Il jazz pan-latino di Hamilton de Holanda e dei Taufic a Crossroads 2019

di Gian Franco Grilli

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Trio Mundo - Hamilton de Holanda
Trio Mundo: Hamilton de Holanda, Marcelo Caldi e Thiago da Serrinha (foto di Gian Franco Grilli)

Il meraviglioso e inimitabile festival itinerante di Crossroads ha riservato nell’edizione 2019 (in corso sino al 7 giugno) una ricca e variegata vetrina al jazz pan-latino con talentuosi artisti del continente Sudamericano o interpreti di quelle espressioni musicali. Naturalmente le sonorità brasiliane hanno avuto un posto di grandissimo rilievo, e dopo Yamandu Costa, Paula Morelenbaum e il duo As Madalenas il clou del cartellone carioca è andato in scena tra Russi (Ravenna) e Forlì rispettivamente il 30 aprile con Hamilton de Holanda trio e il 1° maggio con la Italian Jazz Orchestra di Fabio Petretti – feat. Eduardo e Roberto Taufic+ special guests Barbara Casini e Enrico Rava. E così Crossroads ha lasciato il Brasile per proseguire il suo percorso alla scoperta di altre realtà musicali  importanti dell’America latina, ad esempio Argentina e Cuba. 

Hamilton de Holanda (foto di Gian Franco Grilli)
Hamilton de Holanda (foto di Gian Franco Grilli)

Nell’attesa riportiamo di seguito alcune sintetiche note e un po’ di scatti e di immagini filmate della magistrale e travolgente performance di Hamilton de Holanda Trio Mundo svoltasi nel candido Teatro Comunale di Russi in occasione della Giornata Internazionale del Jazz. Il quarantatreenne Hamilton musicista carioca con le sue miracolose e swinganti dieci corde del bandolim  ha proposto un vivacissimo giro del mondo mettendo in mostra i suoi amori e le sue sconfinate passioni musicali. A quanti non conoscono ancora questo artista diciamo che si tratta di uno dei più grandi virtuosi non solo di bandolim (il cordofono che regna nel mondo dello stile CHORO) e di jazz carioca, ma del panorama musicale mondiale. E la cittadina e il teatro di Russi potranno sentirsi orgogliosi di aver ospitato un musicista di tale calibro. Infatti Russi, da molti anni tappa fissa di Crossroads, nel corso delle varie edizioni della maratona jazz emiliano-romagnola ha presentato grandi artisti nazionali e internazionali, ma il concerto del 30 aprile 2019 del Trio Mundo è stato, a nostra memoria, il più applaudito e il più apprezzato da una decina di anni a questa parte. E’ stata una festa non soltanto di jazz ma di tutta la musica, moderna e tradizionale, classica e popolare; un brillante ed efficace trait d’union tra ieri e oggi se pensiamo che sulle corde di Hamilton sono transitate in novanta minuti stili e motivi i più disparati tra cui choro, samba, bossa nova, jazz, flamenco, tango, musica leggera e canzone napoletana, classica e folklore svedese. Nel repertorio abbiamo potuto riconoscere sue composizioni  come Suite som da imagem, Capricho do Carmo, Capricho de Espanha, A escola e a bola, poi Segura ele de Pixinguinha , Adiós Nonino di Piazzolla, Zyryab di Paco de Lucia, il medley italiano con Reginella, Guarda che luna, il Morricone di Nuovo Cinema Paradiso, Chega de Saudade di Tom Jobim, Canto de Ossanha di Baden Powell – Vinicius de Moraes, Antonia di Pat Metheny.

Marcelo Caldi (foto di Gian Franco Grilli)
Marcelo Caldi (foto di Gian Franco Grilli)

Per qualche minuto l’atmosfera cambia quando il bandolim  di Hamilton, che guida sempre il gioco, propone un frizzante brano del folklore svedese Carl Linnaeus Polones, la fisarmonica di Marcelo Caldi risponde  e il  djembé di Thiago da Serrinha incalza allegramente i due partner creando un giusto groove nordico. Poi O que será di Chico Buarque e  Carinhoso di Pixinguinha/João de Barro concludono questo coinvolgente flusso continuo di suggestioni ed emozioni che si sono tradotte in una serie di ovazioni rivolte al travolgente e comunicativo musicista carioca che in tanti considerano il “Jimi Hendrix del bandolim”.  Su questo punto si potrebbe aprire una bella tavola rotonda, e forse ne sentiremmo delle belle circa queste similutidini., ma… una cosa è certa: Hamilton oltre ad essere un immenso virtuoso è un musicista completo, enciclopedico.

Thiago da Serrinha (foto di Gian Franco Grilli)
Thiago da Serrinha (foto di Gian Franco Grilli)

A questo punto ci fermiamo, ma non prima di citare  che il Primo Maggio in stile Brasil al Teatro Diego Fabbri di Forlì è stato un successo. Una gradevolissima serata per rileggere la  musica carioca all’insegna di “Desafinado”, miniera d’oro della musica brasiliana, sulla base del progetto originale di Jazz Network/Crossroads, Entroterre Festival, Associazione Scuola Musicale Dante Alighieri di Bertinoro. Attraverso musica live e immagini sullo schermo si è ricreato quel clima verdeoro di fine anni Cinquanta visitando idealmente quel laboratorio di ardimenti ritmici e armonici in cui maturò il movimento della bossa nova grazie al ruolo dominante di Antonio Carlos Jobim. Durante la lunga carrellata di evergreen della MPB, con al centro Chega de Saudade, sullo sfondo del palco scorrevano sempre immagini di repertorio su Jobim, colleghi e musiche affini, mentre la Italian Jazz Orchestra  di Fabio Petretti, i fratelli brasiliani Eduardo e Roberto Taufic, i nostri “ambasciatori” Barbara Casini e Enrico Rava intonavano le immortali composizioni del Maestro omaggiato, musiche che dal cervello passano ai piedi  quando arricchite da una tavolozza di colori e di ritmi brasiliani, e per l’occasione disegnati sapientemente dal percussionista Paolo Caruso con cuica, berimbau, pandeiro, chocalho, repinique e fischietti E prima che calasse definitivamente il sipario, tutti in silenzio e a luci spente per tre minuti ammirando lo storico video di Tom Jobim e Elis Regina mentre incidevano Águas De Março, brano che la cantante, espertissima di cose brasiliane, Barbara Casini considera una delle più belle canzoni del Novecento

Gian Franco Grilli