BARI: ELIANE ELIAS RENDE OMAGGIO A CHET BAKER

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Il tormentato apparentamento tra Chet Baker e Stan Getz ha lasciato ai posteri belle tracce dell’influenza del trombettista nel solco della bossa nova.

Eliane Elias, che si è esibita sabato 16 novembre al teatro Forma di Bari, lo sa e lo dice quasi subito, dopo essersi tolta il cappello dinanzi ai suoi maestri Gilberto Gil (Ladeira da preguiça), Vinicius de Moraes e Antonio Carlos Jobim (Chega de saudade), rimarcando con un emozionato e stentoreo orgoglio la sua collaborazione con il grande poeta di Rio de Janeiro.

La pianista e cantante brasiliana, denudati i piedi non appena preso possesso del pianoforte, dice di ogni pezzo anche con un italiano niente male, però non presenta la terna di musicisti che l’accompagnano: al contrabbasso Marc Johnson, che osserva ogni singolo movimento e sguardo della sua compagna; Graham Dechter alla chitarra che sostituisce, rispetto all’album e con qualche difficoltà, Steve Cardenas; Mauriçio Zottarelli, funambolico batterista e percussionista ben noto anche per essere al fianco di Hiromi.

Da qui in avanti spazio alla tracklist di «I Thought About You: A Tribute to Chet Baker» (Concord), con There Will Never Be Another You, Embraceable You e via dicendo, non escluse le puntate di ritorno verso Ipanema declinando i lemmi del vocabolario di Ari Barroso (Isto aqui o que è). Esercizi di stile, con i breaks di Zottarelli a rifinire un mood semplice che si ravviva nelle folate pianistiche prodotte in serie da Eliane, cui è evidente la simpatia per lo stride piano.

E la sua voce dipinge con altrettanta semplicità le immarcescibili melodie che hanno ammantato di vintage un pubblico entusiasta, tanto da applaudire anche un po’ a casaccio.

A Ayroldi