Caetano, Moreno, Zeca e Tom Veloso – Ofertório Ao Vivo

di Giuseppe Vigna

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Caetano, Moreno, Zeca e Tom Veloso
Caetano Veloso (foto di Luca Brunetti)

Musart Festival, Firenze 19 luglio 2019.

Il fondale naturale del palco è strepitoso, la basilica della Santissima Annunziata nell’omonima piazza fiorentina, sede della manifestazione Musart. La scenografia è semplicissima: quattro sedie, chitarre acustiche, un piano e basso elettrici, e, in alto, appesa alle spalle dei musicisti, una grossa corda, che nella visione dell’artista e scenografo brasiliano Hélio Eichbauer rappresenta un cordone ombelicale.

Caetano, Moreno, Zeca e Tom Veloso
Caetano, Moreno, Zeca e Tom Veloso (foto di Luca Brunetti)

Caetano, Moreno, Zeca e Tom Veloso sono tornati in Italia con lo spettacolo Ofertório, una «celebrazione della riproduzione» – per usare le parole di Caetano, scandite in un italiano sempre più ricercato – che si serve di una messa in scena in cui la musica diviene identità e condivisione, un legame familiare profondo. Nella numerosa famiglia Veloso erano in molti a cantare (la madre Dona Canô e la sorella Maria Bethânia): ora l’eredità è trasmessa ai figli, vicini e presenti nella musica di Caetano.

Caetano Veloso (foto di Luca Brunetti)

Il concerto, nonostante si sia svolto di fronte a migliaia di persone, ha mantenuto un’atmosfera raccolta e minimale, come se i quattro fossero a casa del padre, a suonare di fronte a parenti e amici. E il repertorio racconta le vicende di famiglia, chiama in causa Gilberto Gil, Gal Costa, Maria Bethânia oltre alle madri dei figli di Caetano: la prima moglie Dedé Gadelha e la seconda, Paula Lavigne. Il brano Ofertório, che dà il titolo al concerto, è una dedica di Caetano alla madre, composta per una  messa che celebrò i suoi novant’anni e cantata nel corso dell’offertorio; Boas vindas, «benvenuto», è stata scritta in occasione della nascita di Zeca; Um Canto De Afoxé Para O Bloco Do Ilê è stata la prima collaborazione su disco tra Caetano e un giovanissimo Moreno. Nell’avvicendarsi dei ricordi ne affiora uno triste e recente, la scomparsa di João Gilberto, e Caetano ha eseguito per lui Estate, brano di cui João era innamorato e che cantò e rese un successo internazionale. Come lui, Caetano ha omesso l’ultimo verso, «odio l’estate…», che secondo João era impossibile da pronunciare per un brasiliano, Alla fine applausi, gioia ed emozioni sincere. Il prossimo 7 agosto Caetano compirà 77 anni: lo show Ofertório celebra tanti ricordi di una vicenda umana e artistica esemplare nel corso del tempo, il tempo che il bahiano ha definito «il tamburo di tutti i ritmi».

Giuseppe Vigna

[leggi anche l’articolo: «Caetano, Moreno, Tom e Zeca Veloso a Umbria Jazz 2018»]