Art Ensemble of Chicago – Reggio Emilia -22 ottobre 2017

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Art Ensemble of Chicago
Art Ensemble of Chicago, Reggio Emilia, 21 ottobre 2017

Rivive il sacro fuoco dell’Art Ensemble of Chicago

Reggio Emilia, Teatro Ariosto – 22 ottobre 2017

Ogni apparizione dell’Art Ensemble of Chicago è un evento che merita la massima attenzione. Del glorioso gruppo, simbolo dell’AACM di Chicago fin dai tardi anni Sessanta, sono rimasti solo Roscoe Mitchell e Don Moye a causa delle dolorose scomparse di Lester Bowie e Malachi Favors, mentre Joseph Jarman non è più in attività per motivi di salute. Si potrebbe quindi pensare che mancando la maggioranza dei fondatori, tutti solisti dalla fortissima personalità artistica, il gruppo non possa più esprimere la vitale energia collettiva che ne ha sempre contraddistinto il carattere e ove il risultato d’assieme era l’autentico frutto di un’intima coesione dei solisti. Ma ancora una volta il miracolo si è realizzato, ed è come se Mitchell e Moye avessero trasmesso ai nuovi componenti quel sacro fuoco che pervadeva le esibizioni del gruppo negli anni d’oro. I nuovi membri erano Hugh Ragin alla tromba e Junius Paul al contrabbasso, ma la sorpresa è stato l’inserimento non annunciato in cartellone di Dudù Kouate, il noto percussionista senegalese che da anni vive a Bergamo.

Dudù Kouatè e Art Ensemble of Chicago, Reggio Emilia, 21 ottobre 2017
Dudù Kouatè e Art Ensemble of Chicago, Reggio Emilia, 21 ottobre 2017
Don Moye e Art Ensemble of Chicago, Reggio Emilia, 21 ottobre 2017
Don Moye e Art Ensemble of Chicago, Reggio Emilia, 21 ottobre 2017

Il concerto, come pluriennale consuetudine dell’Art Ensemble, si è aperto con il delicato sorgere dal silenzio di uno stuolo di piccole percussioni che, in un’atmosfera estremamente rarefatta, si intrecciano al sommesso sfrigolare degli strumenti a fiato, tutto all’insegna di un lento e progressivo levare del volume sonoro e della intensità del dialogo. Se ha senso parlare di titoli per questo tipo di musica si dovrebbe citare People In Sorrow, dall’omonimo album del 1969. Questo brano si è trasformato in una perfetta vetrina per Kouate, alle prese con una pletora di piccole percussioni in un sottile dialogo con i fiati e soprattutto la batteria di Don Moye, con il quale l’intesa è stata perfetta in tutto il concerto; entusiasmante il loro duetto alla fine del primo brano, quando le atmosfere si sono fatte più intense.

Nel brano successivo è stato Roscoe Mitchell a ritagliarsi un lungo e memorabile assolo in respirazione circolare al sax soprano: le atmosfere sono tornate quelle infuocate e intense degli esordi del gruppo. Il concerto è proseguito riprendendo in parte le più liriche atmosfere degli anni ECM, da «Nice Guys» a «The Third Decade». Il bassista Junius Paul è stato impeccabile, imprimendo un drive notevole e regalando sprazzi intensamente melodici, mentre Hugh Ragin ha confermato di essere uno strumentista di alto rilievo tecnico: il suo è sempre stato un suono diretto e declamatorio, purissimo e privo di incertezze ma proprio per questo più prevedibile rispetto alle complesse alchimie del gruppo.

Ancient To The Future è il motto dell’Art Ensemble, e ancora una volta è rivissuta la magia di improvvisare con freschezza e giocosa sorpresa sulle proprie radici.

Giancarlo Spezia

Foto di Francesco Spezia

Roscoe Mitchell con Art Ensemble of Chicago, Reggio Emilia, 21 ottobre 2017
Roscoe Mitchell con Art Ensemble of Chicago, Reggio Emilia, 21 ottobre 2017
Hugh Ragin e Art Ensemble of Chicago, Reggio Emilia, 21 ottobre 2017
Hugh Ragin e Art Ensemble of Chicago, Reggio Emilia, 21 ottobre 2017
Art Ensemble of Chicago, Reggio Emilia, 21 ottobre 2017
Art Ensemble of Chicago, Reggio Emilia, 21 ottobre 2017