FREE E SUONI ANTICHI (E C’È PURE MAZUREK)

57

L’avventura di jazz@home comincia nel 2009, quando Bertrand Gastaut decide di organizzare un concerto a casa di sua sorella. La serata ha un tale successo da spingere i fratelli a ripetere l’esperimento. Oggi, dopo oltre cinquanta concerti, jazz@home è diventato un appuntamento regolare con un pubblico ben preciso; un soggiorno accogliente dove si ritrovano musicisti di confine, a proprio agio tra il free e le musiche improvvisate.

Il concerto #52 (sabato 12 ottobre), quello della rentrée autunnale, ha visto protagonisti Raymond Boni e il polistrumentista Raphaël Saint-Remy. E va detto che, fin dalle prime note, i due non hanno lasciato scampo ai cercatori di swing, chorus e chord changes. Sfruttando una strumentazione singolare – da un lato la chitarra e dall’altro un’intera famiglia di antenati dell’oboe (bombarde, ciaramelle e via dicendo) – il duo ha instaurato uno stimolante dialogo elettroacustico, alimentato da sonorità antiche e da continue sferzate chitarristiche.

Classe 1947, esponente storico del free à la francese, Boni (che è anche un valido armonicista) associa rapide corse sul manico a una mano destra che sa molto di jazz manouche. A questa si aggiunge un tangibile lavoro sugli effetti, proteso verso scure profondità.

j[at]h_#54Gli appuntamenti jazz@home proseguono anche in questo mese. Domenica 10 sarà la volta di Rob Mazurek, in Francia per presentare «Matter Anti-Matter. Sixty-Three Moons Of Jupiter & Electronic Works», un titolo lungo come la lista di musicisti coinvolti in questo doppio cd prodotto dalla Rogue Art. Ma il concerto incuriosisce per un’altra ragione. Mazurek esporrà infatti le litografie realizzate all’atelier Urdla di Lione (dove sarà anche in concerto venerdì 8). Un’occasione per vedere come se la cava nelle vesti di artista figurativo il vincitore del Top Jazz 2012.

Venerdì 15 spazio all’Olympe Trio, che riunisce Sylvain Cathala (sax tenore), Stéphane Payen (sax alto) e Alexandra Grimal (sax alto e soprano), fresca di nomina nell’Onj di Olivier Benoît e titolare, lo scorso anno, di un bel disco con Lee Konitz, Gary Peacock e Paul Motian («Owls Talk» per la Aparté).

L Civelli