Bobby Previte’s Classic Bump Band – Empoli Jazz, 17 luglio 2019

di Giuseppe Vigna

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Bobby Previte’s Classic Bump Band (foto di Sanzio Fusconi)
Bobby Previte’s Classic Bump Band (foto di Sanzio Fusconi)

Bravi, quelli di Empoli Jazz, Music Pool e Centro Studi Musicali Ferruccio Busoni. Bravi per essere tra i pochi a ospitare in Italia uno dei più gruppi più interessanti dell’estate jazz, il Bobby Previte’s Classic Bump Band, che a Empoli ha festeggiato il ventennale della sua fondazione. Con il batterista di Niagara Falls erano sul palco Marty Ehrlich al sax alto, Ray Anderson al trombone, Wayne Horvitz al piano e Jerome Harris al basso elettrico (incarico che nel tempo ha condiviso con Steve Swallow).

Bobby Previte (foto Sanzio Fusconi) - Bobby Previte’s Classic Bump Band
Bobby Previte (foto Sanzio Fusconi)

Dal primo brano la musica è risultata tutt’altro che celebrativa, come se i cinque avessero deciso di proseguire dove si erano fermati, continuando un viaggio nelle forme della tradizione del jazz. A questo si unisce l’accresciuta maestria strumentale di ognuno, che rende il gruppo un’autentica All Stars del jazz newyorchese degli anni Ottanta e Novanta.

Marty Ehrlich (foto Sanzio Fusconi) - Bobby Previte’s Classic Bump Band
Marty Ehrlich (foto Sanzio Fusconi)

Col tempo i timbri di Ehrlich e Anderson sono divenuti sempre più autorevoli; il suono bluesy, cristallino e affilato del sassofonista racconta una lunga storia del suo strumento, da Benny Carter a Julius Hemphill, così come Ray Anderson che, con l’uso di varie sordine, stende un ponte dall’orchestra di Ellington all’improvvisazione radicale.

Ray Anderson (foto Sanzio Fusconi)
Ray Anderson (foto Sanzio Fusconi)

Lo stesso vale per lo stride piano rivisitato da Horvitz, lo swing e il funk astratto di Previte, la guida sicura à la Mingus di Jerome Harris. Mingus inoltre è uno dei riferimenti della musica del gruppo dove ogni brano si sviluppa creando differenti situazioni, in una costante variazioni di mood, da accelerazioni repentine, cambi di tempo e momenti più lirici.

Wayne Horvitz (foto di Sanzio Fusconi) - Bobby Previte’s Classic Bump Band
Wayne Horvitz (foto di Sanzio Fusconi)

Contemporaneamente il gruppo ha allargato il suo campo d’azione, e, di fianco ai riferimenti alla tradizione jazz, sono apparsi numerosi richiami all’improvvisazione europea, in particolare a quella olandese.  Sequenze di soli, duetti, trio che combinavano libertà espressiva e ironia, indicando così un legame con la musica di Mingus ma anche con quella di Misha Mengelberg. «Per noi è naturale, fa parte del nostro mondo», dice Ehrlich soddisfatto dopo il bis. «Ricordati che io ho iniziato suonando con il B.A.G. di St.Louis, che aveva molti punti in comune con l’ improvvisazione europea: è la nostra storia”.

Jerome Harris (foto Sanzio Fusconi)
Jerome Harris (foto Sanzio Fusconi)

Empoli Jazz Summer Festival, che celebra la sua decima edizione, ha in serbo l’ultimo appuntamento, il prossimo 23 luglio, con il quartetto Still Dreaming diretto dal sassofonista Joshua Redman.

Giuseppe Vigna