Il mondo dei suoni di Hermeto Pascoal & Grupo

di Gian Franco Grilli

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Hermeto Pascoal
Hermeto Pascoal (foto di Gian Franco Grilli)

Hermeto Pascoal & Grupo in concerto, venerdì 15 novembre 2019 per il Bologna Jazz Festival.

Una bellissima e allegra serata di musica senza confini, diciamo, impropriamente di brasilian jazz abbastanza eccentrico, ma si sapeva benissimo che quanto propone l’acclamatissimo Hermeto Pascoal è qualcosa che va molto oltre il jazz samba. Che invece spicca brillantemente quando è il Grupo a gestire la scena e allora esce fuori proprio uno swingare carioca di pregevolissima fattura.

Jota P. e Itiberê Zwarg (foto di Gian Franco Grilli)
Jota P. e Itiberê Zwarg (foto di Gian Franco Grilli)

Nel Grupo spiccano tre elementi davvero talentuosi, ma su tutti svetta il grintoso fraseggio jazzistico del sassofonista-flautista Jota P. Ma “O bruxo”, (stregone), Hermeto, ha inevitabilmente ipnotizzato e divertito la gremitissima platea (con decine di persone in piedi) dell’Unipol Auditorium. E … dopo due ore di volubili colori sonori e un armamentario strumentale ricco di percussioni artigianali, giocattoli e oggettistica varia sonante, il Nostro eroe ha omaggiato il pubblico felsineo con un brano scritto nel pomeriggio stesso (come fa di solito, ovunque e a tutti, ed è noto che Hermeto Pascoal compone a raffica e in ogni dove)  mentre riposava in albergo.

Fábio Pascoal (foto di Gian Franco Grilli)
Fábio Pascoal (foto di Gian Franco Grilli)

E come ultima chicca finale per l’applautissimo bis  ci ha trasportati mentalmente all’Avana brasilianizzando il celebre El Manisero, (il son cubano “venduto” per anni per comodità e ignoranza come Peanuts Vendor e italicamente “rumba delle noccolione”) infilandolo poi dentro un altro contenitore di suoni per creare un calientisimo  e coinvolgente dialogo con l’entusiastico pubblico, che era già in brodo di giuggiole per la simpatica e giocosa atmosfera, sconfinata in alcuni piccolissimi punti (non me ne vogliano gli artisti e i fan) in clima un po’ circense e quasi da Corrida, divertentissima peraltro.

Hermeto Pascoal & Grupo

Tuttavia la genialità vera di Pascoal  è stata sotto gli occhi e le orecchie di tutti nella gran parte della performance. Detto questo, contradditoriamente (lo confesso) mi è venuto di salutarlo mentalmente con lo stereotipico modo di lasciar la presa, cioè con il classico “buonanotte suonatori” che può dire tante cose, ma per me ha rappresentato e rappresenta  l’attesa di ritornarlo a vedere  presto e a lungo nei nostri teatri, consapevoli delle non trascurabili ottantatre primavere del pimpante artista alagoense, che spessissimo nelle interviste cita allegramente Miles Davis (con il quale condivise una bella stagione) quando lo definì simpaticamente «albino pazzo».

Hermeto Pascoal & Grupo
Hermeto Pascoal & Grupo
Hermeto Pascoal & Grupo
Hermeto Pascoal & Grupo

Gian Franco Grilli

[leggi anche: Hermeto Pascoal, lo stregone di Alagoas]