Fano Jazz by the Sea, 27-29 luglio 2017 Terza parte

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Fano Jazz by the Sea
Filippo Vignato a Fano jazz by the Sea 2017 - foto Michele Alberto Sereni

Young Stage
Rocca Malatestiana, Fano 27-29 luglio 2017

Da qualche anno il festival fanese dedica un’attenzione particolare a giovani musicisti emergenti – per la maggior parte italiani – meritevoli di maggior visibilità. Una scelta vincente, e un esempio che anche festival dovrebbero seguire. Quest’anno, per l’indisponibilità della chiesa sconsacrata di San Francesco, la rassegna è stata spostata in un’ala della Rocca Malatestiana.

Forte della recente pubblicazione per la Auand di «Plastic Breath» e del riconoscimento ottenuto nel referendum Top Jazz, Filippo Vignato si sta affermando tra le voci più autorevoli del panorama nazionale. Dal vivo il repertorio del disco acquista un respiro ancora più libero e vitale. Il trio dà luogo a lunghe esecuzioni senza soluzione di continuità, spesso indirizzate su tempo libero, con grande senso dell’interplay e dell’ascolto reciproco. Nella successione degli eventi sonori si colgono vaghe tracce di Ornette e sostanziosi riferimenti all’eredità del Miles elettrico, segnatamente alla produzione degli anni Settanta. Vignato possiede un’articolazione del fraseggio, un impatto sonoro e una gamma dinamica che lo collocano degnamente sulla scia di Julian Priester, Roswell Rudd e Albert Mangelsdorff. Attila Gyarfas è un batterista che privilegia scomposizioni, fratture e aggiunte coloristiche, spesso condensate in un flusso continuo. Il pianista Yannick Lestra funge da ago della bilancia con un approccio al Fender Rhodes che, sia timbricamente che stilisticamente, richiama lo Zawinul sperimentatore del periodo davisiano e dei primi Weather Report.

Pericopes è un trio intelligentemente eterodosso, portatore di un’estetica che esula da canoni strettamente jazzistici, innervata com’è da elementi post rock, indie rock e punk jazz, come documentato anche da «These Human Beings» (Alfa Music). L’impianto ritmico-armonico può vagamente ricollegarsi alla poetica di Bad Plus, E.S.T. o Tingvall Trio. Dai nuclei tematici e melodici di partenza si sviluppano lunghe progressioni condotte dal pianista Alessandro Sgobbio, sostenute con piglio incisivo e approccio disinibito dal batterista Nick Wight, spesso spinte verso picchi sonori dal sassofonista Emiliano Vernizzi, che non di rado ricorre ai sovracuti. La voce del tenore è provvista di venature r&b anche nella costruzione del fraseggio e di un timbro che riecheggia Joe Henderson.

Fano Jazz by the Sea 2017
Alex Sgobbio – Pericopes a fano jazz by the Sea 2017 – foto Michele Alberto Sereni

Espatriata a Londra da alcuni anni, la pianista romana Maria Chiara Argirò capeggia un quintetto che – come molti altri giovani gruppi europei – si muove lungo coordinate eterodosse, all’insegna dell’ibridazione stilistica. Lunghi sviluppi collettivi prendono spunto da figure melodiche e nuclei ritmici attraverso procedimenti non di rado iterativi. In tal modo pochissimo spazio viene riservato agli assoli, a beneficio degli insiemi. Molti brani prevedono cambi metrici; altri sono caratterizzati da sospensioni e lenti, ossessivi crescendo di matrice post rock. Nel quintetto – oltre ad Alex Hitchcock (tenore) e Gaspar Sena (batteria) – spicca l’apporto del contrabbassista Andrea Di Biase, prodigo di linee ficcanti e corposi pedali, e del chitarrista Tal Janes, capace di produrre un’ampia gamma di colori e diversificare l’approccio.

In conclusione, tre gruppi che – pur nella loro diversità – ben rappresentano i vitali fermenti esistenti all’interno della nuova scena europea, ormai proiettata verso il superamento di barriere stilistiche.

Enzo Boddi

Fano Jazz by the Sea 2017
Emi Vernizzi – Pericopes a Fano Jazz by the Sea 2017 – foto Michele Alberto Sereni