GIANNI LENOCI: The Lost Frames: 30 settembre 2020, Monopoli, Teatro Radar

Una riflessione sull'esperienza sempre viva, presente e fertile di un insostituibile protagonista della scena artistica nazionale e internazionale.

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«Vorrei evitare di essere didascalico perché nella musica ciascuno deve trovare quello che vuole o che trova lui, l’ascolto è sempre il momento di maggiore ricreazione del fatto musicale, quindi l’aspetto descrittivo molte volte è più un peso che un aiuto. E’ molto importante per me lasciare libero l’ascolto, fruirlo nella maniera più naturale possibile»

(Gianni Lenoci)

Già un anno è trascorso dalla scomparsa di Gianni Lenoci, artista che si era consapevolmente posto in viaggio verso l’inaudito. Diplomato in pianoforte e musica elettronica (presso l’Accademia Nazionale «Santa Cecilia» di Roma ed il Conservatorio di Musica «Nicolò Piccinni» di Bari, ove aveva anche conseguito il diploma di secondo livello in pianoforte con indirizzo solistico) Lenoci insegnava, sin dal 1990, nei corsi di jazz del Conservatorio «Nino Rota» di Monopoli, ove coordinava pure il Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali. Fine pianista di formazione classica, era rimasto interprete dai vasti interessi, ponendo particolare attenzione a compositori come Morton Feldman, Earle Brown, Sylvano Bussotti e John Cage, ma, insieme, mantenendo in repertorio pure l’opera completa per tastiera di Johann Sebastian Bach e molte composizioni di Beethoven (ma anche di Scarlatti, Maderna, Gesualdo, Sciarrino, Guaccero). Tra i vari premi conferitigli, l’Earle Brown/Morton Feldman Grant Program 2016/17, della Earle Brown Foundation, attribuito nel 2015. Tra i propri Maestri amava citare, quanto alla composizione, Giacomo Manzoni, ma erano rimaste fondative, quanto alla musica improvvisata, le esperienze di studio con Mal Waldron e Paul Bley. Il suo personale percorso discografico nel jazz era iniziato con «Round About Max With Strings» (Sentemo, 1992), portato simbolico della sua frequentazione con Massimo Urbani (che, amava dire, era stata per lui «laurea e dottorato») e di una passione fattasi a mano a mano divorante. Nel corso degli anni collaborerà così con musicisti come Steve Lacy, Joëlle Léandre, Steve Grossman, Harold Land, Bob Moses, Enrico Rava, Glenn Ferris, Eugenio Colombo, Giancarlo Schiaffini, Don Moye, Han Bennink, Antonello Salis, Carlo Actis Dato, David Gross, Paul Lovens, Jean-Jacques Avenel, Markus Stockhausen, Steve Potts, Carlos Zíngaro, John Tchicai, Kent Carter, William Parker, David Murray, Roscoe Mitchell, Sabir Mateen, Evan Parker, Marc Ducret, Charles Gayle, per citarne soltanto alcuni, incidendo oltre trenta dischi come leader o co-leader. Tra i gruppi più recenti che lo hanno visto in attività vanno almeno ricordati l’Hocus Pocus 4 (con Vittorio Gallo al sassofono, Pasquale Gadaleta al contrabbasso e Giacomo Mongelli alla batteria), le collaborazioni stabili con il Bestiario di Francesco Massaro, quelle con Gianni Mimmo, Francesco Cusa e Tiziana Ghiglioni e infine il Trio con Pasquale Gadaleta e Bob Moses di cui sarà presentato il disco inedito «Wild Geese» (Dodicilune).

Per ricordarne la figura di «sterminatore dell’ovvio» (secondo un’affettuosa definizione di Francesco Cusa), autore di una musica collocata entro quel perimetro di Memoria-Esperienza-Mistero che rappresentava anche il suo personale spazio di libertà, l’evento del 30 settembre prossimo al Teatro Radar di Monopoli, di cui pubblichiamo il comunicato ufficiale.

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Il 30 settembre 2019 una subdola malattia spezzava l’esistenza e l’intensa attività di Gianni Lenoci, grande musicista, pianista, compositore, didatta. Un musicista-intellettuale che ha lasciato un enorme vuoto nel mondo dell’arte e della cultura. In questi mesi tante iniziative lo hanno ricordato: concerti dedicati, da Roma (Conservatorio di Santa Cecilia) a L’Aquila (il prestigioso festival Il jazz italiano. Le terre del sisma), da Bari a Matera, da Catania a Monopoli, città natale di Lenoci, dove il Maestro ha vissuto e ha insegnato – per oltre trent’anni – al Conservatorio Nino Rota; trasmissioni radiofoniche monografiche (Rai Radio3 e Radio della Svizzera Italiana); streaming (in occasione dell’International Jazz Day Unesco); istituzione di premi musicali per compositori di musica da film (Monopoli) e per formazioni jazzistiche (Poggiardo, Lecce). A un anno esatto da quel giorno così triste, l’Associazione Culturale Musicale Gianni Lenoci e l’assessorato alla cultura della Città di Monopoli rendono un nuovo omaggio al Maestro con The Lost Frames. L’eredità umana, artistica e intellettuale di Gianni Lenoci: la serata di mercoledì 30 settembre al Teatro Radar di Monopoli.

Non sarà una semplice commemorazione ma, attraverso musica dal vivo e parole, una riflessione sull’esperienza sempre viva, presente e fertile di un insostituibile protagonista della scena artistica nazionale e internazionale.

La serata, introdotta da Domenico Di Leo pianista e collega particolarmente vicino a Lenoci, prevede diversi interessanti momenti: «Wild Geese»: presentazione del cd del Gianni Lenoci Trio (Gianni Lenoci, Ra Kalaam Bob Moses e Pasquale Gadaleta), con la partecipazione di Gabriele Rampino e Maurizio Bizzochetti, dell’etichetta Dodicilune che ha prodotto il disco, con il sostegno della Programmazione Puglia Sounds Record 2020/2021 della Regione Puglia (FSC 2014/2020 – Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro), distribuito proprio dal 30 settembre in Italia e all’estero da IRD e nei migliori store on line da Believe Digital; The Lost Frames, improvvisazione in solo del sassofonista Gianni Mimmo (storico partner musicale del Maestro), sul video espressamente realizzato da Andrea Montanari; l’intervento del batterista e poeta Francesco Cusa, con i suoi versi dedicati all’amico e partner di concerti e registrazioni; The Legacy, le composizioni di Gianni Lenoci suonate dal vivo da Hocus Pocus Lab (Vittorio Gallo, Pasquale Gadaleta, Giacomo Mongelli, Michele Piccinno, Franco Angiulo, Pablo Montagne negli anni hanno tante volte affiancato il loro maestro, stabilendo con lui un profondo legame umano e artistico) e la straordinaria danza di Norontako Bagus Kentus, musicista e danzatore indonesiano spesso presente nei progetti lenociani.

L’apertura al pubblico è prevista alle 20:00, con inizio alle 20:30. Il numero dei posti disponibili è già esaurito. Per le disposizioni anti-Covid nella mail di prenotazione dovranno essere indicati i nomi e i contatti dei partecipanti. L’uso della mascherina è obbligatorio fino al raggiungimento del posto assegnato.

Associazione Culturale Musicale «Gianni Lenoci», Via Gioberti, 6 – 70043 Monopoli, Italy

http://www.giannilenoci.com