Godspeed You! Black Emperor, 18 novembre 2019, Milano

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A un anno circa dall’ultima tappa milanese, torna il collettivo canadese per il tour europeo a sostegno del sesto disco «Luciferian Towers» uscito a fine 2017 per la Constellation Records.

Efrim Menuck – Foto di Soukizy

Imbocchi la tua strada, la pioggia incessante investe la notte e le luci, e la sinfonia d’inverno è compiuta. A volte il pentagramma si dispone nello spazio fra te e i musicisti in azione, come a creare un cordone risonante in cui fluttuare senza peso. Uno scambio sensoriale che avviene senza scelta e senza possibilità di ritorno. Decostruzione del tempo, dei canoni, dei confini. Ci si ritrova saldamente agganciati al gesto musicale come dentro un’esperienza spirituale. Nessun vuoto attorno al suono: ombre, immagini, proiezioni, movimento, mistero, inconscio, urla, silenzi. Elementi che incantano, gonfiano l’astrazione e i volumi, dissolvono perimetri e respiri. Consapevole che sarà un lungo viaggio, sei ormai pronto ad accedere a questo parto di vibrazioni e variazioni.

Sophie Trudeau – Foto di Soukizy

I corpi dei musicisti si materializzano lentamente sul palco, uno alla volta: Efrim Menuck, Mauro Pezzente, Mike Moya, Thierry Amar, David Bryant, Aidan Girt, Sophie Trudeau,Timothy Herzog (e due ospiti ai sassofoni: Mette Rasmussen e Edoardo Marraffa). Imboccano gli strumenti e l’artiglieria disposta tutto attorno, per dare forma all’astratto. Come sempre, le proiezioni di Philippe Leonard incorniciano lo scenario. Pubblico attento a ogni minimo dettaglio, compreso qualche membro della security

Mauro Pezzente – Foto di Soukizy

E l’avventura ha inizio, introdotta dall’ipnotica Hope Drone, con la quale si possono perdere le coordinate terrestri e lasciare che la pioggia culli la gestazione. Pioggia di note e molecole, l’una dentro l’altra, e i brani si susseguono: Bosses Hang, Glacier, Fam/Famine, Undoing a Luciferian Tower, Cliff, The Sad Mafioso (ovvero la terza parte della suite East Hastings).

David Bryant – Foto di Soukizy

L’energia raggiunge picchi estremi, mescolata a sensualità e turbolenze. Nessuna sbavatura, nessuna distrazione. Si fa ritorno al liquido notturno, accompagnati fino all’esterno del grembo musicale dalle ultime note sospese. L’eco si mescola ai suoni della città, lasciando che la sinfonia aderisca a ogni angolo del visibile e dell’invisibile. La bellezza sa di cosa nutrirsi.

Timothy Herzog – Foto di Soukizy

Thierry Amar – Foto di Soukizy
Mike Moya – Foto di Soukizy
Aidan Girt – Foto di Soukizy

Soukizy