HIROMI: «ALIVE» «MOVE: LIVE IN TOKYO»

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HIROMI: «Alive»; «Move: Live In Tokyo». Telarc, distr. Egea

Disco in studio e dvd dal vivo per Hiromi, che nel frattempo per comodità scenica internazionale ha perso il suo cognome (Uehara), e The Trio Project. La strada di «Alive» (anno 2014) è il selciato della vena artistica della pianista giapponese: muscolare, precisa e tecnicamente ineccepibile, senza la minima sbavatura; una velocità esecutiva degna di un Tgv. Anthony Jackson (b. el.) e Simon Phillips (batt.) sono degni compari in questo viaggio fatto di sbiaditi crepuscoli, cambi di registro (rarefatti) e qualche nota attinta dalle radici nipponiche, giusto il tempo di spolverare i muscoli e ripartire di slancio: nove brani, tutti a firma di Hiromi, belli lunghi che s’apparentano per architettura. La velocità la fa da padrone, e in questo l’abilità del londinese Phillips, ben noto nell’universo rock (ha militato anche nei Toto sostituendo Jeff Porcaro, ma anche con The Who, Mick Jagger e Jeff Beck), s’acconcia alla perfezione, perché rintuzza e sospinge ogni accordo, lasciando a Jackson il lavoro di tessitura e riempimento armonico. Un’ora e trentasei minuti del trio, che incanta le composte platee di Tokyo, nel dvd che porta il nome e i titoli dell’omonimo album del 2012. Hiromi ha tutte le caratteristiche della pop star: abiti policromi e polimorfi, acconciatura schiaffeggiante, movenze, occhiate che le riprese tengono a sottolineare e rapsodiche ispirazioni capaci di trascinare le folle. Suona da dio e non vi è una nota fuori posto. La precisione nella costruzione armonica, nel mantenere la linea melodica e nel giocare su ritmi e tempi sempre più veloci compongono la sua panoplia. La sua capacità di inventare è scritta, però piuttosto monocorde, algida e non scolpisce le pagine dell’improvvisazione: quelle che tengono in vita il jazz.

Alceste Ayroldi