20 maggio: Enrico Pieranunzi e Domenico Scarlatti

di Soukizy

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Enrico Pieranunzi Foto di Soukizy

La prima esibizione del ciclo Home Concerts ideato e interpretato da Enrico Pieranunzi affronta composizioni di Domenico Scarlatti. Il pianista romano ha inciso nel 2008 il disco «Pieranunzi Plays Scarlatt, ma si tratta di un amore nato e coltivato fin dagli anni del Conservatorio.
Nonostante l’appuntamento  in streaming, senza possibilità quindi di interazione e «contatto» nella totale assenza di un pubblico in carne e ossa, l’esibizione sembra essere un presagio positivo all’interno di questo tempo che tutti stiamo vivendo. Per quanto si tratti di una situazione difficile da accettare, Pieranunzi riesce a toccare anche a distanza e a farci sentire «di pancia» tutte le note che ci regala. E con questi pochi ma forti ingredienti si aprono nuove possibilità e si coglie un’autentica vicinanza a ciò che resta e ancora lotta, ovvero la musica.

Enrico Pieranunzi Foto di Soukizy

Prima di salutare il pubblico in più lingue, cercando di coinvolgere tutti i followers dal mondo, Pieranunzi esclama col fiatone: «Mi sono fatto prendere!» alla fine della travolgente Sonata K. 239, nella quale si è appena lasciato andare a una lunga e sentita improvvisazione. Infatti aggiunge: «Be’, per fortuna già non ricordo più nulla e nella prossima occasione potrò lasciarmi andare a una nuova improvvisazione». Le dita volano sui tasti e mandano in circolo altre gemme, come la Sonata K.531, la K.377 e la dolcissima melodia della K.208. Il tutto intervallato da brevi interventi verbali, come il pianista è solito fare durante i live, e nei quali ama raccontare la storia e le storie legate al grande compositore napoletano. Mente geniale, come lo definisce lo stesso Pieranunzi.
Ancora: la Sonata K.9, un momento intenso e circondato da un’altrettanta intensa improvvisazione; la K.492, sonata particolare e brillante che fonde l’elemento folkloristico napoletano alle molteplici varianti ispaniche. È infatti in Spagna che Scarlatti visse dal 1729 al 1747, l’ultimo periodo della sua vita, e fu là che compose le sue 555 sonate «per tastiera».
Segue una composizione di Pieranunzi, Horizontes Finales, tratta dal disco «Permutation» (2012), inserita nel programma per il suo sapore spagnoleggiante e ispirata proprio al periodo in cui il pianista ha approfondito la cultura musicale napoletana. Dedicata, oggi, a Scarlatti per il suo carattere fortemente ispanico. Nel racconto della vita movimentata e delle numerose opere del compositore napoletano, possiamo leggere tutta l’ammirazione di Pieranunzi. Una lettura, la sua, che si fa apprezzare in particolar modo per la raffinatezza e per le grandi capacità improvvisative del pianista.
Seguono la Sonata K. 3, «un pezzo già potenzialmente jazz», come lo definisce Pieranunzi, e la delicata K.183, preceduta da un Preludio in forma di improvvisazione da togliere il fiato.
In chiusura di concerto si cambia totalmente registro e si passa a qualcosa di più «leggero» come la Sonata K.159. Qui Pieranunzi sa abilmente alternare il tempo di tarantella in cui è scritto il brano – probabilmente la raffigurazione di una partita di caccia – a un eccezionale blues con il quale ci conduce alla fine di questa nuova esperienza di ascolto musicale. Che alla fin fine non è poi così male, se a proporla è un musicista noto proprio per la sua singolare capacità di emozionare e in grado di trasmetterla, a quanto abbiamo visto, non solo su un palco davanti a noi ma anche attraverso  una connessione web.
Perché la connessione emotiva di cui la musica è capace non conosce limiti e confini, anche se in situazioni del genere bisogna lavorare di immaginazione. Ma in questo caso – e sicuramente anche nei prossimi Home Concerts – non è difficile ritrovare quelle emozioni e restar loro collegati.
Soukizy