiasmante è poi stata la proposta di Cheese Cake di Dexter Gordon con i quattro tenoristi insieme ad alternare i momenti di una sezione compatta a quelli solisti. Tra i protagonisti non possiamo non citare la prova di Hendrix alla tromba. In Italia siamo più abituati ai suoni melodici, soffusi della nostra ottima scuola che spesso si rivolge al flicorno per evidenziarli. Nel suo caso invece abbiamo ascoltato una brillantezza e un’energia che modernizza una tradizione molto forte con risultati di grande impatto sonoro e conseguente coinvolgimento del pubblico, E anche la sezione ritmica non è stata da meno con la potenza della contrabbassista Owens e il giusto equilibrio tra precisione e fantasia del batterista Hart. E’ doveroso anche ricordare Francesco Bruno, che con Voyage ha incrociato il suo stile con quello del giovane collega polacco Mizeracki.E va dato a Ostrowski, che dirige il festival jazz di Stettino, di un’ottima direzione musicale e aver creato con i propri ospiti un clima di festa nel segno della qualità.
Michele Manzotti