Vladislav Delay e Chra, Inner Spaces, Milano, 30 settembre 2019

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Nuova stagione per la rassegna Inner_Spaces, identità sonore elettroniche, nella splendida cornice dell’Auditorium di San Fedele. Ad amplificare la straordinaria esperienza di spazializzazione del suono dell’Acusmonium i due protagonisti Christina Nemec, aka Chra, e Vladislav Delay.

Set up – Foto di Soukizy

Il primo set, riservato a Chra, è una costante e minimale contrazione, una membrana duttile fatta di onde avvolgenti, dove la materia sonora si alterna fra elaborazioni ritmiche/oniriche e momenti di fluttuazione molto vicini al silenzio: pulsazioni, basse frequenze e un background di mondi altri verso i quali ci trasporta la sound artist. L’improvvisazione, tra strumenti analogici e digitali, è un passaggio all’interno del suo immaginario, notturno e accogliente, impalpabile ed evocativo, e un nuovo input per il nostro subconscio.

Chra – Foto di Soukizy

Il finlandese Delay (Sasu Ripatti) apre invece il suo set con l’energia di linguaggio che gli è propria. Infatti, già dai primi momenti ci troviamo catapultati in un moto perpetuo. Delay taglia, ruggisce, accarezza con l’eleganza e il rigore delle sue strutture. Agendo in stato d’estasi, ci lascia percorrere questo lungo movimento di suoni freschi e multidimensionali. La scena vibra: la presenza e la composizione ci lasciano incollati alle poltrone ma, allo stesso tempo, distanti dal corpo. Un processo dirompente, fluidificato in chiusura dalla particolare atmosfera emotiva, simile al tocco ben distinto del suo universo elettronico.

Vladislav Delay – Foto di Soukizy

Soukizy