Gaia Cuatro, jazz senza confini

di Gian Franco Grilli

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Aska Kaneko - Gaia Cuatro (foto di Gian Franco Grilli)
Aska Kaneko - Gaia Cuatro (foto di Gian Franco Grilli)

Gaia Cuatro approda finalmente a Crossroads e lascia a bocca aperta il pubblico dell’Auditorium Corelli di Fusignano (Ravenna).

Qualche tempo fa il trombettista Paolo Fresu elogiò Gaia Cuatro scrivendo che “è un vero gruppo contemporaneo…. con la capacità di metabolizzare le diverse culture musicali per farle diventare un unico strumento comunicativo”. Ora ne abbiamo avuto una chiara conferma assistendo al concerto romagnolo andato in scena nei giorni scorsi. Non è superfluo dire che stiamo parlando di una formazione che da alcuni anni sta conquistando platee di tutto il pianeta, ma da noi è talmente raro ascoltarla che anche i professionisti del mondo delle note  sanno pochissimo dei loro progetti fin qui realizzati. Dunque nessuna meraviglia se la quasi totalità dei romagnoli presenti al concerto di venerdì 5 aprile 2019 non sapesse assolutamente nulla della provenienza di questi talentuosi strumentisti, e tanto meno della fantastica musica che di lì a poco avrebbe poi scoperto grazie al coraggioso e innovativo mosaico di proposte Crossroads che, diciamolo, come pochi altri festival mette sotto i riflettori non solo i soliti grandi nomi e il solito jazz che rassicura già dal cartellone, ma anche artisti meno noti, che non significa meno bravi.

Gerardo Di Giusto - Gaia Cuatro (foto di Gian Franco Grilli)
Gerardo Di Giusto – Gaia Cuatro (foto di Gian Franco Grilli)

Bene, a Fusignano (territorio che i più conoscono perché ha dato i natali all’ex allenatore della Nazionale Arrigo Sacchi) abbiamo assistito a musica sorprendente,  in costante bilico tra world, jazz, blues, classica, echi orientali, afro, tango, latin senza confini eccetera. Naturalmente in questo mix sonoro, rappresentativo dell’odierna globalità culturale e geografica, spiccano le individualità e le origini degli artisti in campo, da un lato la passione e il calore rioplatense dei due argentini (per la precisione di Cordoba) e dall’altro la raffinatezza, l’eleganza e la spiritualità della tradizione culturale del Sol Levante mostrata dai due giapponesi.  Insomma chi più ne ha più ne metta, ma quel che conta alla fine della partita è che queste sonorità trasversali sapientemente combinate in un tutt’uno hanno messo tutti d’accordo. Il repertorio della performance ha attinto dai quattro album incisi finora dal quartetto: sono così sfilate composizioni originali tra le quali Pachamama, Sin Vueltas,  Haruka, Dos Lunas, Gaia e Endeveras, il bis che ha siglato la serata nella moderna cornice dell’Auditorium Corelli.

Carlos ”El Tero” Buschini - Gaia Cuatro (foto di Gian Franco Grilli)
Carlos ”El Tero” Buschini – Gaia Cuatro (foto di Gian Franco Grilli)

Prima di concludere citiamo alcuni aspetti che hanno impressionato chi scrive: il livello delle dinamiche davvero spettacolare e di grande efficacia; l’intesa dei quattro strumentisti nell’esecuzione di fraseggi elaborati e nel creare uno swing tutto particolare passando felicemente da sonorità morbide e di grande lirismo a ritmi incandescenti; il modo inusuale di incastrare tra loro sonorità diversissime e di come le robuste corde del basso di Carlos ”El Tero” Buschini (intervistato tra l’altro su Musica Jazz di marzo 2019) sappiano perfettamente unirsi al poliedrico beat percussivo del nipponico Tomohiro Yahiro; l’allegro e disinvolto  botta e risposta tra il pianismo delicato di Gerado Di Giusto e le note ora sussurrate, ora gridate e velocissime del magistrale archetto di Aska Yaneko.

Tomohiro Yahiro - Gaia Cuatro (foto di Gian Franco Grilli)
Tomohiro Yahiro – Gaia Cuatro (foto di Gian Franco Grilli)

Insomma una coesione notevolissima con un impasto sonoro che lascia senza fiato  e un intenso gioco musicale che nell’insieme fanno passare in secondo piano il virtuosissimo del violino e le pazzesche personalità degli altri componenti dei Gaia Cuatro, decisamente un gruppo senza confini.

Gian Franco Grilli