Horacio «El Negro» Hernandez: clave e «cajita china», magia di Italuba

di Gian Franco Grilli

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Horacio «El Negro» Hernandez
Horacio «El Negro» Hernandez (foto di Gian Franco Grilli)

Il batterista Horacio “El Negro” Hernandez non necessita di particolari presentazioni per il pubblico dei latinjazzofili (ma anche del pop-rock jazz), per i lettori di questa rivista (che l’ha intervistato l’ultima volta nell’aprile 2018), e da circa quindici anni anche per gli assidui frequentatori del Torrione. Infatti, proprio nel magnifico Jazz Club Ferrara, il formidabile drummer cubano esordì come bandleader dell’allora neonato quartetto Italuba con alcuni suoi connazionali di stanza a Torino e dintorni, come il pianista Ivan Bridón, il trombettista Amik Guerra e il bassista Daniel Martínez al basso elettrico. Poi nel corso degli ultimi anni questo gruppo di avventurosi emigranti  in cerca di fortuna e con il messaggio di far conoscere il loro talento è tornato nella città estense infiammando ogni volta l’affezionata platea sia con il vertiginoso batterismo del leader che per l’affascinante, contagiosa ed energetica alchimia di jazz, rock e fusion pilotata dalla clave della tradizione afrocubana.

Amik Guerra (foto di Gian Franco Grilli)
Amik Guerra (foto di Gian Franco Grilli)

Prima di passare  all’essenza del concerto di giovedì 14 novembre 2019 (Ferrara in Jazz & Bologna Jazz Festival) ci piace ricordare ai profani di latin jazz, ma desiderosi di allargare le proprie conoscenze musicali, o a quanti sono intrappolati dentro una visione esclusivamente afro-nord-americana del jazz, che Horacio «El Negro» (nero solo nel dna musicale, ma bianco di carnagione) oltre ad essere uno dei protagonisti delle pagine più importanti e innovative di jazz afrocubano (o jazz en clave) degli ultimi trent’anni é anche uno dei caposcuola del drumming moderno, strumentista dotato di tecnica portentosa e per il suo versatile stile oggi è molto seguito e imitato da tanti batteristi attratti dalla modalità aperta e trasversale ai generi.

Daniel Martinez (foto di Gian Franco Grilli)
Daniel Martinez (foto di Gian Franco Grilli)

Questo è frutto del percorso multiesperenziale di Horacio iniziato prestissimo con il rock aggressivo avanero proseguito attraversando il funky, la salsa jazz, il r&b, il jazz elettrico, la fusion afrocaraibica, e  collezionando, una volta uscito da Cuba,  un’incredibile serie di collaborazioni prestigiose e importanti. Collaborazioni che gli hanno permesso poi non solo di elaborare uno stile batteristico originalissimo, ma anche di carpire qua e là dai vari maestri di turno i segreti del buon leader. Così quando è libero da contratti con altri artisti, riprende il timone di Italuba ed eccolo nuovamente sul palcoscenico del Torrione intento come sempre a far ruotare le musiche e i partner del quartetto attorno alla polimetria della sua batteria per infiammare e rapire il pubblico con ritmiche incandescenti e fraseggi in bilico tra jazz e fusion dei suoi talentuosi solisti.

Jorge Vera (foto di Gian Franco Grilli)
Jorge Vera (foto di Gian Franco Grilli)

Niente di nuovo  per chi segue da tempo Italuba, ma si è trattato di una conferma ulteriore e inconfutabile dell’abilità del quartetto di  combinare gli ingredienti principali della musica afrocubana (anche senza le percussioni basiliari di questa tradizione: congas, bongos e timbales) con il lessico jazzistico ma sempre sotto il controllo “dittatoriale” del concetto di clave. Concetto, tra l’altro, da cui molti giovani musicisti cubani cercano di allontanarsi per dire qualcosa di nuovo e uscire dalla “prigione” dei ritmi afrocubani. Ma Horacio El Negro non ci sta, e  quando veste i panni Italuba mostra con orgoglio le proprie radici e la tradizione mulatta dei ritmi afrocubani rielaborando sui suoi tamburi moderna ogni tipo di clave, di son o di rumba non importa: in 2/3 o 3/2, afro, la cascara sul timpano eccetera … azionando gli arti della parte sinistra per rumbear con la clave a pedale o sulla «cajita china» o bloque (un wood-block di plastica), mentre alla destra affida la chiusura del cerchio ritmico con swing e figurazioni vertiginose tra cassa, rullante, tom e piatti.

Horacio «El Negro» Hernandez & Italuba

Di questa trascinante performance, oltre al lavoro magistrale di Horacio (un capo che non sale in cattedra nonostante tutto!), al fluido, energico, potente trombettista-flicornista Amik Guerra, al robustissimo groove e alle vigorose linee bassistiche imbastite da Daniel Martinez, va rimarcato il grandissimo e affascinante contributo ritmico-armonico e solistico del giovane pianista cileno Jorge Vera (in sostituzione momentanea del già citato Ivan Bridón, di Santiago di Cuba). Una bellissima sorpresa l’ascolto di questo giovane  musicista della capitale cilena,  ma residente in Spagna  (a chi scrive totalmente sconosciuto ma meritevole di maggiore notorietà internazionale),  che ha mostrato grinta, creatività e padronanza del piano dominando con scioltezza tutto il repertorio cubano sviluppato in due set.

Horacio «El Negro» Hernandez & Italuba
Horacio «El Negro» Hernandez & Italuba (foto di Gian Franco Grilli)

Nel primo spiccano nuove composizioni – che entreranno a far parte del nuovo disco di Horacio El Negro Trio in uscita prossimamente – come Se me perdió la maleta“, La Zona, Goodbye Mulata; mentre nel secondo abbiamo apprezzato temi attinti dai tre dischi fin qui prodotti da Italuba come Te Prima e altri come Welcome, Balanco e giù giù fino ad arrivare a Last Minute, cavallo di battaglia che ha scandito le penultime battute della serata, poiché il sigillo finale  alla “noche” latina è avvenuto in chiave sonera, cioè jazzificando in 7/4 il canto e la melodia di Chan Chan, il son montuno che da vent’anni a questa parte è il nuovo stendardo mondiale della musica popolare di Cuba, la patria dove Horacio è tornato a vivere.

Horacio «El Negro» Hernandez & Italuba

E proprio presso gli studi Abdala dell’Avana ha registrato un bellissimo dvd Live Italuba Big Band, progetto interamente cubano: Italuba+solisti invitati + una big band diretta da Joaquin Betancourt, tutti dell’Isla e con una sezione ritmica afrocubana da urlo con la coppia Roberto Vizcaino padre e figlio alle congas e timbales.  «Per questioni di spazio ma soprattutto di risorse economiche – ha ricordato El Negro al pubblico ferrarese – non è stato possibile presentare per ora questo lavoro al Torrione».  Ma anche solo il quartetto Italuba è riuscito a richiamare al Torrione  di diversi musicisti nostrani che praticano il latin e non sono dei fedelissimi del Jazz Club Ferrara.  E se qui è andato in scena Cuba la sera successiva a Bologna, il Bologna Jazz festival ha fatto il tutto esaurito con il Brasile e la musica universale di Hermeto Pascoal & Grupo all’Unipol Auditorium della città felsinea Ma questa è un’altra bella e divertente pagina di storia musicale e allora mi fermo qui.

Horacio «El Negro» Hernandez & Italuba (foto di Gian Franco Grilli)
Horacio «El Negro» Hernandez & Italuba (foto di Gian Franco Grilli)

Gian Franco Grilli