Dave Douglas: «High Risk», «Brazen Heart», «Brazen Heart Live At Jazz Standard», «Fabliaux», «Dark Territory».

Le recensioni degli ultimi album di Dave Douglas, trombettista statunitense impegnato come produttore, manager e Direttore artistico per Bergamo Jazz

481
AUTORE

Dave Douglas

TITOLO DEL DISCO

«High Risk», «Brazen Heart», «Brazen Heart Live At Jazz Standard», «Fabliaux», «Dark Territory».

ETICHETTA

Greenleaf Music


Negli anni, Douglas ha saputo imporsi come leader sulla scena internazionale senza disdegnare molteplici collaborazioni. Ma i diversi ruoli che sa gestire all’interno del mondo musicale, così come il suo estro artistico e il rigore professionale, aderiscono a capacità creative più eterogenee che lo vedono – oltre che ispirato trombettista – anche prolifico compositore, insegnante e direttore artistico. E dal 2005 la sua indole manageriale si esprime con perizia nelle vesti di produttore discografico dell’etichetta Greenleaf Music, con la quale in undici anni ha inciso più di venti album in qualità di leader.
Parliamo qui degli ultimi cinque. «High Risk», registrato nel 2014 in un’unica seduta, è il meticoloso risultato di quattro mesi di lavoro preparatorio e altri quattro di post-produzione e nasce dall’urgenza di Douglas di esplorare le sempre nuove possibilità creative che scaturiscono dall’unione dell’improvvisazione con le ultime innovazioni tecnologiche. Il quartetto, al suo esordio, comprende Jonathan Maron, veterano dell’acid jazz degli anni Novanta, l’eclettico batterista Mark Guiliana, che già nei suoi album ha abbondantemente fatto uso di electric drums e Shigeto, produttore e protagonista della musica elettronica statunitense. All’ascolto siamo sommersi da suoni ritmici e campionati che interagiscono con le variazioni melodiche e timbriche dei sintetizzatori e degli strumenti acustici, tra cui spicca la tromba che disegna i temi portanti dei brani. L’atmosfera è come sospesa, in continuo divenire dinamico e ci riempie di freschezza ma anche di leggera malinconia.
«Brazen Heart» segna il ritorno alla composizione e al quintetto acustico (Douglas, Jon Irabagon, Matt Mitchell, Linda Oh, Rudy Royston). L’ispirazione di questo lavoro è definita dal mondo più intimo e personale del trombettista, legato al sentimento della perdita: nel caso specifico, quella del fratello. La risposta ai molti interrogativi che ci pongono le tragedie personali e collettive – scrive Douglas nelle note di copertina – nasce solo dall’amore e dalla passione e compassione che ne scaturiscono. Nella fattispecie è emblematico il brano che da il titolo all’album, composto in origine su commissione dell’Ecstatic Music Festival ed eseguito al World Trade Center in memoria delle vittime dell’11 settembre: lo ascoltiamo qui in un nuovo arrangiamento, luminoso e ispirato. Da non trascurare anche i tradizionali Deep River (con un toccante assolo della contrabbassista Oh) e There Is A Balm In Gilead, intrisi di blues. L’impeccabile interplay del quintetto, rodato da una lunga tournée e testimoniato da «Brazen Heart Live At Jazz Standard», riaffiora nelle composizioni originali ed è legato allo studio approfondito degli ultimi lavori di Wayne Shorter.
«Fabliaux» testimonia invece la sua collaborazione di Douglas con il Monash Art Ensemble, un’orchestra da camera composta da alcuni dei migliori improvvisatori australiani e formata da quattro fiati, quattro ottoni, quattro archi e quattro percussioni. Le composizioni originali del trombettista nascono qui dallo studio dei timbri, della polifonia e delle strutture tipiche dei compositori dell’Ars Nova francese, che si intrecciano a libere improvvisazioni creando un sound che filtra e miscela con originalità tutti questi elementi per un esito godibile e insolito.
«Dark Territory», è al momento il più recente album di Douglas, pubblicato in aprile e disponibile anche in edizione limitata su vinile da 180 grammi, con un occhio rivolto al mercato dei collezionisti. L’album segna il ritorno del quartetto di «High Risk» e ne è idealmente la continuazione, sia nei contenuti sia nelle ispirazioni. Dai «grossi rischi» assunti in precedenza si arriva adesso alla «zona buia» ancora inesplorata e che, lungo sette brani, sarà percorsa con la massima libertà espressiva in quella collaudata miscela di intelletto e creatività, di testa e cuore, che il quartetto ha dimostrato di saper rappresentare al meglio.

Carretta


DISTRIBUTORE

IRD

FORMAZIONE

Dave Douglas (tr.) con:  

«High Risk» Jonathan Maron (chit. b. el., synth), Shigeto (electronics) Mark Guiliana (batt.)

«Brazen Heart» Jon Irabagon (ten.), Matt Mitchell (p.), Linda Oh (cb.), Rudy Royston (batt.)

«Fabliaux» Monash Art Ensemble

«Dark Territory» Jonathan Maron (chit. b. el., synth), Shigeto (electronics) Mark Guiliana (batt.)

DATA REGISTRAZIONE

Varie