Diario di Umbria Jazz 2019 – 20 luglio

456

Un appuntamento delizioso nella mattina del 20 luglio, quello del «Blindfold Test» presso la libreria Feltrinelli. Come da antica tradizione della nostra consorella DownBeat, un musicista è invitato ad ascoltare dei brani e a indovinare chi sia l’esecutore. A Perugia, il critico Dan Ouellette invita Giovanni Guidi (che abbiamo visto ieri in piano solo), e richiama l’attenzione di un numeroso pubblico. Il tutto si svolge su note interessanti, e talvolta ironiche, non solo soto l’aspetto musicale ma anche per lo scambio dei due protagonisti nel cercare di individuare ed analizzare le tracce. Guidi dimostra una grande attenzione e preparazione, indovinando gran parte dei brani selezionati. Attività che ha coinvolto anche il pubblico, curioso e indaffarato a cercare le risposte.

Dan Ouellette e Giovanni Guidi (Foto di Soukizy)

Nel pomeriggio, il Teatro Morlacchi si dipinge nuovamente di ospiti egregi. Questa volta si tratta di Peter Erskine, Dado Moroni (che abbiamo ritrovato in jam session ieri notte al Jazz Club Meliès) ed Eddie Gomez, per la prima volta insieme sotto il nome di EGM trio. Il pianista, infatti, nel raccontare del progetto, dichiara: “Questo è un omaggio a noi stessi”. Ed è pur vero che i tre sono figure molto importanti nel mondo del jazz, ognuno per le sue peculiarità sullo strumento d’elezione. Il concerto si apre con una composizione del 1927 di Fats Waller e procede a esplorare il mondo di Duke Ellington, anche con una delicata versione di Lotus Blossom (di Billy Strayhorn).

Dado Moroni, Eddie Gomez, Peter Erskine (foto di Soukizy)

La notte perugina vede un cambio totale di scena, ospitando sul palco dell’Arena Santa Giuliana il leader dei Radiohead, Thom Yorke, che è qui con i fidati collaboratori Nigel Godrich – anche produttore – e Tarik Barri per l’aspetto visivo. L’artista si fa attendere, preceduto da un’introduzione in cui i suoni si mescolano alle luci ancora basse. Ed esordisce stabilendo immediatamente un contatto con il pubblico, attraversando il perimetro del palco e cercando gli sguardi della folla. Un pubblico di circa ottomila persone, arrivate durante il giorno e che abbiamo ritrovato in attesa all’esterno dell’arena. Yorke mantiene attive circa due ore di scaletta, attingendo ai suoi album da solista come «The Eraser»«Tomorrow’s Modern Boxes»«Amok» e il recentissimo «Anima».

Thom Yorke (foto di Soukizy)

Si comincia da una morbida Interference per ripercorrere gli album appena citati, tra grida ed entusiasmo del pubblico, per poi terminare con un lungo bis all’interno del quale ritroviamo la particolare Dawn Chorus. Concerto senza cadute di tensione, condotto con il carisma e la genialità di un artista che ha ancora molto da dire.

Andrea Belfi in apertura del concerto di Thom Yorke (foto di Soukizy)

Soukizy