Correggio Jazz: cala il sipario, sulle note di Mopti

di Gian Franco Grilli

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Cristina Renzetti e On Time Variabile Orchestra a Correggio Jazz (foto di Gian Franco Grilli)
Cristina Renzetti e On Time Variabile Orchestra a Correggio Jazz (foto di Gian Franco Grilli)

Il festival Correggio Jazz – inserito nel cartellone itinerante di Crossroads 2019 – si è concluso sabato 1 giugno con un’originale produzione di Correggio Jazz e Crossroads intitolata Racconti mediterranei – New Edition. Musiche dell’area del Mediterraneo interpretate in chiave jazzistica dall’On Time Variabile Orchestra, big band formata da docenti e allievi del workshop che si tiene durante il festival correggese. «Il progetto realizzato tra maestri e allievi racconta in parte quello che è il viaggio dell’essere umano alla scoperta di nuovi luoghi, – ha spiegato Cristiano Arcelli, nelle vesti di direttore e arrangiatore – parla del viaggio mentale, della necessità di spostarsi… è un [repertorio] che esplora le musiche del Mediterraneo con brani della tradizione popolare del nostro mare. Da musicista cerco di capire cosa succede in quel mondo». Dai nostri canti dell’emigrazione come l’abruzzese Amara terra mia a un reggae del Burkina Faso fino alla andalusa Los Cuatro Muleros (I quattro mulattieri), brano trascritto all’inizio del secolo scorso da Garcia Lorca che, «come tanti della propria epoca – continua Arcelli – ha sentito necessario fare una prima raccolta di quello che era la sapienza musicale del proprio Paese».

Cristina Renzetti e Marcello Allulli (foto di Gian Franco Grilli)
Cristina Renzetti e Marcello Allulli (foto di Gian Franco Grilli)

Riprendendo questo patrimonio di culture musicali mediterranee è nata così l’opera inedita, eseguita sotto la bacchetta di Arcelli e con la collaborazione di sette colleghi-docenti (Marcello Allulli, Enrico Zanisi, Fulvio Sigurtà, Francesco Diodati, Cristina Renzetti, Alessandro Paternesi e Francesco Ponticelli), dei migliori allievi dei seminari 2019 e vincitori di borse di studio nel 2018. Tra gli allievi partecipanti ai laboratori di composizione orchestrale anche un sassofonista-medico come il romano Mauro Pallagrosi, animato da grande passione jazzistica. Da questo lavoro comunitario ne è scaturito, a nostro modestissimo avviso, un buon contributo sulla via italiana al jazz contemporaneo, concretizzatosi in questa bella serata terminata con tutti gli allievi del workshop sul palco a ritmare, cantare e interagire con il pubblico sulle note di Mopti di Don Cherry. Il progetto si è mostrato un convincente modo di proporre dei racconti in musica e merita di essere conosciuto anche in altre piazze oltre che di essere riproposto al Teatro Asioli, vista la ridotta partecipazione di pubblico a quest’ultimo incontro della rassegna jazz.

Cristiano Arcelli (foto di Gian Franco Grilli)
Cristiano Arcelli (foto di Gian Franco Grilli)

Mentre, ventiquattr’ore prima, lo stesso teatro registrava un tutto esaurito per la «Carte Blanche a Javier Girotto» con due set dedicati a due progetti del musicista cordobese: Tango Nuevo Revisited Trio (che rilegge il summit di tango e jazz tra Astor Piazzolla e Gerry Mulligan), seguito da Latin Mood, il sestetto diretto assieme allo spettacolare trombettista Fabrizio Bosso. Ma, a dire il vero, quest’ultimo progetto – nonostante il trionfo tributatogli dal pubblico correggese – sembra aver perso, nel corso degli anni, un po’ di smalto rispetto agli esordi, nei quali maggiormente emergevano le sfumature latin (grazie ai due argentini del gruppo). Adesso invece, al netto della tecnica prodigiosa e dei virtuosismi di Girotto e del portentoso Bosso (le cui uscite in assolo valgono comunque il prezzo del biglietto), resta quasi solo il bolero rioplatense Algo Contigo, intonato da Natalio Mangalavite. Certo, qua e là continua ad apparire qualche pattern in clave, ma la filosofia del gruppo sembra essersi spostata su un versante molto più jazzistico e assai meno latin.

Gian Franco Grilli