Edmar Castaneda & Hiromi – Milano – 7 ottobre 2017

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Hiromi & Edmar Castaneda, Blue Note Milano 7 ottobre 2017 - foto Sandro Niboli
Hiromi & Edmar Castaneda, Blue Note Milano 7 ottobre 2017 - foto Sandro Niboli

Edmar Castaneda & Hiromi – Milano, Blue Note – 7 ottobre 2017

Il tutto esaurito è d’obbligo quando si schiera Hiromi, che appartiene al jazz star system. E ancor più quando si presenta in duo con un talento internazionalmente riconosciuto, che ha dato all’arpa una nuova dignità di strumento fecondo per l’improvvisazione. Edmar Castaneda e la sua arpa colombiana (qui con tanto di chitarristica pedaliera) non deludono mai, sia per il suo approccio focosamente romantico, sia per la sua presenza scenica che fa coppia con una dialettica gradevole e schietta. S’affretta a parlare spagnolo con il pubblico il musicista colombiano, ma residente in New York, e lo fa con carattere mansueto e con quella dolcezza che lo contraddistingue da sempre. Anche Hiromi non lesina interventi, mettendo in campo un italiano simpatico e ben scandito, con l’occhio rivolto agli appunti.

hiromi & Edmar Castaneda - Live 07**10**2017 Blue Note Milano Foto di Sandro Niboli
Edmar Castaneda – 7 ottobre 2017
Blue Note Milano – foto Sandro Niboli

Chi si aspetta un approccio cameristico, è ben deluso, perché i due sul palco liberano tutta la loro prosodia alla pari di un’orchestra: si incastrano perfettamente in un dialogo tanto serrato, quanto rispettoso dei reciproci spazi. La partenza è fulminante, assegnata a Up In New York (con sigillo di Castaneda) dalle gustose tinte spanish che si infrangono nel muro del suono eretto da Hiromi, che sciorina da subito il suo bel vocabolario musicale e teatrale: la sua folta chioma in qualche modo arrotolata e sporgente a destra ondeggia sotto le sferzanti acrobazie pianistiche. For Jaco è dedicato a Pastorius, con il piano in parte preparato che squilla metallico, mentre Castaneda tiene il tempo con contrabbassistica cadenza. Moonlight rallenta i tempi, pur mantenendo ben caldo il clima musicale, con una linea melodica carezzevole e dall’aria frizzante. Non v’è concerto in cui Castaneda non intoni la sua personale preghiera: Jesus de Nazareth e tocca le corde dell’anima, con spostamenti di volume e inconsuete modulazioni di accordi, dettando i tempi e dipingendo armonie con sorprendente agilità.

L’occhio di bue si sposta su Hiromi, che utilizza gli spazi armonici per tinteggiarli di blues, con vigorosi passaggi stride e facendo suonare ogni singola parte del piano, con infernale motilità. Giocano a meraviglia i due, lanciandosi reciprocamente assist che travolgono l’ascoltatore, fino ad approdare a una torrida versione di Libertango che mette in piedi tutto il pubblico.

Alceste Ayroldi

Hiromi Blue Note Milano
Hiromi Blue Note Milano 7 ottobre 2017 – foto Sandro Niboli