Diario di Umbria Jazz 2019 – 16 luglio

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Veronica Swift Stephanie Nakasian - Diario di Umbria Jazz
Veronica Swift e Stephanie Nakasian (foto di Soukizy)

Accolta da un’insolitamente fresca Perugia, mi immergo a fondo nell’atmosfera del festival. Suoni, colori, incontri, paesaggio: ogni cosa sembra in sintonia e si riflette sulle note magnetiche che la città respira. C’è fermento, c’è moto continuo di energie e musicisti. Come Kenny Barron, che sorseggia il suo vino, e Chick Corea in strada con un sorriso smagliante.

Barron si esibisce in piano solo alla Galleria Nazionale dell’Umbria: la sala è gremita e la partecipazione calorosa. Con il suo inconfondibile tocco, il pianista di Filadelfia regala emozioni a tratti commoventi, come Beautiful Love, una Bud-Like dedicata a Bud Powell e Rain.

Chick Corea (foto di Soukizy) - Diario di Umbria Jazz 2019 - 16 luglio
Chick Corea (foto di Soukizy)

Sempre nel pomeriggio è d’obbligo recarsi al teatro Morlacchi, dove Rosario Bonaccorso, in quintetto con Stefano di Battista, ci lascia viaggiare con «A New Home». Mi sposto al Sina Brufani per ritrovare ancora una volta la sala piena e ricca di ospiti, tra cui Kenny Barron, Chick Corea, Allan Harris. Una sensualissima e talentuosa Veronica Swift e il trio del pianista Benny Green ci lasciano vivere un intenso momento musicale. Seascape è l’omaggio di Green a Barron. Sorpresa finale con la mamma della Swift, la nota cantante Stephanie Nakasian, e i loro duetti.

Mentre ormai ogni angolo della città risuona di note incantevoli, il cielo ci regala una spettacolare eclissi di luna. E, su questo scenario, Chick Corea e la Spanish Heart Band ci lasciano immergere nella notte che vira verso orizzonti latini. Arena piena e grandi entusiasmi per un’esibizione che cavalca, una dietro l’altra, solo una grossa onda di emozioni. Tra pianoforte e tastiere, Corea ci fa volare molto in alto e conclude con una eccellente Spain su richiesta del pubblico, accontentato dal pianista in una versione memorabile.

Richard Bona (foto di Soukizy)
Richard Bona (foto di Soukizy)

Segue il bassista Richard Bona, accompagnato anche da Antonio Rey alla chitarra. Che continua a scaldarci il cuore con il suo «Flamenco Project» e tanto di ballerino al seguito, per uno spettacolo unico ed intimo. Chiudo la mia giornata con il trombettista americano Marquis Hill e il suo Blacktet, nella rarefatta atmosfera del Morlacchi. Tra assolo ipnotici e la maestria che è ormai riconosciuta al giovane musicista, la sala diviene sin dalle prime note un ambiente in cui fluttuare. Al suo fianco un «giovane genio», come lo stesso Hill lo definisce, ovvero il vibrafonista Joel Ross: garanzia di passione e bravura. Ed è un piacere lasciarsi travolgere.

Soukizy

[leggi il diario del 17 luglio 2019]

Kenny Barron (foto di Soukizy) - Diario di Umbria Jazz 2019 - 16 luglio
Kenny Barron (foto di Soukizy)