Fire! – Firenze, 16 febbraio 2018

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Fire!
Fire! trio a Firenze - foto Eleonora Birardi

Sala Vanni, Firenze – 16 febbraio 2018

Tra gli eventi di spicco della nuova stagione di Tradizione in movimento organizzata dal Musicus Concentus, il concerto del trio Fire! ha richiamato nell’antico refettorio del Carmine un pubblico numeroso ed eterogeneo come non si vedeva da tempo. Merito anche della formazione svedese che, come parecchi altri gruppi scandinavi, ha saputo intercettare, cogliere e sviluppare stimoli disparati provenienti dalla contemporaneità e proiettarli in una dimensione in cui l’improvvisazione risulta in gran parte svincolata da canoni jazzistici convenzionali, come documentato anche dal recente «The Hands».

Prendiamo ad esempio l’ormai proverbiale approccio di Mats Gustafsson al sax baritono. Nessun fraseggio articolato, azzeramento di elementi come swing e senso del blues o altre tangibili componenti afroamericane, a favore di fasce sonore che si accumulano gradualmente costruendo potenti crescendo, fino a raggiungere sovracuti belluini nei climax. Una poetica che indubbiamente si ricollega – sebbene per sommi capi – al retaggio dell’improvvisazione radicale europea degli anni Settanta.

Mats Gustafsson – foto Eleonora Berardi

Le formidabili progressioni del sassofonista si innestano sugli ostinato e sui riff ipnotici, dilatati, scanditi dal basso elettrico di Johan Berthling, spesso riconducibili sia al rock indipendente che alla psichedelia del tempo che fu, specie laddove Gustafsson opera ai live electronics introducendo stridenti elementi noise. Su questo contrasto gioca spesso il batterista Andreas Werliin, sovrapponendovi linee libere, frastagliate e sagaci coloriture, più occasionalmente aggiungendovi accenti rock e tempi binari volutamente marcati.

Combinazione di contenuti apparentemente incompatibili, la musica di Fire! si rivela comunque genuina, “artigianale” nel senso più nobile del termine, coerentemente in linea con la concezione trasversale di altri artisti scandinavi come Nils-Petter Molvær, Eivind Aarset, Bugge Wesseltoft, Jan Bang e Stian Westerhus. Del tutto sconsigliata, quindi, ai puristi.

Enzo Boddi

Fire!
Johan Berthling – foto Eleonora Berardi
Fire!
Andreas Werliin – foto Eleonora Berardi